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Archivi al giorno aprile 13th, 2015

lun, apr 13, 2015  Valentina
Polizia. Lo Scandalo Chiamato Scuola Diaz
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Fonte: qn.quotidiano.net

Fonte: qn.quotidiano.net

Secondo il Sap, il Sindacato autonomo di polizia, dalle parole del suo segretario nazionale, Gianni Tonelli, “Diaz non è stata sicuramente una bella parentesi, ma parlare di tortura mi sembra eccessivo (…) In Italia la normativa c’è già (…) ma  il problema è che non è stata ancora qualificata come tale perché si cerca di far passare un manifesto ideologico contro le forze dell’ordine“.

 

La proposta di legge che introduce nel codice penale il reato di tortura è all’esame del Parlamento da quasi due anni, anche se la sua genesi risale a oltre 25 anni fa: approvata dal senato lo scorso anno dopo una discussione lunga 8 mesi, ora è in seconda lettura alla camera dove il 23 marzo scorso è approdata in aula. Ma se qualcuno pensa che ormai ci siamo, si sbaglia di grosso.

 

 

 

 

Polizia. Combattere La Resistenza, Missione o Reato?

 

 

 

 

Il testo approdato alla camera dei deputati per l’approvazione definitiva indica come reato di tortura “il comportamento di chi intenzionalmente causa sofferenza acuta con il dolo specifico di ottenere informazioni, di infliggere una punizione e di vincere una resistenza”.

 

Proprio quest’ultima parte è destinata a diventare il fulcro di un contraddittorio dalla durata decennale.

L’articolo 53 del codice penale infatti stabilisce che è legittimo compito del poliziotto usare la forza per “vincere una resistenza”.

Tra i problemi che nascono a causa di questo conflitto giurisprudenziale c’è senz’altro anche la difficoltà dell’accertamento del reato di tortura.

E poi, su quali parametri verrà misurata la soffferenza fisica o psicologica delle vittime? L’associazione dei funzionari di polizia sottolinea a questo proposito come il testo non preveda più la molteplicità delle condotte, ma “è sufficiente una singola violenza o minaccia perché si possa configurare il reato di tortura”.

 

 

 

Polizia. Lecite Paure Di Un Esercito Impaurito

 

 

 

 

Nell’immaginario comune la polizia è composta da uomini e donne forti e irreprensibili. Ma le notizie degli ultimi giorni e questo decreto in discussione li rendono più simile a uno squadrone della morte.

 

La verità è chi appartiene al corpo di polizia ormai si sente sempre più vulnerabile.  Ed è del tutto legittimo.

Pensiamo un attimo a una manifestazione in piazza o a una partita delicata allo stadio: chiunque prenda una manganellata  potrà sporgere denuncia? Oppure va rimarcato che nel nostro codice penale la resistenza a un pubblico ufficiale è un reato previsto e punito? Fino ad ora almeno. Sono quesiti che un poliziotto si pone inevitabilmente e che potrebbero guaste il corretto svolgimento dei suoi compiti di ordine pubblico a vantaggi di quei teppisti già pronti a voltare la situazione dalla loro parte.

 

 

 

 

Fonte: anfp / repubblica / lastampa

 

 

 

 

Valentina Stipa

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