Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 

Archivi al mese giugno, 2015

mer, giu 24, 2015  Valentina
Mobilità Vigili Del Fuoco. Ancora Molto Da Capire
Vota Questo Articolo

Fonte: lavorofacile.eu

Fonte: lavorofacile.eu

Il tema della mobilità tra gli appartenenti ai vigili del fuoco è un tema molto caldo.

Lo sanno bene gli appartenenti al sindacato CONAPO che hanno già rivolto più di una richiesta alle istituzioni per fare chiarezza  e per richiedere specifiche precise non solo sulle modalità di trasferimento ma anche sul fatto che pare ci sia un’unica graduatoria che accomuna tutti gli appartenenti al corpo dei vigili del fuoco, i quali invece dovrebbero essere divisi per specificità.

 

 

 

Mobilità Vigili Del Fuoco. Le Richieste

 

La prima richiesta per la quale si sta ancora spettando chiarezza da parte del dipartimento, ancora prima che dalle istituzioni riguarda  l’applicazione dell’articolo 2 dell’accordo del 10 aprile 2002 che prevede l’estensione anche ai vigili del fuoco del sovrannumero temporaneo previsto per i capo reparto e capi squadra trasferiti con leggi speciali, affinché chi vuole trasferirsi tramite procedimento di mobilità ordinaria non venga danneggiato e non si ritrovi ad attendere all’interno di liste infinite che non scorrono mai.

 

L’ultima richiesta in ordine di tempo su questo tema il CONAPO l’ha avanzata pochi giorni fa durante un incontro con l’amministrazione, chiedendo nuovamente lo scorporo  dei trasferimenti temporanei per leggi speciali da quelli definitivi per mobilità ordinaria.

 

 

Mobilità Vigili Del Fuoco. Manca Un Fronte Unito

 

 

La verità però è che anche in tema di mobilità la voce dei sindacati di rappresentanza della categoria non è affatto univoca e porta a una guerra interna fratricida che mostra un universo disunito e in competizione, contro il quale le istituzioni hanno vita facile.

 

Sul tema della mobilità infatti, molti sindacati hanno taciuto per anni e non hanno sfruttato molte occasioni di confronto con le amministrazioni per affrontare il tema.

Altri invece hanno puntato tutto su questa questione, ignorando magari tematiche più urgenti.

 

La mancanza di un fronte unico rende tutto più facile a chi di mestiere dovrebbe prendere decisioni migliorative e invece le rimanda.

 

 

 

 

Fonte: conapo / confsalvigilidelfuoco

 

 

 

 

Valentina Stipa

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
lun, giu 22, 2015  Marco Brezza
Assunzioni scuola, il nodo sarà sciolto entro fine mese: le previsioni
Vota Questo Articolo

Vige la massima incertezza sulle sorti della riforma della scuola 2015, con particolare riferimento al nodo delle assunzioni: l’obiettivo, secondo le ultime informazioni giunte, è quello di trovare una mediazione con tutti i gruppi e riuscire ad approvare il ddl Scuola al Senato entro la prima settimana di luglio.

 

Assunzioni scuola

Riforma scuola: l’ultimo tentativo del Governo

 

A questo punto è quindi necessario un passaggio velocissimo alla Camera (apponendo la fiducia, e su questo si affolleranno le polemiche), al fine di far partire il ddl Scuola entro metà luglio e in questo modo rendere possibili le 100mila assunzioni previste. “C’è l’intenzione per approvare il provvedimento sulla scuola nei tempi più rapidi possibili ma chiediamo allo stesso tempo alle opposizioni di collaborare perché con 3mila emendamenti non si può approvare la riforma e se si continua così è solo un modo per rallentare i tempi”: sono queste le parole esplicative rilasciate dal capogruppo alla Camera del Pd, Ettore Rosato, al termine della riunione sulla Buona Scuola.

