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Archivi al giorno maggio 8th, 2014

gio, mag 8, 2014  Patrizia Caroli
Sanzioni Disciplinari Per I Dipendenti Pubblici: Non fare “carte false”!
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Il Contratto collettivo nazionale di lavoro 

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uilpa.it

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L’art. 24 del Contratto collettivo nazionale di lavoro del 22.01.2004 regolamenta le sanzioni disciplinari per i dipendenti pubblici degli enti locali.;

In base alla gravità dell’infrazione si passa dal semplice richiamo verbale al licenziamento senza preavviso.

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Sanzioni disciplinari per i dipendenti pubblici: Primo grado

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Il primo grado delle sanzioni disciplinari per i dipendenti pubblici contempla il rimprovero verbale, il rimprovero scritto e una sanzione pari a 4 ore di retribuzione.

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Il primo grado delle sanzioni disciplinari per i dipendenti pubblici viene applicato quando il dipendente si dimostra negligente; ciò può accadere quando presta insufficiente rendimento rispetto agli incarichi assegnati o si dimostra incurante dello spazio e degli strummenti di cui, invece, dovrebbe essere responsabile. Il primo grado delle sanzioni disciplinari per i dipendenti pubblici viene applicato, inoltre, quando non si rispettano una serie di regole relative alla prevenzione degli infortuni ed alle norme di sicurezza sul lavoro o alla violazione delle disposizioni di servizio come, per esempio, quelle che riguardano  le assenze per malattia e il rispetto dell’orario di lavoro. Il primo grado delle sanzioni disciplinari per i dipendenti pubblici viene applicato, infine, in casi di insubordinazione come il rifiuto di sottoporsi a visite personali stabilite per la tutela del patrimonio dell’ente o in casi di comportamenti irrispettosi  verso i superiori o altri dipendenti o nei confronti del pubblico.

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Secondo LA RIFORMA PREVISTA dalla LEGGE DELEGA 15/2009,  la sanzione deve essere applicata entro 20 giorni da quando il dirigente è venuto a conoscenza del fatto. Anche la a contestazione scritta deve pervenire entro 20 giorni dalla conoscenza dell’infrazione e la convocazione deve avvenire con preavviso di 10 giorni per permettere al dipendente di preparare la propria difesa fecendosi assistere da un proprio legale o rappresentante sindacale. Nel caso ciò non fosse oggettivamente possibile nei tempi prestabiliti, il dipendente può chiedere il rinvio del termine per l’esercizio della propria difesa.  Entro 60 giorni dalla contestazione, il procedimento può concludersi con l’archiviazione o con l’ esecuzione della sanzione. Se l’amministrazione non rispetta i tempi del procedimento, la sanzione disciplinare decade mentre se è il dipendente a non rientrare nello scadenzario stabilito perde il diritto ad esercitare la propria difesa.

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Per quanto riguarda la sospensione superiore a 10 giorni, il licenziamento con preavviso e il licenziamento senza preavviso, il procedimento è simile a quello previsto per le sanzioni di primo grado, con le seguenti note distintive:

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- Tutti i termini sono raddoppiati

- Il termine per la contestazione della denuncia entra in vigore dalla data nella quale l’ufficio ha acquisito  notizia dell’infrazione

- Il dirigente deve trasmettere gli atti all’ufficio per le sanzioni disciplinari entro 5 giorni dalla notizia dell’infrazione

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Ma vediamo nel dettaglio gli altri tre gradi relativi alle sanzioni disciplinari per i dipendenti pubblici  

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Sanzioni disciplinari per i dipendenti pubblici: Secondo grado

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Il secondo grado delle sanzioni disciplinari per i dipendenti pubblici  prevede la sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di 10 giorni.

