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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al giorno luglio 3rd, 2013

mer, lug 3, 2013  Valentina
Carabinieri. Tutto Fermo Al 2010
4.4 (87.27%) 11 Vota Questo Articolo

È un malessere profondo e costante che da mesi accompagna i carabinieri semplici nello svolgimento delle loro mansioni quotidiane da anni. Da quel lontano 2010, quando, insieme agli altri settori della pubblica amministrazione e del Comparto Difesa e Sicurezza, si è concretizzato il blocco degli stipendi, da allora mai più sbloccato. Per i carabinieri semplici, si intende. Per maggiore precisione va sottolineato come al blocco degli stipendi non corrisponda solo un mancato incremento di retribuzione, ma di fatto si assiste a una diminuzione dello stipendio legata alla perdita del potere d’acquisto connesso all’aumento dell’inflazione.

 

blocco stipendi carabinieri

 

Parliamo un po’ di numeri. Un carabiniere semplice guadagna in media 1300 euro mensili. Nel ruolo di vice comandante dell’arma lo stipendio lievita a 6000 con l’aggiunta delle indennità. Questo spigherebbe in parte il grande turn over intorno a questo ruolo che attualmente vede anche delle indagini di giustizia a carico di alcuni delegati del Cobar (consiglio di base di rappresentanza) della Lombardia e del S.u.p.u. (Sindacato Unitario Personale in Uniforme), intorno ai 22 generali che negli ultimi 15 anni hanno svolto questo prestigioso ruolo.

Un vice comandante dell’arma se ne va in pensione quindi con un incremento di 8.000 auro che non trova alcun riscontro in contributi versati.

 

Questo incredibile susseguirsi di generali nel ruolo più appetibile dell’arma, secondo il generale Antonio Pappalardo, presidente del Supu, è un fenomeno recente: “dal 1814 nell’Arma si sono succeduti 58 Comandanti Generali e 96 Vice Comandanti, con una media di un Vice Comandante ogni due anni. Dal 1997 questa media è saltata diventando di un Vice Comandante ogni 7 mesi”. Il tutto però non ha nulla di illegale. Anzi.

 

…E La Legge Regolarizza La Prassi

 

Il Decreto Legislativo n. 297 del 5 ottobre 2000 dal titolo “Norme in materia di riordino dell’Arma dei Carabinieri”, nel suo articolo 25 stabilisce che il Vice Comandante Generale può rimanere in carica al massimo per un anno, “salvo che nel frattempo non debba cessare dal servizio permanente effettivo per limiti di età o per altra causa prevista dalla legge”. Forte di quanto stabilito per legge, un trattamento speciale riservato a una figura professionale di prestigio, si è trasformato in breve tempo in un vero e proprio abuso perpetrato principalmente ai danni dei carabinieri semplici, ancora fermi al famigerato blocco del 2010.

 

Ma il blocco degli stipendi di 3 anni fa è successivo alla richiesta di riordino delle carriere e ai trattamenti economici legati ai passaggi di grado che risale addirittura al 2000.

Questa situazione di stallo non solo danneggia il morale dei carabinieri che quotidianamente svolgono servizio, ma si traduce anche in un danno di carattere anche previdenziale. Ed è proprio questo che ha fatto scattare un vero e proprio ricorso concertato basato sull’ammontare dei mancati incrementi ricevuti. Il ricorso organizzato da sideweb è aperto a tutti i carabinieri e in generale a tutti gli appartenenti alle forze armate che oltre al blocco stipendiale del 2010 hanno visto congelati anche tutti gli altri emolumenti previsti dal contratto.

Per maggiori informazioni su questo ricorso, che è completamente gratuito, è possibile prendere contatto il 3668789074 nella giornata di martedì, dalle 17.00 alle 18.00.

 

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mer, lug 3, 2013  Ranalli
Come Diventare Un Insegnante Scuola Infanzia
5 (100%) 4 Vota Questo Articolo

Insegnante Scuola Infanzia. Si diventava insegnante scuola infanzia se si era in possesso del diploma di scuola magistrale o diploma d’istituto magistrale vecchio ordinamento. Ovviamente ciò non bastava perché era necessario superare anche un concorso ordinario per conseguire la necessaria abilitazione o idoneità all’insegnamento.

 

Insegnante scuola infanzia: come diventarlo?

insegnante scuola infanziaLa normativa in seguito si è evoluta ed oggi per diventare insegnante scuola infanzia è necessaria l’abilitazione che può essere conseguita attraverso il tirocinio formativo attivo speriamo di futura attivazione anche per la scuola primaria e dell’infanzia.  Ad oggi infatti è infatti in fase di ultimazione il tirocinio formativo attivo attivato per le scuole secondarie di primo e seconda grado ed è in dirittura di arrivo il tirocinio formativo attivo speciale riservato a tutti quei docenti in servizio ma a tempo determinato in possesso di specifici requisiti ancora in fase di discussione tra le parti.

Rispetto al passato più o meno recente possiamo dire che una volta che l’indizione dei TFA diverrà annuale e diverranno ciclici l’emanazione dei concorsi ordinari, quanti otterranno l’abilitazione attraverso il tirocinio formativo attivo avranno un arma in più per poter diventare insegnante scuola infanzia. Infatti la normativa prevede che gli utilmente collocati avranno a disposizione il 25% sul 50% dei posti messi a disposizione dei concorsi ordinari quindi una vera e propria corsia preferenziale che prevederà la partecipazione a questo concorso di un numero limitato di aspiranti docenti.

L’altro 25% la legge lo riserve ai vecchi diplomati di scuola e di istituto magistrale, ai laureati del nuovo ordinamento.

 

 

Insegnante scuola infanzia: particolarità del ruolo

 

Le ore d’insegnamento per un insegnante scuola infanzia sono di 25 ore settimanali e la retribuzione tabellare così come la retribuzione professionale docenti è identica ai docenti di scuola primaria mentre si differenzia ed anche abbastanza sostanzialmente da quella dei docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado.

Per i docenti di scuola dell’infanzia non sono previste le due ore di programmazione così come per i docenti della scuola primaria .

 

La peculiarità di questa categoria di docenti sta nel fatto che essi saranno educatori di bambini particolarmente piccini in genere fino ai cinque o sei anni e dovranno sicuramente avere nel loro dna la conoscenza del gioco perché se da un lato si deve fare il tentativo di far conoscere le prime nozioni dello scrivere e del leggere dall’altro bisogna accettare la voglia di giocare presente nei bambini di quella età per cui bisogna evidentemente essere flessibile e capire quando è il momento di educare e quando il momento di giocare.

 

Anche i docenti di scuola dell’infanzia hanno diritto alla ricostruzione di carriera per cui fatto l’anno di prova maturano questo diritto che terrà conto ovviamente di tutto il periodo di ruolo eventualmente prestato.

 

Ovviamente la peculiarità di questo insegnamento consiste anche nel dotarsi di tanta pazienza ben sapendo che lavorare al cospetto di bimbi così piccoli non è per niente facile. Ma questi docenti, appartanenti alla categoria dell’insegnante scuola infanzia, tranne pochi casi hanno sempre dimostrato di avere un ruolo fondamentale nella crescita dei futuri giovani.

 

 

 

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