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Archivi al giorno dicembre 7th, 2012

ven, dic 7, 2012  Roberta Buscherini
Calcolo Pensioni Inpdap – Simulazione Pensioni Inpdap
3.2 (64.9%) 49 Vota Questo Articolo

Calcolo delle pensioni Inpdap: negli ultimi anni ci sono state diverse modifiche, realizzate dal governo, con l’obiettivo di armonizzare il sistema previdenziale e il calcolo delle pensioni Inpdap, a quello dell’assicurazione generale obbligatoria, il fatto è che tuttora la normativa per il calcolo delle pensioni Inpdap, nel caso dei pubblici dipendenti, rimane ancora molto diversa nelle diverse categorie.

 

Per avere una previsione specifica riguardo il calcolo, è possibile richiedere informazioni al proprio ente di appartenenza ma, in ogni caso, è molto interessante conoscere come funziona il sistema di calcolo pensioni Inpdap e fare una simulazione online dell’operazione.

 

Come funziona il calcolo pensioni Inpdap?

 

Attualmente il sistema di calcolo pensioni Inpdap è basato su tre sistemi: contributivo, retributivo e misto. Questo sistema è basato in un mescolato di norme e regolamenti modificati negli anni dai diversi governi e dalle varie gestioni dell’Inpdap.

 

Calcolo Pensioni Inpdap – Sistema Contributivo

 

Questo sistema è entrato in vigore a partire del 1996 ed è riservato ai dipendenti pubblici con un’anzianità contributiva tra 15 e 18 anni entro l’anno 1995. Il calcolo pensioni Inpdap tramite il sistema contributivo è appunto basato sull’importo dei contributi accantonati dai dipendenti pubblici, durante gli anni di servizio, e restituiti sotto forma di pensione. Per il calcolo viene utilizzato un coefficiente di “trasformazione”, in base all’età del dipendente nel momento di andare in pensione. In questo modo, l’importo annuo è il risultato della moltiplicazione tra i contributi e il coefficiente di trasformazione.

 

La tabella mostra indica i coefficienti per pensioni  decorrenti dal 1 gennaio 2010.

 

 

 

 

 

Ad esempio, chi va in pensione con 62 anni e 2 mesi di età, applica il coefficiente di 5,1067 %.

 

 

Calcolo Pensioni – Sistema Retributivo

 

Per quel che riguarda il calcolo delle pensioni Inpdap tramite il sistema retributivo, è riservato ai dipendenti pubblici con almeno 18 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.
Consiste nell’l’operazione risultante tra il numero totale di contributi versati per ogni settimana di vita lavorativa. Nello specifico collega l’importo della pensione alle retribuzioni annue percepite dal dipendente pubblico negli ultimi anni di servizio, rapportate a rendimenti percentuali maturati rispetto all’anzianità contributiva.
I parametri che vengono considerati per il calcolo pensioni Inpdap con sistema retributivo sono l’età del dipendente; l’anzianità contributiva; la retribuzione lorda pensionabile; la rivalutazione delle retribuzioni (coefficienti che cambiano tutti gli anni) e l’aliquota di rendimento (diversa tra i dipendenti statali e i dipendenti comunali).
Dalle retribuzioni degli ultimi anni di servizio dei dipendenti vengono individuate due quote, o basi pensionabili, che serviranno a realizzare il calcolo:
- Quota A di pensione: viene utilizzata per i rendimenti maturati fino al 31 dicembre 1992
- Quota B di pensione: viene utilizzata per i rendimenti maturati dal 1 gennaio 1993
Le diverse medie delle retribuzioni vengono poi attualizzate, rivalutate, in base alla data della decorrenza della pensione.
Il coefficiente di rendimento è la percentuale della base pensionabile che determina la pensione nel sistema retributivo.

 

Il Sistema Misto

 

Il sistema misto di calcolo pensioni Inpdap consiste, come indica il proprio nome, nell’applicazione congiunta dei due sistemi precedenti. Viene applicato a coloro che al 31 dicembre 1995 ha maturato un’anzianità contributiva di meno di 18 anni. In questi casi di calcolo delle pensioni Inpdap, la retribuzione è composta da due parti diverse:
1. La prima è relativa all’anzianità di servizio maturata al 31 dicembre 1995, con il sistema retributivo
2. La seconda relativa al periodo successivo a quella data e con il sistema contributivo.

 

Ecco la tabella per il calcolo pensioni Inpdap con il sistema delle quote

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Calcolo delle Pensioni Inpdap – Simulazione Pensioni Inpdap

 

In realtà il calcolo  delle pensioni Inpdap è un argomento complesso e legato a continuativi cambiamenti, per avere dati con precisione riguardo il calcolo della propria pensione la cosa migliore sarebbe dirigersi al proprio ente per realizzare uno studio specifico e personalizzato. In ogni caso, è possibile realizzare simulazioni online che ovviamente non sarà proprio precisa ma offre le garanzie di un’elevata percentuale di aderenza al reale calcolo delle pensioni Inpdap. Infatti, si tratta di una simulazione avallata dallo stesso Inpdap.
Fonte: Inpdap

 

Roberta Buscherini

 

 

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ven, dic 7, 2012  Valentina
Trasferimenti Polizia di Stato: Domanda di Trasferimento con Congedo
3 (60%) 1 Vota Questo Articolo

Trasferimenti Polizia di Stato:

 

La circolare n. 333-A/9802.B.B.5.4 del Ministero dell’Interno del 28 ottobre 1993 definisce le modalità delle richieste di trasferimenti Polizia di Stato sulla base di “preminenti fini di pubblico interesse ”.  Devono quindi sussistere esigenze di servizio affinché si possa procedere a presentare la domanda di trasferimenti Polizia di Stato e, come stabilito dal primo comma dell’art. 55 del D.P.R. 335/1982, è necessario che il richiedente presti servizio nella medesima sede per almeno 4 anni consecutivi, che scendono a due nel caso in cui la sede in questione sia nell’elenco di quelle considerate “disagiate” dal Ministero dell’Interno con apposito decreto a cadenza annuale.

 

Requisiti Trasferimenti Polizia di Stato

 

trasferimenti Polizia di Stato

Fonte: pesaronotizie

Gli altri due criteri sui quali si basa la stipula della graduatoria di trasferimenti Polizia di Stato sono:
-    L’anzianità di servizio e di sede a cui fanno eccezioni i periodi di aspettativa e quelli in posizioni di comando o fuori ruolo.
-    La situazione familiare ovvero lo stato civile, il numero dei figli a carico e la possibilità di un ricongiungimento familiare
-    Stato di servizio ovvero la richiesta di trasferimenti Polizia di Stato deve coincidere con la domanda da parte dell’ufficio di destinazione di quel ruolo e della sua competenza.

 

 

 

 

 

 

 

Trasferimenti Polizia di Stato: Come presentare la domanda di trasferimento?

 

La presentazione della domanda di trasferimento per la Polizia di Stato deve seguire la gerarchia del corpo dunque va inoltrata alla direzione centrale del personale, che dovrà come primo passo verificare la disponibilità dei posti nella sede richiesta e successivamente predisporre il provvedimento di trasferimenti Polizia di Stato se non sorgono situazioni di emergenza di servizio che impongano un rinvio.

 

Trasferimenti Polizia di Stato

 

 

In termini di trasferimenti Polizia di Stato va ricordato anche l’art. 15 del D.P.R. 395/1995 a cui va integrato poi l’art. 19 comma 2 del D.P.R. 164/2002, che ha introdotto il congedo straordinario per trasferimento ovvero un periodo di riposo dal corpo per espletare esigenze di ordine pratico legato ai trasferimenti Polizia di Stato come il trasloco e la riorganizzazione familiare presso la nuova sede di destinazione. Il tempo previsto dal congedo straordinario per trasferimenti Polizia di Stato varia in base a se il nuovo luogo di lavoro si trova su territorio nazionale o estero.
Nel primo caso  vengono previsti 20 giorni per il personale coniugato o con famiglia a carico o con almeno 10 anni di servizio e 10 giorni per il personale senza famiglia a carico con meno di 10 anni di servizio. Nel caso in cui il trasferimento avvenga invece in sedi estere i giorni diventano 30 se si è coniugati o con famiglia a carico o con almeno 10 anni di servizio e 20 giorni al personale senza famiglia a carico con meno di 10 anni di servizio.
Precisiamo infine che dal punto di vista del trattamento economico e previdenziale non ci sono variazioni nel periodo del congedo straordinario di trasferimenti Polizia di Stato rispetto alla normale retribuzione e al normale trattamento ai fini pensionistici .

 

Valentina Stipa

 

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