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Archivi al giorno maggio 15th, 2015

ven, mag 15, 2015  Marco Brezza
Riforma Scuola, cosa cambia? Gli ultimi aggiornamenti in pillole
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La riforma della scuola prosegue nel suo periglioso cammino sul filo del rasoio in una settimana che potrebbe diventare decisiva ai fini del completamento del disegno di cambiamento tracciato dal Governo di Matteo Renzi.

Mentre il parlamento prosegue l’esame del disegno di legge, la compagine governativa è pronta a dare avvio ufficiale ad un ulteriore giro di consultazioni con tutte le parti interessate alla riforma dell’istruzione: dalle parti sociali maggioritarie fino agli studenti e i genitori. “Siamo rispettosi del mondo della scuola, che è molto più variegato e plurale di come lo vorrebbe l’ala più dura – dichiara il premier Renzi -, parliamo con tutti, ascoltiamo tutti, pronti a mettere in campo tutte le iniziative di confronto per spiegare meglio la riforma e migliorarla”.

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Il tono del presidente del Consiglio non è molle: “Non ci spaventano le catene di Sant’Antonio su Twitter, ci interessa il bene dei ragazzi, delle famiglie, della scuola”. Motivazioni apparentemente salde e sincere, anche se non tutti paiono condividere alcuni toni (vedi ultima polemica esplosa a causa del ministro Boschi). Ma cerchiamo di capire meglio come si configura la situazione del procedimento di riforma in alcune delle sue articolazioni più calde. Ci focalizziamo su 3 aspetti principali posti in questi giorni in grande evidenza: assunzioni, merito degli insegnanti, presidi.   Riforma Scuola

 

Assunzioni: il piano delle stabilizzazioni

 

Il piano di stabilizzazioni per il 2015 per adesso non cambia. A partire dal 1 settembre avranno la cattedra 100mila docenti in più suddivisi in questo modo: circa 36mila sul turn over, 15 mila sul sostegno e la rimanente quota sul nuovo organico dell’autonomia. Le cose cambieranno dal 2016 quando verranno riassorbiti sui posti liberi da turnover nell’organico dell’autonomia i circa 6500 idonei provenienti dal concorso Profumo. Cala quindi di altrettante unità il contingente di posti attribuiti con il concorso triennale 2016-2018: sarà regionale e dovrà essere bandito entro il 1 ottobre.

 

Insegnanti: le valutazioni (e gli scatti) sul merito

 

Alla retribuzione di risultato degli insegnanti continuano a essere destinati i 200 milioni già definiti nelle scorse settimane. Si tratta di una cifra inferiore rispetto a quella destinata agli scatti di anzianità (280 milioni). Viene inoltre confermata, nelle ultime definizioni, la card da 500 euro per i prof: potrà essere spesa non solo in libri e attività culturale ma anche per corsi di laurea o master. Un “plus” davvero interessante per i docenti, all’interno di uno dei punti più peculiari e criticati della riforma.

 

La questione del potere dei presidi

 

Muovendosi in un’ottica di ascolto nei confronti delle richieste dei sindacati il Parlamento ha ridotto i poteri aggiuntivi che il Governo voleva attribuire ai presidi per rafforzare l’autonomia. Tale cambiamento mostra tutta la sua evidenza se si osserva il piano dell’offerta formativa (Pof): la competenza torna ad essere collegiale. Il preside ha il compito di definire la linea, ma l’elaborazione del piano dovrà essere effettuata dal collegio docenti con conseguente approvazione da parte del consiglio d’istituto.

Rimane sul tavolo invece la chiamata diretta dei professori sull’organico dell’autonomia. Questi ultimi potranno tuttavia autocandidarsi, presentare un curriculum e svolgere un colloquio. La scelta spetterà al preside ma il docente sarà tenuto ad accettare l’incarico.

Fonte: Sole 24 ore

 

Marco Brezza

 

 

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