Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 

Archivi al giorno gennaio 21st, 2015

mer, gen 21, 2015  Marco Brezza
Scatti stipendiali sul merito: insegnanti valutati dagli alunni?
2.8 (56.67%) 6 Vota Questo Articolo

Il grande enigma degli scatti stipendiali basati sul merito continua: si è infatti creata una spaccatura tra coloro (tra gli insegnanti) che vedono questa novità con fiducia e chi invece non ritiene questo metodo realmente sviluppabile.

 

insegnanti scuola

Scatti stipendiali: una proposta concreta

 

“Premi concreti a chi li merita”: questa la frase ad effetto utilizzata dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini pochi mesi fa durante una intervista nella quale venivano divulgate le linee direttive del procedimento di riforma della scuola pubblica. “Per il momento – spiegava la Giannini – purtroppo non vengono in alcun modo valorizzati, ai fini della carriera e dello stipendio, né il merito, né l’impegno, né la passione degli insegnanti. Non si può fare carriera nella scuola solo per anzianità: non è giusto e non è utile a rendere efficace ed efficiente il sistema formativo”.
Secondo quanto emerso da fonti governative, l’idea di legare esclusivamente al “merito” gli aumenti stipendiali non è stata gradita dalla classe insegnante: la proposta è stata infatti sonoramente bocciata dalla stessa consultazione voluta dal Governo a riguardo. Si sta ora, pertanto, ricorrendo ai ripari, con una proposta che vorrebbe gli aumenti legati in parte al merito ed in parte agli scatti stipendiali. Ma, in quale proporzione? Secondo quanto affermato dal quotidiano Repubblica, nelle stanze del Governo si starebbe lavorando alacremente per proporre gli aumenti legati per il 20% agli scatti stipendiali e per l’80% al merito. Un compromesso che però attribuisce grande importanza al requisito del merito, polarizzando la struttura degli scatti in maniera piuttosto marcata. Saranno d’accordo gli insegnanti questa volta?

 

Prima ipotesi

 

Il sistema meritocratico legato alla collezione e cumulo di crediti parrebbe restare invariato, così come la percentuale del 66% dei docenti che potrà usufruire degli scatti. La tecnica di calcolo dei crediti stessi sarà diretta derivazione di una valutazione dei rendimenti degli studenti (connessa probabilmente all’autovalutazione degli istituti), della formazione dei docenti e degli incarichi ricoperti grazie all’organico funzionale. Ancora non si comprende pienamente come saranno validati ed istituzionalizzati tali crediti: probabilmente saranno gli Uffici scolastici regionali o provinciali ad occuparsi di ciò evitando che tale delicata procedura possa passare per le mani delle scuole stesse o dei dirigenti scolastici (la cui soggettività marcata potrebbe macchiare la delicata valutazione).

 

Seconda ipotesi: i prof. valutati dagli alunni?

 

Nel frattempo il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone (uno dei più attenti estensori di questa parte di riforma) ha affrontato la questione della valutazione delle scuole e degli insegnanti. A suo parere la meritocrazia renderà gli insegnanti più motivati: si attendono pertanto sviluppi interessanti dalla procedura di riforma. Il varo di un sostanzioso articolo della riforma relativo alla valutazione da parte degli alunni nei confronti degli insegnanti non è più fantascienza: finalmente anche i prof. saranno valutati dai ragazzi. Un meccanismo mai immaginato prima, e neanche presente nella bozza programmatica della “Buona Scuola” resa pubblica nel mese di settembre. Ecco la procedura ipotizzata: i ragazzi compileranno un modulo attraverso il quale risponderanno ad alcuni quesiti relativi ai docenti che li hanno seguiti. Puntualità, capacità di esposizione e validità della didattica saranno alcuni dei requisiti posti a base dei questionari. Il corpus delle valutazioni confluirà nel Rapporto di autovalutazione (il Rav, redatto dal nucleo di valutazione) che sarà inviato poi al sistema nazionale di valutazione (presso il Ministero dell’Istruzione). Si attendono conferme per quella che potrebbe essere una grande novità nel sistema scolastico.

 

Fonte: orizzontescuola.it, Repubblica

 

Marco Brezza

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest