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Archivi al giorno marzo 12th, 2015

gio, mar 12, 2015  Valentina
Polizia Stradale. Una Crociata Per Le Cinture Di Sicurezza
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Fonte: asaps.it

Fonte: asaps.it

Su 7713 controlli, 2200 sono risultati passibili di multa. È questo il risultato di due giorni di indagini svolte dalla polizia stradale sull’uso delle cinture di sicurezza, con particolare riferimento ai sedili posteriori e a tutti quei sistemi di ritenuta dedicati ai bambini e ai neonati.
Sembra che gli italiani non diano peso al fatto che l’uso corretto de4lle cinture di sicurezza riduca di oltre 80% la possibilità di morte o ferite gravi nei casi di impatto.

Solo il 63% dei guidatori infatti rispetta l’uso di questo dispositivo durante la circolazione stradale, come attesta una ricerca curata dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Ma questo non è il dato più preoccupante che emerge da questo studio; il vero problema infatti riguarda gli occupanti dei sedili posteriori, i quali utilizzano le cinture in una percentuale che non supera il 10%.
 

Polizia Stradale. La Sicurezza E’ Anche Una Lotta Contro Le Credenze

 

Il vero problema sul non corretto utilizzo delle cinture di sicurezza in auto, non è legato però solo alla poca disciplina degli italiani.
A nostra parziale discolpa infatti non si può fare a meno di notare che nel corso degli anni si sono create delle percezioni sbagliate rispetto all’uso di questo dispositivo. Questo, unito alla poca conoscenza della legge, la quale obbliga all’utilizzo delle cinture anche nei sedili posteriori ad esempio, ha fatto il resto.

È credenza comune per esempio che la presenza dell’airbag renda inutile allacciarsi le cinture o che chi siede sui sedili posteriori sia maggiormente protetto e quindi non necessiti di questo dispositivo o ancora che il rischio sia basso nelle brevi distanze, quindi si possa fare a meno di allacciarle.

 

Tutte queste credenza sono sbagliate e non solo in termini di legge, la quale obbliga anche nei casi citati all’uso delle cinture. Sono errate proprio nella sostanza, in quanto chi occupa i sedili posteriori corre lo stesso rischio di essere sbalzato fuori dall’auto in caso di impatto, di chi occupa la parte davanti dell’auto. E questo può avvenire sia nei tragitti lunghi che in quelli brevi. L’utilizzo delle cinture nel caso di presenza di airbag invece evita ferite anche gravi in caso di urto perché limita il contatto proprio tra la persona e il palloncino.

Un capitolo a parte lo merita il trasporto dei bambini che è ben regolamentato dalla legge, ma che ancora non è stato recepito appieno dai conducenti. Basti pensare che in questa due giorni di indagine della polizia stradale, tra i conducenti sanzionati, ben 70 sono stati multati per aver trasportato bambini senza utilizzare i sistemi di ritenuta previsti.
Questo dato è tanto più drammatico se si pensa che nel 2013 uno studio mirato Aci-Istat ha attestato che sono stati 55 i bambini sotto i 14 anni a perdere la vita in incidenti stradali e più di 12.000 quelli rimasti feriti.

 

 

 

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Al di là delle questioni sui dispositivi di sicurezza, esiste un altro tema molto caro agli agenti della polizia stradale e che sta diventando ogni giorno di più un vero e proprio pericolo per la circolazione.
Se il passaggio dalle guide cartacee ai navigatori ha creato poco scompiglio in termini di circolazione stradale, l’avvento di nuovi dispositivi tecnologici che interagiscono anche sui social network, secondo fonti ufficiali della polizia stradale sta avendo un impatto troppo forte sui guidatori.

Un nome su tutte Waze, l’applicazione certamente più famosa di questo genere, che oltre a indicare la strada e segnalare il traffico, intavola anche pubbliche relazioni interattive.
Negli stati uniti questa applicazione sta creando un caso di stato, in particolare legato alla funzione sulla posizione dei posti di blocco della polizia, che, secondo le forze dell’ordine statunitensi è un aiuto per i terroristi e più in generale per i delinquenti. Per questo ne è stata chiesta la rimozione.
Ma si sa che, a dispetto dei piani strategici di sicurezza nazionale, quando si parla di un’applicazione da oltre un miliardo di euro, la sicurezza passa inevitabilmente in secondo piano.

 

 

Fonte: ilquotidianodellapa / repubblica / asaps

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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