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Archivi al giorno maggio 5th, 2014

lun, mag 5, 2014  Roberta Buscherini
Riforma PA: sarà davvero una rivoluzione?
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Diverse e variegate reazioni ha provocato l’annuncio (con proposte e punti programmatici annessi) della riforma della Pubblica Amministrazione da parte del Governo Renzi. In prima battuta vanno segnalate le oltre 3mila mail inviate da altrettanti cittadini all’indirizzo rivoluzione@governo.it, l’account mail creato dalla compagine governativa al fine di coinvolgere privati cittadini e dipendenti pubblici nella definizione delle scelte presentate in via embrionale (ma non troppo) proprio negli scorsi giorni.

 

Fonte: gelocal.it

Fonte: gelocal.it

Riforma Pubblica Amministrazione: ecco le critiche

 

Differenti critiche al disegno complessivo sono ovviamente giunte dai vari schieramenti politici dell’opposizione: “Un modo di agire in perfetto stile democristiano. Renzi annuncia provvedimenti enormi, come Monti e Letta, e poi la montagna partorisce il topolino”, ha affermato con la consueta dialettica espressionista il vicepresidente della Camera ed esponente del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio. Analogo tono è stato usato dalla senatrice di Forza Italia, Anna Maria Bernini, la quale ha parlato di “una delusione: Invece di produrre idee, Renzi preferisce cercare nel web le idee che non ha”. Altri hanno parlato di “riforma farsa”, visto che molti dei provvedimenti presentati da Renzi (come i licenziamenti dirigenti ad esempio) parrebbero già esistere nella cornice normativa che disciplina la Pubblica Amministrazione, grazie alle novità che l’ex ministro Brunetta apportò durante l’ultima legislatura Berlusconi (per intenderci si fa wui riferimento dei provvedimenti della lotta ai cosiddetti “fannulloni”).

 

Razionalizzazioni ed accorpamenti: la riduzione delle prefetture

 

Tornando ai contenuti della Riforma della Pa condotta da Matteo Renzi e dal Ministro Marianna Madia (che dovrebbe partire, da un punto di vista legislativo, nel mese di giugno), occorre sottolineare come numerosi siano i punti degni di attenzione ed idonei a modificare il panorama dell’impiego pubblico in Italia. Sicuramente colpisce molto l’opinione pubblica il capo della riforma soprannominato icasticamente “Sforbicia Italia”. Tra i punti che caratterizzano questo tema se ne allineano di importanti: ridurre le prefetture a non più di 40 (mantenendole nei capoluoghi e nelle zone strategiche contro la criminalità), riorganizzare la presenza dello Stato sul territorio, razionalizzare e accorpare gli enti di ricerca, riorganizzare il sistema delle “authorities”, sopprimere la commissione vigilanza sui fondi pensione, istituire una centrale unica per gli acquisti delle forze di polizia, accorpare ACI, PRA e Motorizzazione civile, unire le sovrintendenze e promuovere una gestione manageriale dei poli museali.

 

La riforma a giugno: i dubbi dei sindacati

 

In questa direzione assume importanza il particolare e (forse) inedito rapporto che il Governo Renzi sta inaugurando con i sindacati, interlocutori da sempre ineludibili nei percorsi di riforma che hanno toccato la macchina dello Stato e l’impiego pubblico: “Il rapporto con i sindacati è incomprensibilmente affascinante”, ha spiegato Renzi con malcelata ironia, “ma siamo ansiosi di conoscere le loro idee”. Il segretario Cisl Raffaele Bonanni ha affermato: “La Cisl è un sindacato riformatore che non ha paura dei cambiamenti: se il governo ha intenzioni serie, noi saremo della partita”, mentre più cauta è stata Susanna Camusso della Cgil. Per una definizione dei provvedimenti di riforma occorrerà attraversare tutto il mese di maggio, momento nel quale la discussione intorno ai punti focali della riforma (maggiore mobilità dipendenti, agevolazione part-time, burocrazia più agile, limiti dei compensi ai dirigenti, turnover inerente a 10mila posti di lavoro; open data) entrerà nel vivo, in attesa del disegno di legge che verrà presumibilmente condotto in Consiglio dei Ministri il 13 giugno. La rivoluzione è in atto.

 

Fonti: repubblica.it. ilpost.it

 

Roberta Buscherini

 

 

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