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Archivi al giorno ottobre 23rd, 2014

gio, ott 23, 2014  Marco Brezza
Infermieri: i tagli alla sanità complicano una situazione già difficile
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Il varo della legge di Stabilità miete le prime (ipotetiche) vittime: le Regioni, con particolari inquietudini che si affollano sul versante della sanità pubblica. Ma andiamo ad osservare con attenzione come si configura la situazione.

 

Infermieri

Legge di Stabilità: i tagli alla sanità

 

4 miliardi di euro: ammontano a questa cifra i tagli previsti dalla legge di Stabilità varata la scorsa settimana per quanto riguarda la Regioni. La metà di questa cifra potrebbe essere defalcata proprio dai fondi regionali destinati alla sanità. Insomma, Regioni e sanità sono chiamate anche dal premier Matteo Renzi a dare il loro contributo al risanamento: con la conseguenza ovvia di spalancare l’ennesimo confronto-scontro tra Palazzo Chigi ed i rappresentanti delle Regioni (i governatori). La spesa sanitaria non è citata direttamente all’interno degli ingranaggi nella manovra governativa appena varata: ma è evidente che i presidenti di Regione dovranno andare ad incidere sulla spesa sanitaria, settore ingente all’interno dei bilanci regionali.

 

Tagli sanità, le Regioni non ci stanno

 

Simboliche in questo senso sono le parole del presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino: “La manovra è insostenibile per le Regioni a meno di non incidere sulla spesa sanitaria. Abbiamo dato intesa sul Patto per la Salute e il Fondo sanitario: il Patto viene così meno. Il Governo fa delle legittime e condivisibili manovre di politica economica ma usando risorse che sono di altri enti: l’elemento incrina un rapporto di lealtà istituzionale e di pari dignità”. Anche il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni fa sentire la sua voce: “Non è che il Governo può prima fare un accordo e poi togliere di mezzo questo accordo senza coinvolgere chi ha firmato. Come conseguenza ci sarà non una riduzione delle tasse ma, temo, un aumento delle tasse da parte delle Regioni perché questi tagli, soprattutto nella sanità, sono insostenibili”.

 

Infermieri: una situazione difficile

 

Ma alla fine chi pagherà per questi tagli? Il povero cittadino-contribuente che si vedrà aumentare tasse e ticket per le prestazioni sanitarie? Oppure saranno i dipendenti impiegati nella sanità a vedersi decurtare stipendi o addirittura perdere il posto di lavoro? Quello che è certo è che stante così la situazione, il blocco delle assunzioni non potrà di certo terminare tanto presto, con buona pace di coloro che entrano sul mercato del lavoro in questo sfortunato momento.
Nel frattempo il fenomeno della disoccupazione nella categoria degli infermieri prosegue, ma in maniera contraddittoria: da una parte la spending review (in generale) e i tagli alle Regioni (nello specifico) impediscono le assunzioni o bloccano gli stipendi; dall’altra le carenze gravissime di personale infermieristico esistenti in diverse parti del nostro paese. Una situazione davvero difficile all’interno di questo settore.
Ciò che emerge con evidenza è pertanto questo: il congelamento del turnover nel settore pubblico e la chiusura di ospedali e reparti ospedalieri nel nome del risparmio mettono in ginocchio la categoria degli infermieri. Una categoria che a causa dell’emergenza contingente si è ritrovata ad avere un tasso di disoccupazione elevatissimo: gli infermieri disoccupati sono infatti al momento oltre 30mila.

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