 

Nodo assunzioni: una storia infinita

 

Un percorso davvero tormentato quello intrapreso dalla Riforma della Scuola 2015 (ne parlavamo la scorsa settimana proprio su queste pagine). Ma cosa è accaduto la scorsa settimana? Il premier Renzi ha deciso di dare il via ad una serie di incontri operativi in merito al dossier sul cambiamento della scuola. Grande attenzione è stata assicurata dalla compagine governativa al capitolo assunzioni: un segno di apertura è giunto anche dalla minoranza Pd. “La riforma della scuola va fatta, ci sono le condizioni per portare a casa il risultato – ha affermato Maurizio Martina, esponente della corrente Sinistra è cambiamento del Pd e ministro dell’Agricoltura – , possono essere cambiati dei singoli punti del ddl per migliorarlo, ma va fatto in fretta. Possiamo avere sia la riforma sia le assunzioni. Anche da Palazzo Chigi abbiamo avuto dichiarazioni in questa direzione”.

 

La Buona Scuola: un breve riassunto

 

Ciò che emerge, sganciandosi dalla pura attualità ed effettuando una riflessione sulla strada percorsa dal provvedimento di riforma della scuola, è che rispetto al documento licenziato nello scorso mese di marzo con grande entusiasmo (“La Buona Scuola”) oggi non sembrerebbero essere rimasti in vita molti elementi. Dal grande progetto sugli scatti di anzianità basati sul merito (oggi praticamente abortito, con il solo fondo di 200 milioni sopravvissuto per premiare il 5% dei professori meritevoli) alle altre grandi marce indietro: dopo il primo passaggio alla Camera gli arretramenti sono stati cospicui, con il ruolo del preside ridimensionato in ossequio al principio di una presunta “collegialità” nella gestione dell’istruzione. Ed oggi, sul filo di lana per una approvazione efficace del provvedimento per il prossimo anno scolastico, quello che rimane sul campo è un disegno di legge molto distante dal progetto iniziale. E come se non bastasse le proteste di docenti e sindacati (e non soltanto) sono aumentate, anziché diminuite.
Le ombre continuano ad affollarsi sul grande piano di riforma della scuola: il “gong” del tempo limite risuonerà con il sopraggiungere della prima settimana di luglio. Entro l’inizio della prossima settimana si potrà finlmente capire se il nodo assunzioni verrà sciolto, oppure rimandato al 2016.

 

Fonti: Repubblica, Sole24ore

 

Marco Brezza

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
ven, giu 19, 2015  Valentina
Polizia Di Stato. Concorso Sì, Ma Senza Chiarezza
3.6 (72%) 5 Vota Questo Articolo

fonte: siap-polizia-it

fonte: siap-polizia-it

Il ministero dell’interno ha indetto il primo Corso di addestramento per Operatore di unità di primo intervento per contrastare eventi di particolare criticità.

Il corso avrà la durata di 4 settimane e si svolgerà presso il Centro Nazionale di Tiro di Nettuno e presso la Scuola Tecnica di Polizia di Spinaceto.

Il superamento del concorso implica l’assegnazione alle unità operative di primo intervento per una durata complessiva di due anni.

 

Un concorso importante, che però ha richiesto l’intervento dei sindacati di categoria per chiarire diversi aspetti.

 

 

Polizia Di Stato. Chiarimenti Per Accedere Al Concorso

 

 

Il primo chiarimento è arrivato con la circolare ministeriale del 12 maggio scorso, con la quale si è voluto precisare alcune indicazioni per i questori sulle procedure preselettive  per il personale che su base volontaria, richiede l’assegnazione nel contesto provinciale, alle unità operative di primo intervento. Si tratta principalmente di due indicazioni:

 

1- Si deve avere un’età anagrafica che non superi il 45imo anno.

 

2- Svolgere o aver svolto attività di controllo del territorio presso gli uffici della questura o, più in generale, della polizia di stato.