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Il provvedimento  viene attuato se il dipendente persiste nella condotta scorretta che ha determinato in precedenza le sanzioni di primo grado. Se abbandona arbitrariamente il proprio posto di lavoro e se si assenta ingiustificatamente fino a 10 giorni; in tal caso l’entità della sanzione è direttamente proporzionale alla durata dell’infrazione e ai danni causati dalla stessa. Il secondo grado delle sanzioni  per i dipendenti pubblici  viene applicato, inoltre, in caso di ingiustificato ritardo (non superiore a 10 giorni) a trasferirsi nella sede assegnata dall’amministrazione o nel caso in cui il dipendente svolga, durante il periodo di malattia, attività che ne ritardino la guarigione.

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Il lavoratore è tenuto a mantenere un comportamento corretto durante le ore di servizio. Per questo, qualsiasi condotta violenta, dai comportamenti minacciosi alle molestie, dai litigi alle manifestazioni ingiuriose nei confronti dell’ente, determinano il ricorso alla sanzione disciplinare per il dipendente pubblico.

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Infine, rientra nel secondo grado di sanzione disciplinare anche la testimonianza falsa o reticente in procedimenti disciplinari o rifiuto della stessa.

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Sanzioni disciplinari per i dipendenti pubblici: Terzo grado

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Il terzo grado delle sanzioni disciplinari per i dipendenti pubblici  prevede la sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da 11 giorni fino ad un massimo di 6 mesi. Il provvedimento viene attuato quando le infrazioni per le quali si era stati già sanzionati per il primo e secondo grado si ripetono, presentando caratteri di particolare gravità come, per esempio, l’occultamento di fatti e circostanze relativi alla sottrazione di somme e beni appartenenti all’amministrazione o i ripetuti comportamenti aggressivi, ecc.

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Sanzioni disciplinari per i dipendenti pubblici: Quinto grado

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Il quarto grado delle sanzioni disciplinari per i dipendenti pubblici  prevede il licenziamento con preavviso. Anche in questo caso il provvedimento viene applicato per lo più quando si verifica il reiterarsi delle infrazioni registrate in precedenza. Si ricorre a questa sanzione, inoltre, quando il dipendente subisce una condanna per un reato che, seppur commesso fuori dall’ambiente di lavoro, non ne consente la prosecuzione per la sua particolare gravità.

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 Sanzioni disciplinari per i dipendenti pubblici: Quinto grado

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Il quinto grado delle sanzioni disciplinari per i dipendenti pubblici prevede il licenziamento senza preavviso e si applica quando si prova che il lavoratore ha ottenuto l’impiego mediante la produzione di documenti falsi. La sanzione viene applicata, inoltre, nel caso in cui il dipendente subisca una condanna dalla quale consegua l’interdizione perpetua dai pubblici uffici o, come nel grado precedente, se viene condannato per un reato che per la sua gravità (per esempio peculato o concussione o corruzione) non consente la prosecuzione del rapporto di lavoro.

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Inoltre, come per i due gradi precedenti, il provvedimento disciplinare viene predisposto quando il dipendente persevera in condotte particolarmente gravi già precedentemente sanzionate.

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Con la riforma prevista dalla LEGGE DELEGA 15/2009 la disciplina è diventata più severa come si può evincere dai casi di licenziamento con e senza preavviso:

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  • Il licenziamento disciplinare con preavviso può essere adottato nel caso in cui il dipendente si assenti senza giustificato motivo per un numero di giorni, anche non  continuativi, superiore a tre nell’arco di un biennio o per più di sette  giorni nel corso degli ultimi dieci anni. L’amministrazione può ricorrere al  licenziamento disciplinare con preavviso anche nel caso in cui il dipendente si rifiuti, ingiustificatamente, di accettare il trasferimento stabilito dal dirigente o, ancora, allorché il suo rendimento sul lavoro sia valutato, dopo un’osservazione di due anni, insufficiente.
  • Il licenziamento senza preavviso viene eseguito quando si dimostra che il dipendente si è assentato dal posto di lavoro presentando certificazione medica falsa o quando mantiene nell’ambiente di lavoro gravi condotte aggressive.

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Patrizia Caroli

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