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Archivi al giorno gennaio 30th, 2013

mer, gen 30, 2013  Roberta Buscherini
Studenti Italiani viaggiano a Mauthausen “Per Non Dimenticare”
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Ieri sono partiti da Milano, 400 alunni delle scuole secondarie di tutta la provincia, per visitare Mauthausen, in Austria. L’obiettivo di questo progetto è istruire gli studenti nella storia, ma dal vivo, e mantenere viva la memoria sui crimini e la barbarie vissuta durante il regime nazista in Europa. Si tratta della seconda edizione, organizzata dall’Assessorato all’Istruzione ed Edilizia scolastica, e sono programmate le visite ai campi di concentramento di Mauthausen-Gusen e il castello di Hartheim, atroce sede di sperimentazioni su persone indifese.

 

Per Non Dimenticare

 

Nel campo di sterminio di Mauthausen-Gusen furono sterminate 200.000 persone, di cui 8.000 italiani e nel castello di Hartheim i medici di Hitler procedevano alla sperimentazione su persone di tutte le età portatrici di handicap, condannandole, così, atrocemente alla morte.
Il programma del viaggio Mauthausen-Gusen, dal 29 al 31 gennaio, durante il viaggio di andata prevede la sosta alla città di Innsbruck e arrivo in serata a Linz. Durante il ritorno, è prevista la visita alla citta di Salisburgo con vista guidata al centro storico.

 

I numeri delle Scuole

 

Le scuole della provincia di Milano sono sempre più interessate a questo progetto. Infatti, quest’anno rispetto all’anno scorso hanno aderito circa 140 persone in più, tra studenti e insegnanti.

Marina Lazzati, assessore all’Istruzione ed Edilizia Scolastica, considera che la provincia di Milano negli ultimi anni “ ha voluto ampliare le destinazioni dei Viaggi della Memoria per permettere agli studenti delle scuole superiori di constatare i crimini commessi dal regime nazista in Europa. L’obiettivo è, dunque, promuovere e incentivare l’approfondimento storico e il confronto tra i giovani sul tema della deportazione, dello sterminio e soprattutto della mancanza di libertà. Un diritto quest’ultimo che deve essere assolutamente salvaguardato e garantito a tutti i popoli”.
Il programma del viaggio Mauthausen-Gusen, dal 29 al 31 gennaio, durante il viaggio di andata prevede la sosta alla città di Innsbruck e arrivo in serata a Linz. Il secondo giorno è dedicato alla vista guidata del campi di concentramento di Mauthausen-Gusen, con cerimonia commemorativa e deposizione di corona al monumento delle vittime italiane annientate in questo luogo dell’orrore. Il terzo giorno, di ritorno verso Milano con arrivo in serata, è prevista la sosta alla città di Salisburgo con vista guidata al centro storico.

Questa è sicuramente un’iniziativa importante in materia educativa. Non dimenticare la nostra storia è fondamentale per sapere dove stiamo andando e per dare il valore giusto alle cose. Noi, insegnanti, non possiamo permettere che i nostri ragazzi dimentichino. In un momento come questo, di cellulari, Iphone, computer e videogiochi è ancora più necessario spiegare, e far vedere, che non è sempre stato così.

 

Roberta Buscherini

 

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mer, gen 30, 2013  Valentina
Pensioni Quota 96: Storia di una ingiustizia
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Pensioni quota 96: Interrogazioni parlamentati, giudice di pace, Tar, Corte dei conti e perfino la Corte Costituzionale non sono bastate a far compiere al MIUR un semplice passo indietro liberando oltre 3mila insegnanti che si trovano imprigionati nella maledetta quota 96 per l’accesso alla pensione. Quelli della polemica pensioni quota 96.

Congelato anche l’emendamento dell’on Ghizzoni nato per modificare la riforma Fornero, il quale proponeva per i docenti che hanno i requisiti dei 60 anni di età e 36 di contributi entro il 31 agosto la possibilità di andare in pensione al primo settembre. Quindi se tutti gli altri dipendenti statali possono accedere alla pensione con le vecchie regole, avendo maturato i requisiti entro il 31 dicembre scorso, per i docenti la verifica dei requisiti scatta al 31 agosto, quando finisce tecnicamente l’anno scolastico: una differenza di cui Fornero non aveva tenuto conto neanche dopo la messa in luce dell’errore. 

Ricordiamo infatti che la Legge Fornero non riconosce lo spostamento al primo settembre 2012 dei benefici della precedente legge Damiano basata sulle quote ovvero l’età anagrafica sommata a quella lavorativa.

 

Pensioni Quota 96 e gli errori di calcolo

 

Quindi per un banale errore di calcolo e per un orgoglio tecnico che non ha tenuto conto del fatto che i lavoratori del comparto scuola, a differenza di tutti gli altri dipendenti della pubblica amministrazione, lavorano per anno scolastico e non per anno solare ovvero dal 1° settembre al 31 agosto, gli insegnanti appartenenti a pensioni quota 96 devono attendere ancora per accedere alle loro pensioni.

 

 

 

 

Ma quando possono accedere alle pensioni quota 96?

