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Archivi al giorno luglio 10th, 2013

mer, lug 10, 2013  Valentina
Stipendi Statali. Quali Prospettive?
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Conoscere lo stipendio dei nostri colleghi influisce sulla rendita nel proprio lavoro e sulla soddisfazione professionale. È quanto emerge da uno studio empirico sperimentale svolto all’interno di alcuni campus universitari della University of California da alcuni degli economisti più famosi – Card, Mas, Moretti e Saez -.

 

Il risultato del tutto attendibile per le modalità di svolgimento dello studio ha evidenziato in modo molto preciso come la conoscenza dei salari più alti del nostro abbia un effetto negativo sulla soddisfazione del proprio lavoro e quindi anche sulla resa. Tale effetto non si registra al contrario però: venire a conoscenza che i nostri colleghi percepiscono una retribuzione inferiore alla nostra non incide in alcun senso. Fermiamoci un attimo a riflettere. Applichiamo i risultati di questo studio alla realtà italiana e per estensione di concetto ai nostri paesi vicini. E riflettiamo ancora.

 

Stipendi Statali. La Situazione Ad Oggi

 

blocco stipendi statali

 

I contratti dei dipendenti pubblici sono fermi dal lontano 2011 con una perdita di denaro nelle loro tasche di qualcosa come 12 miliardi. E la strada per sbloccare la situazione è ancora lunga. Si deve raggiungere e superare il 2014 per poter finalmente arrivare a una nuova contrattazione degli stipendi dei dipendenti pubblici.

 

Ma se si analizzano i numeri la situazione è ancora più drammatica di come può sembrare. Abbiamo fatto passi indietro che ci hanno riportato agli inizi degli anni ottanta con un calo nelle retribuzione dei dipendenti pubblici dell’1.6% nel 2011 dopo 31 anni di ininterrotta crescita.

Non ci si può quindi meravigliare se in questi primi tre mesi del 2013 le famiglie italiane hanno sviluppato una forte propensione al risparmio come dichiarato dall’istat: “la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, misurata al netto della stagionalità, è stata pari al 9,3%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto sia al trimestre precedente, sia a quello corrispondente del 2012”.

 

E come se non bastasse per i dipendenti statali oltre al blocco degli stipendi c’è anche quello sul prolungamento delle graduatorie. “Non vanno banditi nuovi concorsi se hai persone che ne hanno vinto uno tre anni prima. Obbligheremo tutti a motivare il mancato ricorso alle graduatorie già approvate (…) Il contratto del pubblico dipendente deve stare fermo cinque anni, ma in un periodo di crisi è più giusto tutelare chi un lavoro lo ha perso o chi un lavoro ce l’ha”. Sono parole queste del ministro della funzione pubblica Gianpiero D’Alia che lasciano poca speranza e poco spazio all’interpretazione.

 

Dunque se sapere che un collega di scrivania o di un altro paese ha una retribuzione più alta della tua a parità di competenze e funzioni, ti destabilizza e ti demotiva, cosa accade quando oltre allo stipendio maggiore ha anche maggiori prospettive, maggior considerazione e maggiore ascolto da parte delle istituzioni? Ai posteri l’ardua sentenza. Sì, ma almeno dopo il 2014.

 

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