 

 

A selezionare i candidati sarà una commissione composta da medici e psicologi della polizia di stato, la quale andrà fisicamente nelle questure interessate per la selezione diretta dei candidati.

 

Il secondo chiarimento riguarda invece la tipologia di prove a cui verranno sottoposti gli aspiranti partecipanti, i quali dunque non hanno la possibilità di prepararsi in maniera adeguata.

Su questo punto il ministero non ha ancora risposto e il sindacato SAP, per voce del suo segretario generale Gianni Tonelli, in una nota ufficiale ribadisce la necessità di queste informazioni “nonché il programma d’esame, nel rispetto dei diritti del personale della Polizia di Stato”.

 

Un comportamento quello del ministero del tutto inadeguato: indire un concorso e costringere i sindacati di categoria a richiedere delucidazioni su procedure e requisiti è svilente.

Caro ministero, se davvero siamo arrivati a questo punto, il minimo che si può pretendere è chiarezza. E allora facciamola. Subito. E bene.

 

 

 

Fonte: siulp / sap-nazionale

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
gio, giu 18, 2015  Valentina
Polizia. Tante Novità In Arrivo
4.5 (90%) 2 Vota Questo Articolo

“Ci riserviamo una analisi di dettaglio del testo, ma ci sembra che gli elementi essenziali della nostra proposta iniziale ci siano tutti, con le dovute connessioni all’abuso di alcol, all’uso di stupefacenti e alla Omissione di soccorso. Le pene da 8 a 12 anni (fino a 18 per gli omicidi plurimi) e la revoca della patente da 15 a 30 anni,  ci sembrano una risposta adeguata”. Commentano così i dirigenti dell’Asap, la notizia dell’approvazione da parte del senato della repubblica, della legge sull’omicidio stradale.

 

Fonte: corrieredelmezzogiono.it

Fonte: corrieredelmezzogiono.it

Ma per la polizia di stato, le conquiste non si fermano qui.  E’ infatti appena partita la sperimentazione sulle microcamere individuali, meglio conosciute come body cam, le quali vengono applicate direttamente sulle divise degli operatori in strada, delle volanti nelle città di Torino, Milano, Roma e Napoli e verranno date in dotazione anche alla polizia Stradale delle stesse città.

La sperimentazione durerà sei mesi e ha lo scopo di permettere agli operatori di raccogliere un maggior numero di informazioni sul campo.

 

 

Polizia. Le novità Non Sono Solo Operative

 

 

 

Se da un lato novità come quella dell’omicidio stradale o delle body cam migliorano la vita dei poliziotti, dall’altra bisogna anche continuare a pensare alle nuove leve. A coloro cioè che vogliono entrare a far parte di questo mondo, che le statistiche dicono essere sempre più numerosi.

 

Il mensile ufficiale della polizia di stato ha dedicato proprio in questa ottica un intero inserto di questo mese alle informazioni di base per poter accedere ai concorsi in polizia, dando particolare risalto a tutte quelle novità che stanno lentamente cambiando questo contesto.

 

L’innovazione certamente più importante riguarda il fatto che fino ad oggi, per avere accesso al concorso era obbligatorio aver svolto servizio volontario in ferma prefissata di  o anni nelle forze armate. Nel triennio invece dal 2016 al 2018 le porte del concorso pubblico per polizia saranno aperte anche a coloro che arrivano dalla vita civile, ai quali verranno destinati il 50% dei posti disponibili.

 

A questa fondamentale novità arriva anche una valutazione dei titoli di servizio completamente informatizzata, velocizzando di fatto i tempi di lavoro delle commissioni esaminatrici.

Questo aspetto in particolare ha un peso importante anche per la progressione di carriera e la ricollocazione del personale interno. “L’Ufficio concorsi (…) si è posto come un obiettivo prioritario quello di far ripartire con decisione le procedure connesse alla progressione di carriera dei vari ruoli” – si legge in una nota ufficiale – “ oggi si conclude il percorso concorsuale propedeutico alla nomina di 7.563 vicesovrintendenti, e, in tempi altrettanto brevi, potrà terminare il concorso per l’immissione di 1.400 vice ispettori”.

