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Archivi al giorno aprile 26th, 2013

ven, apr 26, 2013  Roberta Buscherini
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Chi ha detto che l’Italia si sta riprendendo?

Ho sentito in questi giorni alcuni messaggi positivi riguardo il futuro economico dell’Italia, che permetterebbero un rilassamento delle misure anticrisi, ma sinceramente penso che in questo momento la realtà sia ben diversa: un governo non ce l’abbiamo, e i candidati si concentrano su loro stessi  dimenticando i veri problemi dei cittadini.

Il Pil non crescerà quest’anno e il debito pubblico si trova ai massimi storici. Le piccole e medie imprese stanno chiudendo e gli imprenditori non sanno più cosa fare per evitare licenziamenti e per andare avanti. La disoccupazione continua a crescere e colpisce soprattutto ai più giovani.

Cosa c’è di positivo in tutto questo?

Proprio niente direi.

 

Pubblica Amministrazione in Crisi

 

licenziamenti pubblica amministrazionePer quel che riguarda la pubblica amministrazione, la sicurezza sul posto di lavoro non esiste più: finora la categoria più colpita dai licenziamenti è stata quella degli insegnanti precari e con un contratto a tempo determinato, ma d’ora in poi, a rischiare sono anche gli impiegati pubblici a tempo indeterminato.

Secondo ha pubblicato il Sole 24 Ore, la situazione degli statali si annuncia delicata “innanzitutto dovranno essere gestite le eccedenze di personale rispetto ai reali fabbisogni facendo leva su quattro strumenti: pensionamenti ordinari e in deroga, part time, mobilità volontaria e obbligatoria (massimo due anni dopo i quali scatterebbe il licenziamento). Resta poi da sciogliere il nodo della nuova riforma del pubblico impiego, come evidenzia anche il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, nel report conclusivo sull’attività svolta dal suo dicastero: «Affrontare in maniera organica il rapporto tra lavoro pubblico e privato». La strada suggerita è quella di un provvedimento, magari un disegno di legge delega, incentrato su professionalità, valutazione, merito che tocchi anche il tema delle relazioni sindacali”.

 

Questo significa che la UE presenterà nuove condizioni per poter accedere al fondo di salvataggio per l’Italia e, chi pagherà il conto?

Gli statali, come al solito.

 

Roberta Buscherini

 

 

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ven, apr 26, 2013  Ranalli
Ricongiungimento Familiare Scuola: Cosa Dice la Normativa?
4.5 (90%) 2 Vota Questo Articolo

Ricongiungimento familiare,  se è vero che rappresenta un fondamentale istituto contrattuale a favore dei lavoratori del pubblico impiego rappresenta a parere dello scrivente un segno di assoluta civiltà, quella civiltà tanto agognata dalla gente comune ma che ogni giorno vediamo sempre di più diventare piccola.

Questo istituto contrattuale, il ricongiungimento familiare, nasce con la volontà di ricostituire le migliaia di nuclei familiari che la giusta ricerca di lavoro ha di fatto spaccato spingendo un padre o una madre a trasferirsi altrove per portare il dovuto sostegno alla famiglia.

La norma in riferimento, per quel che riguarda il ricongiungimento familiare, è comunque abbastanza diversa a seconda del settore lavorativo in cui essa viene utilizzata.

 

Come Richiedere il Ricongiungimento Familiare Scuola

 

ricongiungimento familiareIn generale, nel pubblico impiego, il ricongiungimento familiare viene richiesto attraverso una semplice domanda di trasferimento oggi detta anche mobilità che in genere viene prodotta unitamente a tutta la probante documentazione dopo aver preventivamente accertato l’esistenza della disponibilità nell’organico di un amministrazione periferica o centrale del proprio profilo o qualifica .

Ovviamente fino a quando la domanda per ricongiungimento familiare è singola e non ci sono altri pretendenti , il trasferimento si può considerare già ottenuto virtualmente anche se poi bisogna comunque attendere la formalizzazione degli atti.

 

Quando invece le domande per ricongiungimento familiare sono varie si forma una graduatoria alla cui formazione concorrono determinati requisiti quali la presenza nel nucleo familiare di soggetti diversamente abili titolari di legge 104/92 con connotazione di gravità, presenza di soggetti affetti da patologie gravi , presenza di figli minori, ecc ecc.

Nel caso specifico invece del comparto scuola, si procede in maniera totalmente diversa con la possibilità di chiedere il trasferimento o la mobilità una sola volta nel corso dell’anno avendo a disposizione circa un mese dall’apertura delle funzioni che oggi avviene per via telematica.

Quindi una volta aperta la piattaforma del Ministero della Pubblica Istruzione, oggi MIUR, ci si iscrive su istanze on line e d quel momento si può presentare la domanda.

 

Ove mai la domanda non avesse buon esito per quanto riguarda il comparto della conoscenza si può chiedere l’assegnazione provvisoria .

Per poter accedere ed ottenere l’assegnazione provvisoria si procede allo stesso modo, cioè bisogna attendere l’apertura della funzione telematica ed anziché compilare la domanda di mobilità deve essere compilata la domanda di assegnazione provvisoria.

 

Ricongiungimento Familiare Scuola

 

Una volta iniziata la procedura on line è fondamentale dotarsi oltre che della password necessaria anche del codice personale.Quest’ultimo è fondamentale per poter inviare la domanda e gestire gli allegati.

 

E’ superfluo ricordare che una domanda in assenza di allegati dichiarati riceverà un punteggio base e non si potrà nemmeno fare ricorso . Quindi massima attenzione quando si compila la domanda per ricongiungimento familiare affinchè alla stessa ci siano gli allegati dichiarati. Consiglio a tutti di prepararli in anticipo attraverso un semplice documento word e poi di prelevarlo con la funzione allega.

Nel comparto conoscenza a differenza di tutti gli altri comparti del pubblico impiego la domanda di mobilità, di utilizzazione o di assegnazione provvisoria può essere gestita una sola volta nel corso dell’anno. Ove mai passasse il termine concesso bisogna attendere il nuovo anno e l’apertura della relativa funzione telematica.

 

Giancarlo Ranalli

 

 

 

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