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Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al giorno gennaio 8th, 2013

mar, gen 8, 2013  Roberta Buscherini
Prestiti Inpdap: Come Ottenerli dopo la soppressione dell’ente?
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I prestiti Inpdap, sono finanziamenti agevolati per dipendenti pubblici e statali che ha sempre erogato l’Istituto Nazionale di Previdenza per i dipendenti dell’amministrazione Pubblica, INPDAP, a condizioni davvero agevolate. Infatti, l’Inpdap si occupava della previdenza per i dipendenti pubblici e statali ma anche dell’erogazione di prestiti pluriennali diretti, o prestiti Inpdap.

 

Con la soppressione dell’Inpdap tramite il decreto legislativo 201/2011 pubblicato sulla gazzetta ufficiale n°284 del 6/12/2011 c’è stata un po’ di confusione riguardo la possibilità di ottenere ancora i prestiti Inpdap. Ricordiamo che dall’inizio di quest’anno, l’Inpdap è passato a fare parte dell’Inps, e ora è quest’ultimo a gestire tutte le competenze che finora realizzava l’Inpdap per quel che riguarda il sistema previdenziale dei lavoratori dello Stato.

Ma cosa succede con questo tipo di prestiti? Come possono i dipendenti pubblici ottenerli ora che non esiste più l’Inpdap?

La risposta è si.

E’ possibile ottenere prestiti Inpdap attraverso diverse società finanziarie, convenzionate con l’ex Inpdap, che hanno conservato le condizioni agevolate nei prestiti erogati a dipendenti pubblici e statali.

Si tratta di prestiti Inpdap con cessione del quinto per lavoratori presso la Pubblica Amministrazione che, addirittura offre ulteriori vantaggi per i dipendenti.

 

Requisiti per ottenere Prestiti Inpdap con Cessione del Quinto

 

Per ottenere Prestiti Inpdap con Cessione del Quinto l’unico requisito è avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato come dipendente pubblico. Infatti, anche i dipendenti con segnalazioni o protesti possono ottenere il finanziamento, sempre che abbiano un contratto stabile di lavoro.

 

Altri vantaggi dei Prestiti Inpdap con la Cessione del Quinto

 

-              Rimborso automatico tramite la busta paga

-              Possibilità di dilazionare il rimborso fino a 120 mesi

-              Rata di restituzione e tasso d’interesse fissi

-              Ottenibile con altri prestiti in corso

-              Erogazione in pochi giorni

-              Non si deve motivare la richiesta

 

Come abbiamo appena detto, una delle particolarità più vantaggiose dei prestiti Inpdap con cessione del quinto è proprio la modalità di rimborso tramite la busta paga del dipendente. Questa restituzione avviene ogni mese in automatico ed è l’amministrazione di appartenenza a realizzare le trattenute corrispondenti. In questo modo, non esiste il rischio di dimenticare una rata o una scadenza.

 

Perché i prestiti Inpdap hanno condizioni così vantaggiose?

 

Il motivo principale è che i prestiti Inpdap sono uno prodotto finanziario poco rischioso per le banche. La presenza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso lo Stato infatti è una garanzia molto potente, per tanto, è un finanziamento conveniente tanto per il dipendente quanto per la società finanziaria.

 

Roberta Buscherini

 

Per scaricare la tua busta paga online puoi seguire questo link: Stipendi Pa

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mar, gen 8, 2013  Valentina
L’Indennità di Missione – Arriva la tassazione
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La spending review colpisce ancora e lo fa duramente. Colpendo forte uno dei pochi vantaggi che  il corpo di polizia dello stato possiede a fronte dell’operatività sul campo che tiene impegnati i suoi membri per ore, mettendo in secondo piano bisogni personali e fisiologici.
Con la circolare ministeriale num. 333-G/II 2624 del 21 dicembre scorso ha di fatto modificato il trattamento tributario sul rimborso forfetario e la mancata fruizione del pasto del personale inviato in missione sul territorio nazionale, per tanto sono cambiate le condizioni d’indennità di missione.

 

Cambiamenti Indennità di Missione

indennita“La direttiva dell’agenzia dell’Entrate recepita dalla nostra Amministrazione, sull’indennità di missione,  è una norma che penalizza e di fatto annienta i reparti operativi – grida il Segretario Generale Nazionale della Consap Giorgio Innocenzi – tassare il rimborso forfetario ed il mancato pasto, spesso non fruito per ineludibili esigenze di servizio, penalizza economicamente proprio quei reparti specializzati come lo Sco, ma anche Criminalpol, Squadre Mobili e Digos che sviluppano le loro investigazioni su tutto il territorio nazionale. (…) Stanno uccidendo l’operatività questa è norma che demotiva i colleghi, non compensa l’impegno, il sacrificio; è un regalo alla criminalità ”.

