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Archivi al giorno gennaio 8th, 2015

gio, gen 8, 2015  Valentina
Infermieri o Badanti? Un Conflitto da Risolvere
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La figura professionale, intesa come mestiere, delle badanti esiste da sempre. In passato nessuno le chiamava così, perché a ricoprire questo ruolo erano spesso persone appartenenti allo stesso nucleo familiare. Oggi invece fare la badante è un vero e proprio mestiere, ben remunerato e che riguarda un numero di persone che si aggira intorno al milione e seicentomila unità, secondo gli ultimi dati Censis.

Badanti e infermieri: due figure per lo stesso mestiere.

Badanti e infermieri: due figure per lo stesso mestiere.

Come ogni cosa, anche l’inserimento a pieno titolo di questa figura all’interno dell’assistenza sanitaria domiciliare non può avvenire senza ripercussioni e in questo caso a farne le spese sono gli infermieri professionali.

 

In un primo tempo lo smacco era  quasi più per orgoglio e passione verso il proprio mestiere; negli ultimi anni però, la categoria degli infermieri sta subendo un vero e proprio attacco che va a peggiorare una situazione lavorativa e formativa già molto pesante.

 

 

Dall’Emilia Romagna Una Delibera Che Fa Discutere

 

 

L’ultima notizia in ordine di tempo arriva da una delibera regionale dell’Emilia Romagna, la n. 220 del 24 febbraio 2014, “indicazioni sui percorsi relativi alle pratiche assistenziali eseguite a domicilio da personale laico su pazienti con malattie croniche, rare e con necessità assistenziali complesse”, pubblicata nel BUR n. 87 del 26 marzo 2014.

La delibera stabilisce una formazione di 24 ore al personale laico, ovvero a familiari e badanti appunto, per apprendere le tecniche assistenziali di base come l’ossigenoterapia, la gestione dei cateteri venosi centrali e degli accessi vascolari e la terapia anticoagulante ma anche la gestione del sondino naso gastrico e l’effettuazione di medicazioni delle lesioni cutanee e la somministrazione di farmaci. Tutte azioni di carattere infermieristico, che, fino ad ora, hanno sempre richiesto la presenza di una figura professionale.

 

Il ruolo dell'infermiere professionale diventa precario anche all'interno degli ospedali.

Il ruolo dell’infermiere professionale diventa precario anche all’interno degli ospedali.

Lo spirito con il quale pare sia stata approvata questa delibera è quello del risparmio: la regione non riesce a far fronte a tutti i pazienti che necessitano di cure di questo tipo né riesce a garantire una copertura territoriale domiciliare adeguata.

 

Per questo ha pensato alla formazione di personale non specializzato. Ma in questo quadro viene spontaneo chiedersi cos’è allora l’assistenza infermieristica; se un semplice familiare o una badante possono essere formati per svolgere mansioni di carattere paramedico e infermieristico, qual è il futuro degli infermieri professionali anche all’interno delle strutture ospedaliere? E ancora come può una laurea specialistica triennale e una formazione continua e periodica essere nei fatti equiparata a una formazione di 24 ore, come prevede la delibera regionale di cui stiamo parlando?

 

 

Infermieri Declassati Per Mancanza di Fondi

 

È anche vero però che la badante è un risparmio non solo per il sistema sanitario nazionale, ma lo è soprattutto per i familiari che, diversamente, si trovano a dover inserire il malato all’interno di strutture RSA molto costose.

Questo è uno degli argomenti che vanno approfonditi se si vuole riqualificare la figura dell’infermiere professionale. Ignorare la figura della badante sarebbe un errore, considerati i numeri e i vantaggi che derivano dalla sua presenza nel mercato del lavoro. Varrebbe la pena di riflettere su una formazione mirata, che la distaccasse dalla figura professionale dell’infermiere, in modo da creare una professione precisa e complementare all’infermiere.

 

Inutile dire che la delibera dell’Emilia Romagna ha alzato un polverone di polemiche in un settore già durante provato dalle ultime decisioni politiche in tema di welfare. Sono già iniziati una serie di incontri tra le associazioni di categoria per trovare soluzioni concrete a questo conflitto di professionalità che, impossibile ignorarlo, sta minando la base del nostro sistema sanitario assistenzialista.

 

 

Fonte: quotidianosanita / lastampa / Ipasvi / lanazione

 

 

Valentina Stipa

 

 

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