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Archivi al giorno luglio 7th, 2014

lun, lug 7, 2014  Marco Brezza
Graduatoria interna d’istituto: ecco come viene composta
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

In quale modo le scuole sono tenute ad individuare gli insegnanti perdenti posto e coloro che sono esclusi dalla graduatoria interna d’istituto docenti? C’è una prassi da seguire per gestire questo particolare procedura della scuola pubblica italiana? Andiamo a vedere come ci si orienta in questo settore.

 

Fonte: studentlifeonline.com

Fonte: studentlifeonline.com

Graduatoria interna d’istituto: l’individuazione dei docenti

 

In primo luogo va detto che la compilazione della scheda relativa alla graduatoria interna d’istituto non fa riferimento ai docenti che sono appena stati immessi in ruolo: questa categoria di insegnanti allinea persone che non sono ancora state assegnate ad una sede definitiva e pertanto non possono  essere inseriti nella lista. L’individuazione dei docenti in soprannumero viene fatta a seconda dei posti di insegnamento indicati per la ciascuna tipologia di scuola: quindi, con riferimento ai posti nelle scuola secondaria per le attività di sostegno, l’individuazione dei docenti soprannumerari viene effettuata per tipologie (minorati della vista, minorati dell’udito, minorati psicofisici, con riferimento ala tipologia di sostegno). L’insegnante individuato come soprannumerario nella tipologia di odierna titolarità (se in possesso di titolo di specializzazione per altra tipologia per la quale nell’ambito della medesima scuola sia disponibile un posto) partecipa con diritto di precedenza al trasferimento su quel posto.

 

Esclusioni ed eccezioni

 

Non sono inseriti nella graduatoria interna d’istituto i docenti beneficiari di diverso tipo di precedenze: per fare alcuni esempi, vengono esclusi coloro che beneficiano della categoria “disabilità e gravi motivi di salute”, “assistenza al coniuge, al figlio, al genitore”. Ciò scatta solo se si è titolari in scuola ubicata nella stessa provincia del domicilio dell’assistito, oppure il personale che ricopre cariche pubbliche all’interno di amministrazioni degli enti locali (solo durante l’esercizio del mandato amministrativo e solo se titolari nella stessa provincia in cui si è amministratore).

 

Graduatoria interna d’istituto docenti, alcune cose da sapere

 

È interessante constatare come gli insegnanti beneficiari di alcune delle suddette precedenze (assistenza al coniuge, figlio, genitore in disabilità e cariche pubbliche) non sono inseriti nella graduatoria interna d’istituto volta all’identificazione dei perdenti posto, debbono dichiarare, entro il termine dei 10 giorni che precedono il termine ultimo di comunicazione al SIDI delle domande di trasferimento, il venir meno delle condizioni che hanno dato titolo all’esclusione dalla graduatoria.
In questa situazione il dirigente scolastico è tenuto a riformulare immediatamente la graduatoria di istituto e a notificare agli interessati e all’ufficio competente le nuove posizioni che vanno eventualmente a far concretizzare il soprannumero: pertanto il personale escluso dalla graduatoria interna d’istituto docenti potrebbe essere coinvolto solo se la contrazione di organico non sia tale da renderlo strettamente necessario. Ciò accade, per fare un esempio lampante, nel caso di soppressione della scuola.
I primi insegnanti ad essere individuati come “perdenti posto”, indipendentemente dal proprio punteggio, saranno coloro che sono stati trasferiti nell’attuale scuola a domanda volontaria a a partire dal settembre 2013. Inoltre, riguardo la graduatoria interna d’istituto, saranno individuati in questo modo anche gli insegnanti già perdenti posto negli anni precedenti che sono stati soddisfatti nella scuola in cui sono impiegati ora. È chiaro che a parità di punteggio prevarrà il soggetto con età anagrafica più elevata.

 

Fonte: orizzontescuola.it. snalsvicenza.it

 

Marco Brezza

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lun, lug 7, 2014  Marco Brezza
Riforma contratto insegnanti: arrivano i cambiamenti? Le anticipazioni
2 (40%) 4 Vota Questo Articolo

La riforma del contratto degli insegnanti prosegue ad ampie falcate verso il pieno percorso di realizzazione, o così pare almeno. Per il momento si tratta solo di bozze programmatiche, una sorta di radunarsi di idee, di brainstorming programmatico che però accoglie nel suo grembo il seme del cambiamento reale in una prospettiva di riforma che potrebbe concretizzarsi sul piano legislativo da qui al mese di ottobre.

 

Riforma contratto insegnanti: arrivano i cambiamenti?

Fonte: italianpost.info

 

Riforma contratto insegnanti: tempo di sterzate decise

 

I “rumors” che si stanno susseguendo in questi giorni convergono sull’idea generale di una reale sterzata di cambiamento nei confronti di diversi aspetti che interessano molto da vicino i docenti impiegati nella scuola pubblica: già nelle scorse settimane il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini aveva palesato l’idea (a dir poco rivoluzionaria) degli scatti stipendiali per insegnanti basati sul merito (e non più soltanto sull’anzianità). Ora appaiono in controluce alcune rilevanti novità che, se confermate, andrebbero a modificare sensibilmente il volto della disciplina relativa all’insegnamento nella scuola pubblica. Ma andiamo a vedere più da vicino alcune anticipazioni affiorate in merito alla riforma contratto insegnanti.

 

Cambia il meccanismo delle assunzioni?

 

Una delle novità di più ingente rilievo riguarda certamente il meccanismo delle assunzioni insegnanti: la priorità assoluta nell’inserimento in ruolo dei docenti ancora in attesa di un posto fisso sarà quella di  provvedere al quasi totale svuotamento delle graduatorie d’istituto (all’interno delle quali sono ancora presenti più di 150mila docenti). Sarà inoltre previsto un esame per l’abilitazione, propedeutico all’accesso ai concorsi a cattedre: la primavera 2015 è il probabile periodo in cui verrà dislocato temporalmente per il concorso.

 

Nuovo contratto insegnanti: calendario, orari e supplenze

 

Altri cambiamenti dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) riguardare l’obbligo per i professori di recuperare i 22 giorni di scarto tra i 230 stagionali e i 208 dell’anno scolastico nel corso del mese di giugno. Mentre per ciò che inerisce alle supplenze (settore molto composito) l’idea è quella di fare ricorso in maniera massiccia alle chiamate interne rispetto alle esterne, cercando di ottenere un cospicuo risparmio in termini economici per il bilancio del Miur. Da non trascurare infine la prospettiva dell’innalzamento delle ore lavorative insegnanti da 18 a 36 ore: ovviamente non si tratterà di un aumento reale, ma solo di un ribilanciamento complessivo delle ore di lavoro che i docenti utilizzano per fare fronte ai propri doveri e mansioni. Verrà infatti incluso nell’orario di lavoro totale il tempo che gli insegnanti spendono, non solo per le lezioni in aula, ma anche per la loro preparazione, la correzione dei compiti e l’aggiornamento professionale.
Nel frattempo i sindacati non fanno mancare il loro parere che definire sdegnato è un eufemismo: Gilda Insegnanti ha emesso una nota in cui afferma di non gradire il “metodo d’autorità” intrapreso dal Ministro Giannini per questo embrione di riforma: si tratterebbe di un vero e proprio tentativo di cambiare le regole del gioco scavalcando a piè pari il parere delle rappresentanze sindacali. Da settembre sarà guerra di trincea tra Ministero e sindacati? Chissà. Quello che conta sarebbe l’edificazione di una impalcatura di riforma davvero importante ed idonea a superare discipline attuali scarsamente efficienti.
Marco Brezza

 

 

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