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Archivi al giorno giugno 15th, 2015

lun, giu 15, 2015  Marco Brezza
Riforma della scuola 2015: tutto rinviato all’anno prossimo?
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Cominciano oggi le votazioni ufficiali in Commissione Istruzione per definire gli emendamenti alla Riforma della scuola 2015. Tra i temi interessati da tali valutazioni fanno capolino: school bonus, numero di precari da assumere, fondi da attribuire alle scuole paritarie, valutazione del merito in relazione ai professori, vincoli idonei a delimitare il potere decisionale dei presidi-manager. Ma un inquietante spettro aleggia su tutto il piano di riforma: che debba essere rimandato tutto di un anno?

 

Riforma della scuola 2015

Riforma scuola, 15 giorni decisivi: Renzi si prepara a fermare tutto?

 

La ragione è presto detta: è una questione di tempi. Il premier, dopo le critiche, gli scioperi e la evidnete mancanza di condivisione su diversi temi in sno proprio alla maggiornaza, aveva fornito 15 giorni di tempo in più per discutere. Pertanto a partire da oggi, la commissione dovrebbe “darsi una mossa” per poter trasferire all’aula del Senato la riforma, in maniera tale che possa essere varata la settimana successiva. Il testo a quel punto dovrà tornare alla Camera (“navette” parlamentare imprescindibile): considerando il presumibile ostruzionismo delle opposizioni a Montecitorio, la riforma potrebbe slittare oltre la data segnata in rosso dal ministro dell’Istruzione Giannini, il 30 giugno. Oltre questa data, a parere del vertice del dicastero dell’istruzione non si può andare; per evidenti problematiche organizzative da parte degli uffici per per la ricezione degli effeti della riforma stessa.

 

L’ipotesi del bluff

 

Secondo Claudio Cerasa del Foglio, Renzi starebbe cercando di bloccare la riforma, mettendo da parte un “testo di legge concepito in modo non ottimale” (questo il punto di vista, neanche tanto nascosto, di Renzi). Per fare ciò in maniera il più possibile indolore potrebbe aver deciso di scaricare sulla minoranza del Pd le responsabilità del fallimento della riforma (ciò appunto attraverso i 15 giorni di tempo in più concessi in direzione Pd per raggiungere un potenziale accordo). In tal modo potrebbe essere raggiunto anche un secondo fine (sempre secondo l’opinione del direttore del Foglio): ovverosia risparmiare quel miliardo di euro stanziato per la riforma che potrebbe essere utilizzato in un modo diverso.

 

Un percorso tormentato per la riforma: i dubbi di costituzionalità

 

Ad ogni modo è un percorso davvero tormentato quello intrapreso dalla Riforma della Scuola 2015: come se non bastassero critiche interne, opposizioni feroci e la rivolta del corpo docente, la settimana scorsa Unicobas e alcune associazioni rappresentative degli insegnanti idonei al concorso del 2012 hanno chiesto un parere di legittimità al costituzionalista Michele Ainis. Ad esempio il nuovo disegno di legge porterebbe con sé una disparità di trattamento per il corpo insegnante con riferimento al pubblico impiego: “ Tutti hanno un posto fisso, anche chi è impiegato su di una linea di autobus, mentre con il ddl 2994 gli insegnanti verrebbero inseriti in un organico ‘funzionale’ senza una scuola fissa, per coprire le assenze dei colleghi o per piccole supplenze. La disparità riguarderebbe tutti i docenti, sia quanti andassero in esubero che quanti avessero necessità di procedere a trasferimento”. E questa è solo una delle valutazioni effettuate in merito alla possibile incostituzionalità del progetto di riforma.

 

Fonti: ilfoglio.it, lastampa.it

 

Marco Brezza

 

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