 

Per i docenti di quota 96 l’arrivo della pensione non è previsto prima del compimento dei  60 anni con 36 anni di contribuzione; oppure con 61 anni di età e almeno 35 anni di contribuzione; oppure ancora con 40 anni di contribuzione e in questo caso  si può andare in pensione con qualsiasi età anagrafica. La quota 96 deve essere raggiunta in modo pieno, cioè senza neppure un giorno in meno.

Per coloro che hanno avanzato domanda di pensionamento entro il 31 agosto 2011 i requisiti previsti dal regime della Quota 96 potevano essere maturati fino al 31 agosto 2012, accedendo così al regime pensionistico dal successivo 1° settembre. Il Governo Monti, indicando il 31 dicembre 2011 come data di “separazione”, ha però di fatto privato oltre 3.500 insegnanti (colpevoli di aver perfezionato i requisiti dopo tale data) della possibilità di ritirarsi dal lavoro, pur avendone diritto.

La dichiarazione del presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua subito dopo l’entrata in vigore della Riforma Fornero ha rilasciato una dichiarazione molto discussa dalle associazioni di categoria: “l’età pensionabile è agganciata all’aspettativa di vita perché per fortuna si vive di più, quindi si lavorerà di più e si percepirà una pensione per più tempo (…) La riforma è cominciata vent’anni fa con Amato, poi con Dini e tutti i governi che si sono susseguiti. Di fatto la riforma Monti-Fornero, chiude un ciclo di transizione molto lungo (…) L’età pensionabile è agganciata all’aspettativa di vita perché per fortuna si vive di più, quindi si lavorerà di più e si percepirà una pensione per più tempo (…) La riforma è cominciata vent’anni fa con Amato, poi con Dini e tutti i governi che si sono susseguiti. Di fatto la riforma Monti-Fornero, chiude un ciclo di transizione molto lungo”.

Gli insegnanti, riguardo le pensioni quota 96, che hanno avanzato ricorso hanno ottenuto soddisfazione in diversi casi sia con i ricorsi al TAR e alla corte dei conti ma non esiste ancora alcuna rettifica ufficiale a questa legge palesemente sbagliata.

 

Fonte: Compartoscuola2012 / Tecnica della Scuola

 

Valentina Stipa

 

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mer, gen 30, 2013  Valentina
33 Milioni In Arrivo Nelle Casse Statali.I Primi Effetti Della Spending Review
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Un risparmio che si aggira intorno ai 33 milioni annui per le casse dello stato quello che si otterrà con una serie di tagli attuati come previsto dalla famigerata spending review in 9 ministeri, 21 enti di ricerca, 20 enti pubblici non economici e 24 enti Parco oltre Inps e Enac per un totale complessivo di 7576 esuberi di risorse umane.

Anche se i numeri sembrano enormi è necessario analizzarli tenendo conto degli ammortizzatori previsti dal governo Monti, come la pensione anticipata, la mobilità e il part-time. Tutte formule infatti permetteranno un ricollocamento del personale in esubero senza necessariamente eliminarlo dall’organico.

 

Nessuno Sconto Neanche Per i Ministeri

 

I tagli riguardano infatti come già precisato anche i dicasteri, tra i quali il più colpito è senza dubbio quello della pubblica situazione. Il ministero della funzione pubblica si è poi affrettato a precisare che da questa riforma “ne scaturisce un disegno meditato sulle dimensioni ottimali delle amministrazioni centrali. E quando nel 2016 si sbloccherà il turnover si potranno così fare assunzioni là dove servono mentre sarà impedito di assumere là dove il fabbisogno ottimale è già coperto. Si tratta di un passo fondamentale anche per la gestione futura del personale e per realizzare in modo duraturo economie di spesa. Con questa riforma l’Italia scende sotto la media Ocse: ora nessuno potrà più dire che gli impiegati pubblici sono troppi. Si apre invece la questione della qualità del loro lavoro”.

Anche se le parole del ministro dovrebbero avere una funzione rassicurante, la percezioni che hanno gli italiani è decisamente nella direzione opposta. Il rapporto Eurispes infatti che verrà presentato il 31 gennaio prossimo alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ma che è già stato divulgato fa emergere una costante insoddisfazione della popolazione verso le situazioni e un brusco calo di fiducia in tutto ciò che le simboleggia, dal presidente della repubblica fino ai partiti politici.

“Siamo di fronte a una insoddisfazione che non ha precedenti nella storia recente italiana. L’aver voluto delegare a un governo tecnico la guida del Paese, sembrerebbe aver messo in discussione la fiducia nella Presidenza della Repubblica che ha ispirato e gestito l’operazione e nella politica in generale, alla quale probabilmente viene imputata una fuga dalle responsabilità di fronte alla crisi “. Questo il commento del presidente Euriospes  Gian Maria Fara di fronte a dati che rispecchiano le percezioni comuni: in modo proporzionale sale la fiducia degli italiani verso il volontariato e le forze dell’ordine, unici baluardi rimasti di un paese in piena crisi e non solo economica.

 

fonte: forzearmate / grnet / pierferdinandocasini

 

 Valentina Stipa

 


 

 

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