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Archivi al giorno giugno 8th, 2015

lun, giu 8, 2015  Marco Brezza
Riforma scuola, primo dietrofront del Governo: cosa accade ora?
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Dubbi, dietrofront, marce scalate: la sensazione intorno ai lavori intorno al disegno di legge sulla riforma della scuola (“La Buona Scuola”) è quello di un grande momento di “impasse”, una sorta di “surplace” collettiva dove il Governo parrebbe aver perso le sue certezze iniziali.

 

Fonte: usnews.com

Fonte: usnews.com

Riforma scuola, Renzi e la sua (piccola) marcia indietro

 

A scolpire sulle pagine dei quotidiani questa sensazione diffusa sono le dichiarazioni rilasciate dal presidente del Governo Matteo Renzi questo weekend nel corso della Repubblica delle Idee, la manifestazione promossa dal quotidiano La Repubblica a Genova: “Qualcosa non ha funzionato. Il colpevole sono io. Riaprirò la discussione”. Il premier pigia il piede sul freno in materia di “Buona Scuola” l’ambizioso progetto di riforma del sistema scolastico italiano: “Abbiamo bisogno di ascoltare e abbiamo aperto un cantiere perché se mettiamo 1 miliardo in più, assumiamo 100mila persone, diamo più soldi ai profe abbiamo fatto arrabbiare tutti significa che qualcosa non ha funzionato e il colpevole sono io, ho fatto un bel capolavoro – prosegue Renzi -, è necessario un confronto ma non ci arrenderemo a chi dall’altro delle sue posizioni di rendita pensa che la scuola sia intoccabile. Ci metteremo una settimana in più – conclude il premier – ma poi decideremo”.

 

Ecco le modifiche sostanziali al ddl sulla scuola

 

Insomma, la sensazione, ascoltando queste parole, è chiara: potrebbero concretizzarsi modifiche anche sostanziali al disegno di legge, ma l’impianto del complessivo progetto di riforma non verrà snaturato. Tra le novità potrebbe palesarsi la riformulazione della Legge Gelmini sul numero di alunni per classe. “Voglio riportare – ha detto Renzi – le classi ai numeri precedenti la riforma del 2008: 25 studenti per classi. Oggi si arriva a 28 più alcune deroghe. Ci costerà un po’ di soldi e forse potremo farlo solo nel 2017. Questa è la mia proposta”.
Una ulteriore modifica dovrebbe toccare la presenza di genitori e studenti nella commissione di valutazione che, secondo il testo licenziato dalla Camera, determinerà i criteri per gli aumenti stipendiali ai docenti meritevoli, i cosiddetti scatti basati sul merito (uno dei punti messi al centro dell’attenzione più spesso nelle ultime settimane”.

 

Tra “Buona Scuola” e sciopero docenti

 

Con riferimento alle tempistiche di modifica ed approvazione della riforma, voci di corridoio negli scorsi giorni hanno fatto circolare la notizia che il varo definitivo della “Buona Scuola” non avverrà prima della metà di luglio. I tempi al Senato potrebbero essere lunghi e far slittare oltre giugno l’approvazione della legge. È ormai evidente che il Senato apporterà modifiche al disegno di legge, rendendo necessario l’ulteriore passaggio alla Camera dei deputati (cosiddetta “navette” parlamentare). La settimana in corso si dovrebbe comunque confermare decisiva per la stesura definitiva del testo del ddl: in programma un primo sfoltimento delle proposte emendative, con il voto vero e proprio subordinato al parere della commissione Bilancio. L’obiettivo rimane quello di chiudere l’esame del provvedimento in commissione entro 7 giorni.
Nel frattempo i docenti scendono in piazza e bloccano gli scrutini di fine anno per chiedere di rivedere alcune cose sostanziali: una riduzione delle prerogative dei dirigenti e un piano pluriennale di assunzioni che coinvolga anche i docenti iscritti all’interno delle Graduatorie d’Istituto.

 

Fonte: Repubblica, orizzontescuola.it

 

Marco Brezza

 

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