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Archivi al giorno novembre 8th, 2012

gio, nov 8, 2012  Roberta Buscherini
Se cadi per le scale fuori scuola, il MIUR non è responsabile.
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Il MIUR è sempre meno responsabile?
Può darsi.

 

Il Miur è responsabile solo per incidenti dentro le mura scolastiche. Una sentenza della Cassazione dichiara ora che non esiste nessuna responsabilità per il Ministero dell’Istruzione per eventuali incidenti che possano avvenire mentre gli alunni fanno il loro ingresso nell’edificio scolastico. In questo modo, se cadono mentre salgono le scale esterne per arrivare alle loro aule, il MIUR non ha colpe.
Con questa sentenza, numero 19160, la Cassazione limita e circoscrive l’ambito entro il quale è possibile richiedere un risarcimento di danni da parte di genitori di studenti che si infortunano andando a scuola.
In poche parole, tutto quello che accade dentro le mura, è responsabilità del MIUR mentre se invece, un incidente è successo nella parte esterna dell’edificio, il Ministero non è responsabile in nessun modo. Se ad esempio, i gradini esterni di una scuola sono rotti o scivolano, i danni per la caduta non devono essere richiesti al ministero ma possibilmente al Comune. “Gli obblighi di sorveglianza e di tutela dell’Istituto scattano solo allorché l’allievo si trovi all’interno della struttura, mentre tutto quanto accade prima, per esempio sui gradini di ingresso, può, ricorrendone le condizioni, trovare ristoro attraverso l’attivazione della responsabilità del custode”.

 

 

Il Perché di Questa Sentenza

 

La Corte Suprema risponde e respinge, con questa decisione, il ricorso della madre di una bambina di Genova che è caduta mentre saliva gli scalini di accesso alla propria scuola. Non è la prima volta che questa famiglia riceve dalla giustizia italiana un NO alla sua petizione. Infatti, nel 2006, la Corte di Appello di Genova, come già avvenuto nel 2003 in primo grado, aveva negato che “la nozione di orario scolastico possa essere estesa alla fase di ingresso nell’edificio”.
La madre invece considera e mantiene che la scuola ha l’obbligo di vigilare sulla sicurezza e proteggere gli studenti fin dal momento in cui si trovano sulle scale esterne di accesso all’edificio.
La Cassazione invece si mantiene ferma nella sua decisione e considera che tale momento, quello dell’ingresso alla scuola,  “anticipa l’operatività del vincolo negoziale, e del connesso regime di responsabilità, a un arco spaziale e temporale dai contorni indefiniti, nel quale, per soprammercato, il personale della scuola non ha, a ben vedere, alcuna seria possibilità di esercizio delle funzioni sue proprie”.

 

Fonte: Tuttoscuola

 

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gio, nov 8, 2012  Roberta Buscherini
Mobilità Dipendenti Pubblici: strumento contro gli esuberi
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Mobilità dipendenti pubblici

mobilità dipendenti pubbliciIl Ministro della Pubblica Amministrazione, Filippo Patroni Griffi, parla di mobilità dipendenti pubblici come ultima soluzione contro gli esuberi nel pubblico impiego. “La mobilità dipendenti pubblici –ha chiarito il ministro- è l’ultimo degli strumenti, in quanto i sistemi che verranno utilizzati saranno soprattutto “la mobilità volontaria, i contratti di solidarietà e, nel caso di eccedenze residue, la mobilità dipendenti pubblici per due anni”. Nello specifico, si parla di 6.000 eccedenze da gestire entro il 2013.

 

Mobilità Dipendenti Pubblici e Produttività

 

Il ministro della Pubblica Amministrazione ha realizzato queste dichiarazioni nel trascorso di un convegno di Confagricoltura nel quale erano presenti anche i ministri Passera e Fornero e diversi rappresentanti sindacali. Tra loro, Susanna Camusso, della Cgil, la quale si è dichiarata pessimista riguardo la possibilità di trovare un punto di incontro tra sindacati e imprese sulla produttività. In questo senso, ha detto: “Credo, forse mi sbaglierò, che per quanto riguarda l’accordo sulla produttività non si vada da nessuna parte”.

Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, invece considera che esiste soltanto un accordo possibile che venga incontro alle necessità delle piccole e medie imprese.

In questo senso, il Ministro dello Sviluppo economico delle Infrastrutture e dei Trasporti, Corrado Passera, ha ricordato la necessità di “premiare fiscalmente gli effettivi aumenti di produttività e che gli automatismi, che non tengono conto delle differenze di settore, o tra aziende, non siano utili per rendere più competitivo il nostro Paese”.

Il Ministro del Welfare, Elsa Fornero, considera la produttività un elemento di forza della crescita senza la quale non sarà possibile la crescita del paese. In questo senso, ha aggiunto che la produttività “non si fa con un tratto di penna, ma mettendoci capitale adeguato, infrastrutture adeguate e anche burocrazia adeguata. Ma soprattutto con capitale umano adeguato che si ottiene con la formazione”.

 

Fonte: Il Sole 24 ore / Lettera 43

 

Roberta Buscherini

 

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