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Archivi al giorno maggio 6th, 2014

mar, mag 6, 2014  Roberta Buscherini
Riposo Compensativo Per Infermieri: Pausa o straordinario?
5 (100%) 3 Vota Questo Articolo

Infermieri-riposo-compensativoIl riposo compensativo è un giorno non lavorativo che compensa la mancata fruizione di un giorno ordinario di riposo come la domenica o un qualsiasi giorno festivo in cui il dipendente, per esigenze aziendali, sia stato costretto a lavorare.

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Per quanto riguarda la categoria degli infermieri, l’orario normale di lavoro è fissato in 36 ore settimanali quindi, se per esigenze particolari della struttura sanitaria si supera tale soglia, il dipendente potrà usufruire del riposo compensativo o decidere di non usufruirne per percepire, in alternativa, una paga straordinaria.

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Riposo compensativo per infermieri

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Più dettagliatamente, il lavoro svolto durante un giorno festivo infrasettimanale dà la possibilità all’infermiere di godere del riposo compensativo o, in alternativa, dà diritto al pagamento del compenso per lavoro straordinario con la maggiorazione prevista per il lavoro straordinario festivo.

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Per quanto riguarda il lavoro svolto durante un giorno feriale non lavorativo, sarà possibile godere del riposo compensativo per infermieri o, diversamente, percepire un rimborso per lavoro straordinario non festivo.

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Gli infermieri che lavorano durante la festività nazionale coincidente con la domenica possono usufruire unicamente del riposo compensativo.

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Riposo compensativo per infermieri e pagamento degli straordinari

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Le festività nazionali (25 aprile, 1° maggio, 2 giugno) sono disciplinate a livello legislativo mentre quelle infrasettimanali (1° e 6 gennaio, il lunedì dopo Pasqua, 15 agosto, 1° novembre, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre) sono regolamentate dal contratto collettivo.

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Secondo la legge italiana, durante le festività nazionali lo Stato e gli Enti pubblici devono retribuire le ore di lavoro effettivamente svolte includendo l’indennità per il lavoro festivo.
Il C.C.N.L. (contratto collettivo nazionale di lavoro) ha messo in pratica, per le festività infrasettimanali, la regola legislativa scritta per le feste nazionali definendo lavoro “straordinario” quello svolto oltre le normali ore di servizio.

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In un caso e nell’altro, quindi, il dipendente che lavora in un giorno festivo può decidere se compensare tale onere facendosi pagare uno straordinario o usufruendo di una giornata di riposo compensativo.

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Aziende ospedaliere e preferenza per il riposo compensativo per infermieri

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Se il dipendente lavora in un giorno di festa, scatta automaticamente il pagamento del lavoro straordinario. Viceversa, se l’infermiere preferisce godere del riposo compensativo, deve formulare tale richiesta per iscritto all’amministrazione entro 30 giorni dal servizio effettuato in data festiva. Secondo il Prof. Mauro Di Fresco (docente di diritto del lavoro, diritto amministrativo e diritto sanitario presso l’università Sapienza di Roma e consulente UGL medici e nursind infermieri), dietro questa facoltà di scelta si nasconderebbe una strategia economica delle aziende ospedaliere. Il professore, infatti, sostiene che il pagamento degli straordinari comporti, per gli ospedali, maggiori spese rispetto alla concessione dei riposi compensativi. Per questo motivo le case di cura indurrebbero, irregolarmente, a chiedere il riposo compensativo per infermieri piuttosto che il pagamento degli straordinari. Una prassi che va rivista perché decisamente sbilanciata rispetto agli interessi del personale infermieristico da un lato e dell’azienda sanitaria dall’altro.

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Roberta Burscherini

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mar, mag 6, 2014  Patrizia Caroli
Blocco contratti pubblici 2014: tre cose da sapere assolutamente
2.9 (57.01%) 87 Vota Questo Articolo

In origine fu la Legge di Stabilità 2014 approvata nello scorso mese di ottobre. In quel momento, lo strumento di tipo finanziario idoneo a regolare il bilancio dello Stato per il successivo triennio, scaricò alcuni effetti non esattamente positivi sul settore della pubblica amministrazione, con precipuo riferimento ai dipendenti pubblici in attesa di novità sulla incerta situazione dello stallo contrattuale. Il blocco contratti pubblici 2014 mette le sue radici in quel provvedimento: gli effetti di ciò si sarebbero ripercossi nell’immediato futuro. E dalla prospettiva attuale si può tranquillamente affermare che essi saranno percepiti almeno fino al 2016.

 

blocco contratti pubblici 2014

Blocco contratti pubblici 2014, congelamento delle retribuzioni

 

Non potevano giungere notizie peggiori per i dipendenti statali che attendevano lo sblocco delle norme che regolano il proprio rapporto di lavoro e la propria busta paga: in questa direzione il blocco contratti pubblici 2014 crea un congelamento delle retribuzioni che rende questo anno solare come uno dei più difficili degli ultimi (vessati) tempi. È certamente vero che il provvedimento in via di emanazione presso l’attuale Governo Renzi relativo all’aumento di circa 80 euro al mese per i lavoratori dipendenti con stipendio annuo non superiore ai 25mila euro potrebbe neutralizzare l’effetto negativo del blocco dei contratti. Ma la sensazione negativa rimane alta nel pubblico impiego.

 

L’impatto negativo sugli insegnanti della scuola

 

La Legge di Stabilità ha esplicitato il blocco contratti pubblici 2014, un blocco già in atto per il 2010-2012, prevedendo anche un taglio del 10 % sulla spesa degli straordinari: a questo “stop” non è sfuggito il settore della scuola, molto sensibile alla questione “scatto” dal momento che (causa impossibilità per la gran parte degli insegnanti di crescere in carriera) l’anzianità rimane l’unica possibilità praticabile per giungere ad un aumento di stipendio in questo settore.
Nella Legge di Stabilità viene anche impartito uno stop all’indennità di vacanza contrattuale per il biennio 2013-14: quest’ultima può essere definita come un elemento provvisorio della retribuzione previsto al fine di tutelare i lavoratori nel caso di ritardi nella stipula dei rinnovi contrattuali.

 

Blocco contratti pubblici 2014: per i sindacati la situazione è insostenibile

 

Secondo i sindacati il blocco contratti pubblici 2014 è insostenibile: la Cgil si è scagliata sul provvedimento, mentre il Siulp (sindacato unico di polizia) ha dichiarato tramite i propri rappresentanti che la situazione è ormai molto grave: “Anche noi abbiamo subito il blocco degli scatti, nel biennio 2011-2012 siamo riusciti a recuperarli in parte grazie ad uno stanziamento del governo e usando fondi destinati alla riforma delle carriere”.
Va certamente detto che il blocco contrattuale si inserisce all’interno di una complessiva manovra dello Stato volta a tirare fuori il paese dal “pantano limaccioso” della crisi economica, con contemporaneo riordino del bilancio statale: un compito da svolgere attraverso una sinergia di base fondamentale tra cittadini ed istituzioni. Qualora dai palazzi della politica giungano segnali positivi in ordine a tagli ed eliminazione di privilegi allora anche i cittadini ed i dipendenti pubblici potranno consapevolmente effettuare sacrifici per salvare la “baracca”. La strada è lunga, ma alcuni piccoli e significativi segnali  forse stanno giungendo in questo senso proprio dal nuovo Governo Renzi.

Patrizia Caroli

Fonti: repubblica.it, leggioggi.it

 

 

 

 

 

 

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