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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al giorno maggio 31st, 2013

ven, mag 31, 2013  Roberta Buscherini
Scuola: Concorso 145 Posti di Dirigente Tecnico.
3.5 (70%) 4 Vota Questo Articolo

RITORNA IL CONCORSO A ISPETTORE NELLA SCUOLA, finalmente concluso il concorso del 2008 ( durata 5 anni)

Concorso pubblico, per esami, a 145 posti di Dirigente Tecnico, da assegnare agli Uffici dell’Amministrazione Centrale e Periferica dell’ex Ministero della Pubblica Istruzione: avviso di pubblicazione del D.D.G. 17/04/2013 di approvazione delle graduatorie generali di merito.

 

Ecco l’avviso del MIUR: Concorso Ispettore Scuola

 

 

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ven, mag 31, 2013  Ranalli
Blocco degli stipendi fino a 2015? I mille perché di una scelta scellerata.
4.4 (88.39%) 31 Vota Questo Articolo

Anno 2010 , primavera del 2010, inizia la grande depressione per i tre milioni di dipendenti pubblici, dovuta alla scelta operata dal governo in carica di bloccare tutte le retribuzioni dei dipendenti statali avviando una moratoria triennale dei contratti collettivi nazionali di lavoro.

Hanno fatto passare questa scellerata scelta come la meno gravosa per le famiglie e in generale per tutti gli interessati in quanto allo studio vi erano anche altre misure quali il prelievo forzoso di una percentuale sugli stipendi e la cancellazione della tredicesima mensilità.

 

Quindi essere entrati a far parte dell’euro ci ha obbligati conseguenzialmente a soccombere a questa volontà “europea” di adottare misure di finanza pubblica straordinarie per rientrare in parte dal debito pubblico e per evitare un possibile default.

Con il default secondo quanto si vociferava e ci hanno fatto intendere  non si sarebbe più potuto assicurare il pagamento delle  pensioni e degli stipendi, inoltre non sarebbe stato possibile pagare gli interessi sui titoli di stato.

 

 

Blocco di stipendi dipendenti: la storia

 

 

Essere entrati a far parte dell’euro ovviamente ci obbligava e ci obbliga a rispettare determinati parametri. Anche se questo rispetto di determinati vincoli poteva apparire come corretto , non sembrano essere state invece corrette le scelte operate. Bastava guardarsi attorno e si sarebbero trovate decine e decine di altre situazioni di sprechi di soldi pubblici, di privilegi assurdi, che avrebbero reso questa operazione sicuramente più credibile e consentito al PIL di rimanere a livelli accettabili.

 

fonte: il sole 24 ore

Invece si è voluto far pagare sempre i più deboli, la gente comune, quelli che hanno già assai poco, con la conseguenza che il paese Italia oggi è davvero in una situazione di frustrazione galoppante e fobia collettiva con i consumi ridotti ai minimi termini e con la disoccupazione a livelli di all’erta, con i giovani senza lavoro e senza prospettive future.

 

Tutto questo mentre chi stava bene non appare benché minimamente sfiorato dalla crisi e non poteva essere diversamente. I nostri politici non hanno ancora capito che è il popolo che fa girare il paese, che spende, che fa girare i soldi, ma si tratta di quella parte di popolo rappresentata dalla gente comune, da quanti hanno costruito una famiglia, dai lavoratori che vivono del loro misero stipendio.

 

Ecco perché la scelta di bloccare le retribuzione si può tranquillamente affermare che è stata una scelta nefasta che altro non ha fatto che decomprimere tutto: quindi si spende meno perché si guadagna meno.

 

Ma ovviamente non è finita…sembrava che al 31/12/2013 tutto si rifosse normalizzato.

 

I sindacati dei lavoratori si sarebbero riseduti al tavolo dei negoziati per discutere sui rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro e quindi finalmente le retribuzioni seppure di poco sarebbero ritornate a salire.

Ma dalle ultime notizie che arrivano da fonti governative sembra che le cose non andranno proprio così. Si prospetto un nuovo blocco dei contratti e questa volta fino al 31/12/2015.

Questa volta i sindacati hanno levato gli scudi e vogliono opporsi a questo orientamento governativo.

La speranza di tutti i lavoratori del pubblico impiego è quella che questo ulteriore blocco venga evitato e che si vada a reperire le risorse per tappare qualche buco altrove in particolare toccando le tante caste che hanno privilegi a noi decisamente sconosciuti.

Se così non fosse non ci sarebbe spazio alla ripresa, il prodotto interno lordo continuerà a scendere, la gente spenderà sempre di meno perché avrà sempre di meno, tutto insomma sarà ancora più nebuloso di oggi.

Il paese Italia deve rinascere dando respiro a chi ha sempre dato e togliendo qualcuno dei tanti privilegi che hanno coloro che hanno trascinato il nostro paese nell’attuale crisi.

 

Foto: Il sole 24 ore

 

Giancarlo Ranalli

 

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