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Archivi al giorno febbraio 6th, 2014

gio, feb 6, 2014  Marco Brezza
Amministrazione Pubblica: Ecco Quanto Costano Le Istituzioni Locali
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Inefficienza della burocrazia, scorretta allocazione delle risorse nella cosa pubblica: sono varie le questioni radicate dentro il tema dei costi complessivi della politica. Mentre la Regione Lombardia si appresta (forse) a tagliare del 10% l’importo dei vitalizi già maturati dai consiglieri, pare opportuno affrontare una piccola escursione proprio a proposito di costi della politica e dell’amministrazione pubblica. La domanda che ci si pone è: quanto incide il peso economico delle nostre amministrazioni sul complessivo comparto di spesa pubblica? Una recente inchiesta de lavoce.info solleva interessanti aspetti in relazione al costo del funzionamento degli organi istituzionali in Italia: sfatando, almeno in parte, il mito della netta superiorità dei costi degli apparati centrali dello Stato.

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Fonte: www.perugia24ore.it

Fonte: www.perugia24ore.it

Costi della politica locale: ecco la verità

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È sicuramente vero che la politica centrale sia molto più costosa di quella locale: ma, ci fa notare lavoce, solo se si ragiona  in termini di spesa per singolo amministratore (oppure considerando il  contributo al costo complessivo della politica dei diversi livelli di governo). La sorpresa però giunge nel momento in cui si va a considerare un’ottica informata al principio economico dei costi-benefici, confrontando cioè la spesa per il funzionamento degli organi istituzionali con il relativo potere decisionale.

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Ma cosa si intende qui per costi della politica locale? In questo senso, sono stati analizzati i dati di spesa dei Comuni inseriti e dichiarati all’interno dei Certificati dei conti consuntivi di bilancio (Cccb) per il funzionamento degli organi istituzionali: all’interno dei certificati si allineano le indennità, i gettoni di presenza, i rimborsi per le trasferte e i servizi di supporto. Analizzando al livello complessivo questi dati, affiora una spesa complessiva per i Comuni italiani (con riferimento all’anno 2010) di 1,7 miliardi di euro per il funzionamento delle istituzioni (ripartiti in 600 milioni per gettoni di presenza e indennità e circa 1 miliardo per le restanti voci).

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Questione di efficienza: qual è la categoria di Comuni più virtuosa?

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Osservando i dati emersi dall’inchiesta, si nota che la spesa “pound per pound” (ovvero parametrata sul numero di amministratori) cresce all’aumentare della dimensione dell’ente (una evidente conseguenza dell’aumento delle responsabilità dell’amministratore stesso): le indennità aumentano quando la complessità dell’entità da amministrare si amplia. Ma analizzando con attenzione i tutti i dati si scopre che l’incidenza della spesa per gli organi istituzionali sul totale delle risorse disponibili assume un curioso andamento a U: ovvero raggiunge valori elevati (che significano inefficienza economica) con riferimento agli enti di dimensioni molto piccole, si abbassa rapidamente in corrispondenza della classe di Comuni che possiedono tra i 15mila e i 30mila abitanti, e poi torna a crescere quando si riferisce ai Comuni più grandi. Affiorano pertanto i cosiddetti costi da eccesso di frammentazione per quanto riguarda i Comuni sotto i 15mila abitanti, mentre per i Comuni con più di 30mila abitanti questa inefficienza si riflette in un costo da maggiore complessità: mentre i Comuni compresi nella classe intermedia appaiono come i più efficienti con riferimento anche alla spesa per abitante.

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Piccoli Comuni: scarsa efficacia o deficit di democrazia?

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Cosa significa tutto ciò? Evidentemente che nei Comuni più piccoli alligna un deficit di efficacia: in queste realtà le risorse finanziarie disponibili sono talmente ridotte da determinare il peggior rapporto tra costi della politica e potere decisionale. Insomma, gli amministratori dei piccoli Comuni costano sì poco (spesso rinunciando anche alle indennità), ma decidono anche molto poco (in accezione quantitativa) per le loro comunità.

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Emergono pertanto cospicui dubbi in ordine alle tematiche dell’efficienza economica e dell’efficacia complessiva dell’azione pubblica a livello locale, ed affiorano anche inquietudini in relazione al funzionamento effettivo dell’apparato democratico nelle realtà puntiformi dello Stato italiano. Costi sostenuti contro benefici ottenuti: il saldo, nella realtà dei piccoli Comuni, pare essere molto negativo. Andrebbe pertanto valutata con attenzione la dimensione minima adeguata dell’entità locale in maniera tale da capire come allocare l’adeguata mole di risorse per una efficiente attività amministrativa.

 

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