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mar, mag 21, 2013  Ranalli
Blocco degli Stipendi Dipendenti Statali: Storia al Limite del Ridicolo
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Tutto ebbe inizio nella primavera dell’anno 2010.

 

Fonte: Targatocn

Fonte: Targatocn

Si iniziò a parlare di default dell’Europa a causa di paesi membri i quali non potevano assicurare il pagamento degli stipendi e delle pensioni ai propri dipendenti nonché gli interessi sui titoli di stati emessi.

 

Il primo paese a rischio default fu la Grecia ragion per cui per evitare che tutto ciò avvenisse si chiesero a questo paese misure straordinarie di finanza pubblica che prevedeva tra l’altro blocco degli stipendi, prelievo sugli stipendi, licenziamenti dei dipendenti pubblici. Tali provvedimenti venivano richiesti dalla Comunità Europea ai paesi in difficoltà, per poter accedere ai prestiti necessari per evitare il tracollo. Ma per avere questi prestiti che ogni paese membro si accollava erano necessarie delle garanzie.

 

Tra i paesi a rischio default c’era anche l’Italia. Per evitare il cosiddetto “contagio” l’allora Governo in carica guidato da Silvio Berlusconi iniziò a legiferare i primi provvedimenti di finanza pubblica che tra i tanti provvedimenti prevedeva anche il cosiddetto blocco degli stipendi con moratoria di tre anni. Inoltre la stessa norma di riferimento imponeva l’obbligo che tutte le retribuzioni successive al 31/12/2010 non potevano essere superiori a quelle percepite nell’anno 2010.

In questo contesto veniva compreso anche il blocco triennale dei passaggi di fascia, quest’ultima misura che riguardava in particolare il personale della scuola e i magistrati.

Sempre nel 2010 la misura che conteneva la moratoria dei contratti collettivi nazionali di lavoro per tre anni, fu lievemente mitigata con la concessione della cosiddetta vacanza contrattuale consistente in un aumento base medio di euro dieci complessivi.

 

Blocco Stipendi Docenti

 

Per il personale docente a seguito di proteste a non finire il blocco triennale inizialmente previsto fu ridotto a due anni, ragion per cui i docenti che nell’anno 2010 passavano di gradone hanno ricevuto quanto di competenza alle scadenze previste.

Solo nell’anno 2013 invece e sempre per il personale docente è stato possibile recuperare l’anno 2011. Ciò è avvenuto con un emissione speciale del 26/04/2013 mentre sulla rata del mese di maggio 2013 gli aventi diritto hanno trovato l’aumento previsto dal passaggio di gradone. Tutti i docenti invece hanno trovato l’anticipo di un anno per il passaggio previsto al gradone successive e questo sempre con il cedolino del mese di maggio 2013.

Ovviamente la grave crisi economica di cui tanto si parla e che sta vedendo in giro tanta disperazione non ho visto ancora il suo arrivo ovvero il suo ultimo stadio tanto è vero che il nuovo Governo da pochi giorni in carica sembrerebbe orientato a bloccare al 31/12/2014 gli aumenti contrattuali altrimenti previsti a far data dal 01/01/2014 ovvero a non concedere l’aggiornamento della vacanza contrattuale ormai ferma al 2010.

 

La speranza di tutti è che quest’ulteriore scempio non avvenga. Al momento il provvedimento già scritto è all’approvazione delle competente commissioni del senato e della camera e a quanto pare sembrerebbe essere molto contrastato.

 

Una cosa appare certa e mi sento di dire.

Ritengo che questo provvedimento qualora adottato nella maniera più nefasta possibile per i dipendenti pubblici non risolverà certamente i problemi dell’Italia ma sarà come spesso si sente dire una goccia nell’oceano che come abitudine ormai consolidata vede i dipendenti dello stato i primi ad essere colpiti dall’aumento delle tasse e dalla non concessione degli aumenti contrattuali determinando paurosamente un impoverimento delle retribuzioni e di conseguenza la mancata crescita dell’economia nazionale.

 

Giancarlo Ranalli

 

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