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Archivi al giorno maggio 5th, 2015

mar, mag 5, 2015  Marco Brezza
Riforma scuola 2015, primo stop: ecco quello che non piace agli insegnanti
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Primi momenti di difficoltà per il percorso (già parecchio accidentato fino ad ora) della Riforma della Scuola 2015 intrapresa dal dinamicissimo (soprattutto dal punto di vista comunicativo) Governo Renzi. “La Buona Scuola”, così è stato battezzato il grande progetto di riforma dell’apparato scolastico, incappa ora in due importanti ostacoli: lo sciopero indetto per oggi, 5 maggio, e la bocciatura del disegno di legge da parte del Comitato per la legislazione alla Camera, che avrebbe riscontrato numerosi errori formali e sostanziali all’interno della bozza.

 

Riforma scuola 2015

Riforma scuola 2015: tempi tecnici

 

La bocciatura da parte del Comitato per la legislazione alla Camera si configura come un duro colpo capace di smentire ciò che era sostenuto dal Partito Democratico, in una direzione di progressivo miglioramento ed affinamento del testo di legge di riforma della scuola: solo apparenze, denunciano i sindacati, per cui le modifiche intercorse non sarebbero in grado di modificare in realtà la sostanza dei fatti. Nel frattempo la Riforma della Scuola 2015 prosegue e dopo il “no” al termine del 14 maggio per il voto finale, il presidente della Camera Boldrini propone una nuova scadenza per martedì 19. Ma Sel e Movimento 5 Stelle non ci stanno: tempi troppo stretti – spiegano – che non consentono un’appropriata analisi e messa in atto delle modifiche presentate.

 

I primi grandi ostacoli

 

Dall’altro lato c’è la montante ondata di proteste sollevatasi nel corso degli ultimi mesi da parte degli insegnanti (e dei sindacati di categoria) a causa di alcune novità inserite nel testo di riforma: ondata che si concretizzerà proprio nella giornata di oggi nel grande sciopero che, secondo quanto emerge dal numero delle adesioni, bloccherà totalmente la scuola italiana.
Ma le ragioni dello sciopero sono giustificate? Da più parti la risposta che si solleva a questa domanda sembrerebbe positiva: secondo Valerio Golfieri, in un articolo pubblicato sul portale orizzontescuola.it, all’interno del disegno di legge sulla Buona Scuola sarebbero contenute alcune disposizioni che violano in modo palese il dettato costituzionale. Scopriamone una in particolare: si tratta della attribuzione ai dirigenti scolastici (in nome dell’autonomia scolastica) del potere di assumere direttamente i docenti attingendo da un Albo Territoriale ed esaminandone i curricula. Tale norma, secondo Golfieri, si configura come contraria alla Costituzione che all’articolo 97 afferma che all’interno della Pubblica Amministrazione si accede per Concorso e che è necessario assicurare l’imparzialità della Pubblica Amministrazione stessa.

 

Il nodo del ruolo dei dirigenti scolastici

 

Secondo Golfieri in questo modo “il Governo dovrebbe spiegare come evitare la formazione di scuola di serie A e di scuole di serie B. Infatti, se l’assunto è la possibilità di scegliere i migliori, se ne deduce che alcuni docenti sono meno bravi di altri e, di conseguenza, alcuni potrebbero ricevere più di una proposta di assunzione mentre altri potrebbero non riceverne nessuna”. In tale caso ci si deve interrogare sul seguente dubbio: i docenti meno bravi (secondo tale peculiare metro metro di giudizio) dove sarebbero collocati? E quale atteggiamento avrebbero verso un Dirigente Scolastico che non li ha scelti? Il quesito rimane sospeso nell’aria. A proposito di tale nodo della riforma, Matteo Renzi aveva negli scorsi giorni affermato che il dirigente scolastico nelle nuove competenze distribuire dalla riforma “non sarà certo uno sceriffo, ma non potrà neanche essere un passacarte di circolari ministeriali”. Insomma, a parere del premier, la riforma si prefigge l’obiettivo di responsabilizzare il dirigente scolastico senza tuttavia soffermarsi oltre sul criticato strapotere che la “Buona Scuola” attribuirebbe ai dirigenti.

 

Fonti: blastingnews.com, orizzontescuola.it

 

Marco Brezza

 

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