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Archivi al giorno luglio 11th, 2014

ven, lug 11, 2014  Marco Brezza
Polizia Penitenziaria Doppio Lavoro: Ecco cosa è consentito
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Membri delle forze dell’ordine e doppio lavoro, un tema da trattare con i guanti: sta infatti emergendo negli ultimi tempi una questione abbastanza delicata e particolare. Si tratta della questione inerente alla polizia penitenziaria doppio lavoro. Il tema è balzato agli onori delle cronache svariate volte: in particolare a partire dal sopraggiungere improvviso della crisi economica (cominciata 5 anni fa ed andata incontro ad una evidente recrudescenza negli ultimi due anni).

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Fonte: repubblica.it

Fonte: repubblica.it

Polizia Penitenziaria doppio lavoro: un caso concreto

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A questo riguarda pare utile riportare una notizia abbastanza recente riguardante un assistente-capo della Polizia Penitenziaria, in servizio presso il carcere di Borgo San Nicola, che è stato denunciato per truffa continuata ai danni della pubblica amministrazione: l’uomo, regolarmente assunto come dipendente pubblico presso la Polizia Penitenziaria, è stato infatti sorpreso in un cantiere edile, dove  praticava un (vietatissimo) secondo lavoro alle dipendenze di un committente privato. L’assistente-capo in questione è stato pertanto deferito presso la Procura della Repubblica per violazione della disciplina in materia di doppio Polizia penitenziaria doppio lavoro.

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Ma come è conformata la questione del doppio lavoro per i dipendenti di Polizia Penitenziaria? In realtà va detto che è possibile esercitare una doppia attività remunerata in maniera regolare e previa autorizzazione dalla propria amministrazione di riferimento: quello che conta è che l’attività sia in regolare sia per quanto riguarda gli aspetti fiscali per sia per quel che riguarda la compatibilità della seconda attività con l’operato in Polizia Penitenziaria.

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Gli effetti della crisi sulla Polizia Penitenziaria

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La crisi economica galoppante ha spalancato ferite già dolorose, spargendo cospicue dosi di sale sulla cute sofferente dei membri delle forze dell’ordine. Un’immagine simbolica che riesce però a rendere l’idea della difficile transizione che stanno attraversando i dipendenti pubblici impiegati presso i corpi di polizia nel nostro paese. Secondo Massimiliano Acerra, dirigente nazionale e responsabile ufficio studi del sindacato di polizia Coisp, almeno il 30 per cento dei dipendenti pubblici impiegati nelle forze dell’ordine svolge abitualmente un altro impiego part-time. Questo significa che oltre centomila persone, solo considerando carabinieri, poliziotti e finanzieri (e pertanto anche i membri della Polizia Penitenziaria) esercitano il doppio lavoro. “E tra appuntati e brigadieri, tra agenti e assistenti di polizia – prosegue Acerra – la media arriva fino al 40-50 per cento. In pochissimi però, non più di uno su dieci, hanno l’autorizzazione del ministero”.

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Polizia Penitenziaria doppio lavoro: il part-time concesso

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Una problema, quello inerente alla Polizia Penitenziaria doppio lavoro, che mostra tutte le sue  asperità in una disciplina probabilmente troppo restrittiva, soprattutto in tempi (quelli attuali) in cui  indossare la divisa non significa in alcun modo portare a casa stipendi altisonanti: anzi, spesso risulta difficile ottenere uno stipendio dignitoso. Basti pensare che un agente di Polizia Penitenziaria guadagna circa 1200 euro netti mensili.

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Anche per questo motivo lo Stato permette ai suoi tutori dell’ordine di svolgere un lavoro extra, ma solo a determinate condizioni e con la imprescindibile autorizzazione scritta del ministero di competenza. È certamente possibile oggi effettuare prestazioni in regime di part-time: queste ultime però non possono rientrare nella categoria delle libere professioni e non debbono in alcun modo porre a repentaglio il pregresso servizio presso il corpo di polizia. Assolutamente proibite sono inoltre le attività reputate troppo stressanti o in cui possano sorgere conflitti di interesse, come nei casi di aziende di investigazione o vigilanza privata.

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Insomma quello inerente alla Polizia Penitenziaria doppio lavoro si configura come un tema che assume rilievo nell’odierno periodo storico: un tema da approfondire, da comprendere con attenzione e suscettibile di modifiche disciplinari compatibili con le necessità attuali.

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Fonti: repubblica.it, lecceprima.it

Marco Brezza

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