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Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al giorno febbraio 19th, 2014

mer, feb 19, 2014  Marco Brezza
Pensioni Dipendenti Pubblici: Età, Requisiti e Parità di Trattamento
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Novità in arrivo per i dipendenti pubblici che si apprestano a giungere alla (sospirata?) soglia della pensione: una nota proveniente dal Ministero della Pubblica Amministrazione infatti afferma che coloro che hanno meno di 65 anni e già entro il 31 dicembre 2011 si trovavano in possesso dei requisiti per accedere al trattamento pensionistico, posso permanere in servizio nella Pubblica Amministrazione. A questo assunto consegue che diviene obbligatorio per tutti i dipendenti che si trovano in possesso dei requisiti precedenti al concretizzarsi della Riforma Fornero (maturati sempre entro la data del 31 dicembre 2011) andare in pensione.

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Fonte: www.soldiblog.it

Fonte: www.soldiblog.it

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Dipendenti pubblici: quando andare in pensione?

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La nota si inscrive nella complessa situazione che si è venuta a creare negli ultimi mesi a proposito della regolamentazione della disciplina dei trattamenti pensionistici, con interventi incrociati di Tribunali Amministrativi che avevano annullato alcuni atti governativi. La sintesi che fuoriesce dal diradarsi delle nebbie regolamentari è la seguente: al fine di conservare il posto di lavoro pubblico risulta necessario avere meno di 65 anni. Il riferimenti normativo è qui incarnato dall’art. 2 comma 4 del Decreto Legge 101/2013 (convertito dalla legge 125/2013), il quale recita: “Al lavoratore pubblico dipendente, che ha maturato il diritto al trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2011, si applica il regime di accesso alla pensione e la decorrenza della stessa in base alla riforma pensionistica precedente rispetto all’entrata in vigore della legge Fornero (ovvero dell’art. 24 del decreto legge 201 del 2011)”.

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Pensioni: nel 2018 parità di trattamento tra uomini e donne

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E a proposito di pensioni pare interessante fare un breve cenno alla questione dei requisiti per il pensionamento delle donne: infatti a partire proprio da quest’anno diviene, per le lavoratrici dipendenti pubbliche di sesso femminile,  più lontano il momento del pensionamento Inps per vecchiaia. Sta infatti proseguendo a brevi falcate il percorso delle donne per raggiungere la più elevata età maschile: la marcia proseguirà fino a 31 dicembre 2017, momento in cui ci sarà il totale pareggio anagrafico tra i due sessi, e tutti, uomini e donne, a partire dalla data del primo gennaio 2018 andranno in pensione con i medesimi requisiti.

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Pensionati ex Inpdap: decurtazioni dolorose

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Per ciò che riguarda invece i pensionati della previdenza pubblica (ex Inpdap) giungono cattive notizie: infatti l’Inps ha, nelle scorse settimane, affermato che ci saranno immediati tagli e trattenute sulle pensioni degli ex lavoratori pubblici che si sono spostati sotto la tutela dell’Istituto di previdenza sociale a seguito della chiusura dell’Inpdap. Entrando nei meandri della questione si scopre che i prelievi in questione sono relativi alle somme versate dalla gestione pubblica nell’arco dei mesi tra gennaio e agosto 2013: il debito accumulato viene diviso in due rate distinte e spalmato sugli assegni di gennaio e febbraio 2014. In soldoni, pertanto, il sistema opera in questo modo: gli ex dipendenti pubblici che ricevono mediamente una pensione di 626,73 euro si vedranno corrispondere una somma di 501,38 euro, pari, cioè, al minimo Inps per il 2014; coloro i quali, diversamente, percepiscono una pensione che non oltrepassa la soglia dei 626,73 euro, subirà una trattenuta pari a un quinto dell’importo complessivo. L’ennesima beffa per gli ex dipendenti italiani vessati da un sistema fiscale troppo gravoso ed un apparato previdenziale in grave difficoltà.

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