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Archivi al giorno febbraio 18th, 2014

mar, feb 18, 2014  Roberta Buscherini
Riposo Compensativo Carabinieri: Come Funziona
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L’istituto del riposo compensativo è stato reso necessario per fare in modo di poter avere un adeguato recupero psicofisico dei militari laddove siano stati impiegati, per esigenze urgenti ed indifferibili di servizio, oltre il normale orario settimanale. Solitamente, il riposo compensativo carabinieri è preferibile che sia usufruito nello stesso mese in modo da evitare che si superi il monte ore di straordinario assegnato ai reparti.  La richiesta per il riposo compensativo carabinieri va presentata in forma scritta, tramite apposito modulo, al superiore gerarchico che ha disposto il servizio del carabiniere, preferibilmente con cadenza bisettimanale e almeno 5 giorni prima della data di fruizione. La richiesta può essere negata in caso di improrogabili esigenze di servizio e il carabiniere interessato dovrà scegliere altri periodi di fruizione.  I Comandanti per fruire del riposo compensativo carabinieri devono presentare la richiesta scritta così come avviene per le altre tipologie di assenze legittime dal servizio.  Sempre compatibilmente alla esigenze di servizio, possono essere concessi più riposi compensativi in concomitanza, prima o dopo, alle assenze per licenza.  Gli eventuali recuperi compensativi carabinieri che non siano stati fruiti entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui sono maturati, e negati per esigenze di servizio, saranno comunque retribuiti al terzo anno nell’ambito delle risorse disponibili.  Spetta ai Comandanti una adeguata pianificazione, durante l’anno, del riposo compensativo per far in modo che essi non siano concentrati specialmente durante il periodo estivo o durante le festività natalizie.

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Riposo compensativo carabinieri: le differenze rispetto al passato

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Il D.P.R. 51/2009, all’art. 38 comma 7, ha previsto una novità sul riposo compensativo carabinieri e le relative ore di straordinario. Prima di allora, il militare veniva messo a riposo compensativo anche d’ufficio,  al fine di recuperare le ore di straordinario che non potevano essere segnate per ragioni di ristrettezze del monte ore di Reparto. Come abbiamo visto, dopo l’entrata in vigore del D.P.R, il Militare fino al grado di Tenente Colonnello può scegliere se recuperare le ore di straordinario oppure ottenerne  il pagamento dopo lo stanziamento economico che avviene ogni anno da parte del Ministero degli Interni.  Successivamente, sono state diramate più circolari sul riposo compensativo carabinieri per fare in modo che ci sia uniformità di applicazione di questo istituto nei vari Comandi.

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Riposo compensativo: il quadro normativo

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Il quadro normativo principale di riferimento, rispetto all’orario di lavoro e del riposo compensativo carabinieri è il D.P.R n.163 del 2002 che all’articolo 11 fissa in 36 ore l’orario di lavoro settimanale e afferma che: “i servizi armati e non, effettuati oltre il normale orario di lavoro, danno titolo alla concessione del recupero compensativo nella misura pari alla durata del servizio prestato, oltre al recupero della festività o della giornata non lavorativa qualora effettuati nelle predette giornate”. Le ore eccedenti l’orario di lavoro settimanale vanno retribuite con il compenso per lavoro straordinario entro i limiti massimi previsti dalle disposizioni vigenti. Le eventuali ore che non possono essere retribuite, nell’ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio, devono essere recuperate mediante riposo compensativo carabinieri entro il 31 dicembre dell’anno successivo.

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L’articolo in questione specifica anche che il personale inviato in servizio fuori sede che sia impiegato oltre la durata del turno giornaliero, comprensivo sia dei viaggi sia del tempo necessario all’effettuazione dell’incarico, è esonerato dall’espletamento del turno ordinario previsto o dal completamento dello stesso. Come si legge nel DPR in questione: “Il turno giornaliero si intende completato anche ai fini dell’espletamento dell’orario di lavoro settimanale. Per il personale inviato in missione, qualora il servizio si protragga oltre le ore 24:00 per almeno tre ore, il dipendente ha diritto ad un intervallo per il recupero psicofisico non inferiore a 12 ore”. Inoltre, per ragioni di servizio si può ricorrere all’istituto della reperibilità per esigenze di almeno dodici ore consecutive. Il personale può essere comandato di reperibilità per un massimo di sei giornate feriali e due festive nel mese. Al personale impiegato in turni continuativi, qualora il giorno di riposo settimanale o il giorno libero coincida con una festività infrasettimanale, è concesso un ulteriore giorno di riposo da fruire entro le quattro settimane successive.

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Roberta Buscherini

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