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Archivi al giorno gennaio 9th, 2013

mer, gen 9, 2013  Patrizia Caroli
Pensioni Scuola 2013: Nuovi Requisiti In Vigore per Insegnanti
3.8 (75.56%) 9 Vota Questo Articolo

Pensioni Scuola: I nuovi requisiti per andare in pensione della riforma Fornero sono in vigore dal 1 gennaio 2013 e, per la prima volta, rispettano l’adeguamento automatico del sistema previdenziale al speranza di vita (il decreto ministeriale 6 dicembre 2011 ha incrementato di 3 mesi tutti i requisiti di accesso).

pensioni scuola

Foto: mediterraneanews

 

Una delle principali novità del nuovo regolamento di pensioni scuola è la soppressione delle pensioni di anzianità che permetteva andare in pdopo un certo periodo minimo di anzianità contributiva. D’ora in poi, andare in pensione prima dell’età prevista nelle pensioni scuola di vecchiaia è possibile soltanto quando si è superato un periodo minimo di contribuzioni ma con penalizzazioni se si sceglie di andare in pensione in età troppo giovane (dall’1 al 2 per cento sull’assegno di pensione per ogni anno di anticipo).

In questo modo, da quest’anno è necessario un minimo di 42 anni e 5 mesi di anzianità contributiva per i uomini e 41 anni e 5 mesi per le donne. Chi deciderà di andare in pensione prima dei 62 anni, perderà dall’1 al 2 per cento sull’assegno di pensione per ogni anno di anticipo.

 

 

Pensioni Scuola: Nuovi requisiti per la pensione di vecchiaia

 

Per accedere alle pensioni scuola di vecchiaia la nuova normativa prevede un incremento graduale dell’età in base all’adeguamento della speranza di vita.

ANNO REQUISITI
2013 62 anni
2014 63 anni e 6 mesi
2016 65 anni
2018 66 anni
2021 67 anni

 

Inoltre, è necessaria un’età di contributi minima di 20 anni per andare accedere alle pensioni scuola di vecchiaia. A chi ha cominciato a versare contributi dopo il 1° gennaio 2006 è richiesto che l’importo dell’assegno sia almeno pari a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale, con delle eccezioni per chi raggiunge i 70 anni di età.

 

Domanda Pensioni Scuola 2013: Quando e come presentare le richieste?

Scadenza per la presentazione di domande pensioni scuola: 25 gennaio 2013

 

Chi può fare domanda di pensioni scuola?

 

La domanda di pensioni scuola può essere presentata da tutto il personale docente che al 31 dicembre 2011 possedeva i requisiti della normativa anteriore alla riforma Fornero, ovvero:

-          Quota 96: somma tra età anagrafica e contributiva partendo da un minimo di 60 anni di età e 35 di contribuzione (vengono conteggiate anche le frazioni di anno).

-          Donne con 61 anni e 20 anni di contributi

-          Uomini con 65 anni e 20 anni di contributi

-          Personale con almeno 40 anni di contributi al 31 dicembre 2011.

 

I docenti che compiono alcuno di questi requisiti, se raggiungono i 65 anni entro il 31 agosto 2013, saranno collocati in pensione d’ufficio.

 

-          Le donne che con 57 anni di età e 35 di contributi entro il 31 dicembre 2012.

 

Inoltre, possono fare richiesta di pensioni scuola i docenti che raggiungono i requisiti previsti dalla Riforma Fornero visti in precedenza.

 

Le domande di pensioni scuola devono essere presentate all’ente pensionistico corrispondente direttamente dall’interessato, previa registrazione al sito ufficiale dell’ente; tramite Contact Center Integrato (n. 803164); oppure attraverso l’assistenza di un patronato.

 

Fonte: Orizzontescuola / UIL

 

Patrizia Caroli

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mer, gen 9, 2013  Valentina
Riorganizzazione Pubblica Amministrazione: Tutto Fermo
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Si è fatto un gran parlare di spending review, di tagli. Si è polemizzato in piazza e tenuto duro in parlamento. Le istituzioni si sono scontrate duramente con le associazioni di categoria protettrici di diritti e vantaggi di caste e categorie di lavoratori che ad una ad auna sono passate sotto l’ascia dei tagli del governo monti.

 

Ma ora, con un governo dimissionario e con le elezioni che bussano alle porte, tutte queste riforme improntate al risparmio e al guadagno nell’ottica di risanare conti pubblici allo sbando che fine hanno fatto?

 

 Riorganizzazione Personale Pubblico

 

Ce lo chiediamo perché proprio una delle riforme che fece grande rumore, quella sul riordino del personale della pubblica amministrazione è di fatto congelata dallo scorso novembre. La cosa è grave, non solo per la riforma in sé che sta facendo tremare la seda di molti dipendenti, ma soprattutto perché con essa rimangono fermi anche tutti gli altri decreti che, a cascata, avrebbero dovuto adempiere agli obblighi di tagli e risparmi previsti dalla spending review, colpendo l’INPS e l’Enac, e 24 enti parco nazionali.

 

Ma è lo stesso Ministro Patroni Griffi che tranquillizza tutti: “c’è un ritardo sulla tabella di marcia nel varo dei tre Dpcm che ridefiniscono le piante organiche di ministeri, enti parco ed enti nazionali ma saranno varati in uno dei prossimi Consigli dei ministri. Non ci saranno licenziamenti ma la ridefinizione delle dotazioni organiche e soprattutto finalmente lo sblocco del turn over per le future assunzioni che andrà a regime nel 2016”.

 

Che fine faranno i dipendenti in esubero?

 

Ma questo stop è offuscato dalla nuova legge anticorruzione, figlia della collaborazione tra il ministro Griffi e la Severino nella quale: “sono state integrate le politiche di prevenzione e repressione. Sono arrivate regole sulla non candidabilità, sulla gestione delle risorse, una mappatura vera e propria dei rischi: un dirigente non può restare dieci anni all’ufficio contratti, a prescindere dalla sua rettitudine”.

 

Certo un codice etico e il buon senso sono chiaramente due strumenti imprescindibili per coloro che, in forme differenti, gestiscono la cosa pubblica.

 

Ma gli oltre 4000 esuberi della pubblica amministrazione che aspettano di essere riorganizzati, ricollocati, prepensionati?

 

Forse dovranno aspettare il prossimo governo in carica.

 

Fonte: Ilmattino.it / Ibidem

 

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