 

 

 

 

Fonte: asaps / grnet

 

 

 

 

Valentina Stipa

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mer, giu 17, 2015  Marco Brezza
Maternità anticipata infermieri: chi ne ha diritto e come usufruirne
3 (60%) 1 Vota Questo Articolo

Maternità anticipata infermieri, un tema molto importante la cui disciplina deve essere analizzata con grande attenzione. In prima battuta è necessario effettuare un rapido focus definitorio per comprendere le basi dell’istituto della maternità anticipata stessa.

 

Maternità anticipata infermieri

Maternità anticipata infermieri

 

La maternità anticipata può essere disposta, sulla base di accertamento medico, dalla direzione territoriale del lavoro: si tratta in questo caso dell’interdizione dal lavoro delle lavoratrici in stato di gravidanza nel caso di complicanze della gravidanza, o qualora le condizioni ambientali o di lavoro siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino. La maternità anticipata deve pertanto essere disposta nel caso in cui l’infermiera non possa essere spostata ad altre mansioni.

 

Come usufruire della maternità anticipata

 

La lavoratrice che intenda usufruire dell’astensione anticipata per maternità a rischio deve formulare istanza alla Direzione Provinciale del Lavoro competente sul territorio in cui essa risiede. Alla domanda prestampata, scaricabile anche in rete, deve essere allegato il certificato medico, rilasciato da uno specialista del Sistema Sanitario Nazionale o da un ginecologo privato. Su tale certificato devono essere riportate le generalità della madre, la data presunta del parto, il mese di gravidanza e la motivazione attestante lo stato di rischio, Inoltre deve essere segnalato con precisione il periodo esatto di astensione anticipata di cui la lavoratrice intende usufruire. In particolari condizioni ambientali sul posto di lavoro o per mansioni pericolose, pregiudicanti per la salute della madre e del bambino, la richiesta di astensione dal lavoro deve essere invece presentata dal datore di lavoro, una volta verificata l’impossibilità di ricollocare la lavoratrice.

 

Maternità: l’astensione facoltativa

 

Un altro (e totalmente differente) istituto presente nell’ordinamento per consentire la maternità e l’astensione facoltativa: in tale caso la madre lavoratrice (infermiera), ma anche il padre lavoratore, hanno la facoltà di astenersi dal lavoro, entro i primi otto anni di vita del bambino, sino a dieci mesi complessivi, consecutivi o frazionati. La madre può astenersi dal lavoro per un limite massimo di sei mesi, mentre il padre sino a sette mesi se si astiene per almeno tre mesi consecutivi. In tal caso il limite di dieci mesi sale a undici.
Come si delinea invece l’entità delle retribuzioni in caso di maternità facoltativa per gli infermieri? Fino al terzo anno di vita del bambino, i primi sei mesi sono retribuiti al 30%. Nel caso di affido o adozione tale limite di età è elevato a sei anni, ma il congedo deve essere fruito entro i primi tre anni di ingresso del bambino in famiglia. Questi periodi vengono a tutti gli effetti computati nell’anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima.
Nella fattispecie di minore con handicap in situazione di gravità accertata la lavoratrice madre, o in alternativa, di lavoratore padre (anche adottivi) possiedono la facoltà di usufruire del prolungamento (fino ai tre anni del bambino) del periodo di astensione facoltativa per maternità; retribuito al 30%.
Infine, una delle più importanti novità emerse quest’anno con riferimento all’istituto della maternità è quella che prevede la possibilità anche per le lavoratrici parasubordinate di usufruire del diritto all’indennità di maternità anche nel caso in cui il loro datore di lavoro non abbia versato i contributi.

 

Fonti: salute-italia.it, ipasvimi.it

 

Marco Brezza

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest