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Archivi al giorno marzo 16th, 2015

lun, mar 16, 2015  Marco Brezza
Riforma Scuola, ecco il DDL: le 3 cose da sapere per gli insegnanti
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Finalmente (è proprio il caso di dirlo) è sto approvato il tanto atteso disegno di legge sulla riforma della scuola (“La buona scuola”): l’ufficialità è arrivata giovedì scorso, ora non resta che attendere la discussione della Camera sul testo fuoriuscito dal Palazzo Chigi. Il premier Renzi si è confessato ottimista sulla approvazione definitiva a Montecitorio: nella settimana immediatamente successiva a Pasqua il provvedimento dovrebbe diventare definitivo nelle forme attuali. Tra gli obiettivi posti a monte della riforma prendono alloggio, tra gli altri, la necessità di avere un organico funzionale per potenziare l’offerta formativa. Ma quali sono i 3 punti principali che caratterizzano tale disegno di legge, con un attenzione particolare alla categoria degli insegnanti scolastici? Scopriamoli insieme.

 

Riforma scuola

Assunzioni insegnanti

 

Si partirà con un piano straordinario che consiste in oltre 100mila assunzioni volte a coprire le cattedre vacanti e creare l’organico relativo all’autonomia. La stabilizzazione dei precari avverrà a partire dal primo di settembre di quest’anno. Per tutti gli altri torna il “concorsone”, previsto per il 2016: solo tramite tale procedura si potrà accedere all’assunzione all’interno della scuola pubblica. “Si sana una clamorosa ferita di 20 anni di promesse non mantenute – ha spiegato Renzi in conferenza stampa -: si è di fatto consentito a questi insegnanti di conseguire il titolo abilitativo ma poi non è stato permesso loro di andare in cattedra, lasciandoli nelle graduatorie”. Ma i sindacati fanno le pulci al provvedimento sulle assunzioni: a parere di Rino di Meglio della Gilda insegnanti “il numero delle assunzioni è insufficiente, non basta a soddisfare le attese di migliaia di insegnanti”.

 

Scatti di stipendio basati sul merito

 

All’interno del disegno di legge emerge anche la grande novità (da diverso tempo prospettata) degli scatti stipendiali basati anche sul merito: ci saranno sul piatto 200 milioni di euro all’anno (a partire dal 2016) da disposizione dei presidi per premiare il 5% degli insegnanti meritevoli di ogni scuola. Rimangono invariati gli scatti di anzianità, ed emergono contenstualmente i nuovi scatti di merito, le cui modalità verranno decise dai presidi (che diventano nel nuovo piano di riforma dei veri e propri manager) una volta sentito il parere ineludibile del Consiglio d’istituto. Ad essere premiati saranno la qualità dell’insegnamento, la capacità di utilizzare strumenti didattici innovativi e il contributo complessivo dato al miglioramento della scuola. “Il merito entra per la prima volta nella scuola italiana” chiosa il presidente Renzi.

 

Più potere ed autonomia ai presidi

 

Crescono i poteri dei presidi in ambito scolastico: avranno infatti la facoltà di scegliere i docenti di cui hanno bisogno peer la formazione dell’organico funzionale alla propria scuola all’interno di albi territoriali formati dagli uffici scolastici regionali. Insomma, utilizzando l’organico in maniera flessibile, il preside potrà stabilire l’assegnazione dei suoi docenti in base alle necessità.
Fra gli altri provvedimenti previsto anche un “plus” speciale per gli insegnanti: un bonus annuale di 500 euro per ciascun professore, chiamato “Carta del prof.”, per andare a teatro, a sentire un concerto, a vedere l’opera.
Durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi ha affermato che “la riforma della scuola è quella principale per il paese”. Si attende ora l’approvazione finale per poi verificarne gli effetti.

 

 

 

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