 

Conseguenza della tassazione

 

 

Ma come si traduce questa tassazione dell’indennità di missione in concreto? Se non fosse chiaro dalle dure parole di Innocenzi, cercheremo di fare maggiore chiarezza.
Per garantire la nostra sicurezza e la nostra incolumità i poliziotti sono chiamati a fare lunghi appostamenti e articolate indagini, passato ore ed ore ad analizzare luoghi di reati e scoprire così cosche, assassini, bande criminali o, come nel più recente passato, scovare un nascondiglio e dare esito positivo a un rapimento.
Bene, durante tutte queste azioni, i poliziotti non hanno possibilità di consumare un pasto, per questo esiste l’indennità . Tale cifra, con la circolare del 21 dicembre, sarà sottoposta a una forte tassazione che ne annullerà quasi il 50% e includerà il rimanente importo nel reddito complessivo.
Dopo tagli al personale, alle risorse, alle missioni, cosa rimaneva ancora da tagliare?

Adesso non è rimasto proprio più niente.

 

Fonte: Consap Nazionale

 

Valentina Stipa

 

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mar, gen 8, 2013  Roberta Buscherini
Basta un Poco di Zucchero e la Pillola va Giù
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Articolo scritto da Laura Ferraresi

 

Pochi giorni fa mi sono ritrovata a un  tavolino di un caffè a parlare del valore del dolore con una giovane donna di diciotto anni. E’ stata lei a dirmi che la sofferenza, se affrontata rafforza l’animo, rafforza la volontà, ma soprattutto rafforza il concetto di sé. Superando questo genere di sfida si scoprono le proprie capacità e risorse.

 

 

Qual è il dolore più profondo che ognuno di noi, prima o poi, deve affrontare? La morte.

 

 

Morte…..quanto poco viene usata questa parola. Spesso la si sostituisce con dipartita, riposo eterno, ultimo viaggio, ma nessuna dà quel senso definitivo, immutabile come la parola Morte.

 

 

Ma dobbiamo ridare dignità alla Morte confrontandoci con essa,  dobbiamo ridare dignità alla Vita e al suo misterioso fluire.  Fuggire,nascondersi, mentire a sé, agli altri e soprattutto ai più piccoli non aiuta ad affrontare il dolore della perdita di un marito, di una moglie o peggio di un figlio e ci intrappoliamo, in questo modo, nel luogo della non esistenza. Perché vivere il dolore, accettarlo, condividerlo, piangerlo, urlarlo, e poi forse parlarlo, scriverlo, disegnarlo consente a ognuno, grande e piccino, di portare nuovamente luce in quei luoghi profondi del dolore, permette a ognuno di viverlo nella presenza della consapevolezza.

 

Ognuno deve trovare in sé la forza di comunicare ciò che scuote l’animo, e anche il silenzio, se non è fuga, se non è negazione, ne è un modo, perché la presenza chiede anche di saper rispettare i propri e gli altrui tempi: c’è un tempo per piangere, per tacere, ma c’è anche un tempo per parlare e per tornare a sorridere.

Ecco perché ritengo che non basti una pillola, come ho letto su un articolo di un noto quotidiano nazionale, per superare un lutto. Un dolore così profondo si supera nell’accettarlo, nell’accoglierlo e soprattutto nell’imparare a usare parole nuove per narrare il ricordo di chi non è più fisicamente con noi, come dice  Charles Peguy:

 

“La morte non è niente,

io sono andato nella stanza accanto.

Io sono io. Voi siete voi.

Ciò che ero per voi lo sono sempre.

Parlatemi come mi avete sempre parlato.

……………………………………

Sorridete, pensate a me, pregate per me.

…………………………………………….

Perché dovrei essere fuori dai vostri pensieri ?

Semplicemente perché sono fuori dalla vostra vita?.

Io non sono lontano,

sono soltanto dall’altro lato del cammino”

 

Laura Ferraresi

Consulente in Pedagogia, Consulente in Sviluppo Famigliare, Ricercatrice in Psicologia Sociale, Autrice per l’Infanzia.

https://www.facebook.com/PedagogiaInCorso?fref=ts

 

 

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