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Archivi al giorno settembre 17th, 2015

gio, set 17, 2015  Roberta Buscherini
Riforma province, mese decisivo: cosa sta per succedere
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Riforma delle province, in arrivo il mese decisivo? Dopo il decreto in materia di mobilità fra i vari settori della Pubblica Amministrazione (che dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale tra pochi giorni), giunge ora il momento del decreto sui criteri generali della mobilità, all’interno della quale dovrebbero essere stabiliti i margini regolamentari per gli spostamenti del personale anche nel caso in cui la nuova destinazione sia rappresentata da Regioni ed Enti locali (e non preveda pertanto un mutamento di contratto).

 

Riforma province

Riforma province, momenti decisivi

 

Il provvedimento si configura fondamentale per la corretta scansione della riforma anche perché fissa le scadenze per avviare le istanze di mobilità e il censimento dei posti disponibili in organico. Anche se per il momento non è stata raggiunta l’intesa con le Regioni in Conferenza Unificata. La compagine governativa tenta ora lo scatto decisivo in materia, anche se proprio i mancati accordi con enti territoriali e sindacati moltiplicano i rischi di blocco nell’attuazione.
Il punto chiave per dirimere la questione alloggia nelle tabelle di equiparazione lo strumento idoneo disciplinare i passaggi da un comparto all’altro. Il decreto dovrebbe riguardare circa 8mila persone, al netto dei prepensionamenti, dando ampia evidenza al fatto che la parte “variabile” dello stipendio che non rientra nei parametri del nuovo inquadramento sarà garantito solo per le voci “con carattere di generalità e natura fissa e continuativa”, qualora l’ente di destinazione trovi i fondi anche a valere sulle risorse assunzionali. Una previsione quest’ultima che ha gettato benzina sul fuoco sotto il profilo delle proteste sindacali: con il rischio concreto di ricorsi a catena nel momento in cui le mobilità partiranno davvero.

 

Nuovi confini, nuove competenze: gli enti territoriali di area vasta

 

Va ricordato che il grande disegno di riforma della struttura delle province prende le sue forme dalla legge Delrio (legge n. 56 del 7 aprile 2014 “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”) la quale delinea in maniera nuova confini e competenze dell’amministrazione locale. In attesa della riforma del titolo V della Costituzione, le province si trasformano in “enti territoriali di area vasta“, con il presidente della provincia eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni della provincia. Sopravvivono pertanto soltanto due livelli amministrativi territoriali a elezione diretta: Regioni e Comuni. Ovviamente all’interno di questo disegno giace il fondamentale nodo dei dipendenti degli enti provinciali.

 

Esuberi e tempistiche

 

Nel frattempo una quota dei poliziotti provinciali dovrebbe transitare verso i Comuni: a stabilirlo il Decreto “Enti Locali” approvato poco prima della pausa estiva. Dall’altro lato viene fissato un termine di 20 giorni per le Province per pubblicare l’elenco degli “esuberi” nel Portale nazionale della mobilità, e di 40 giorni per i Comuni e le Regioni per inserire nello stesso Portale i posti disponibili in dotazione organica: la condizione fondamentale per permettere gli spostamenti rimane in ultima istanza l’incrocio di domanda e offerta.
In ultima battuta, facendo un rapido calcolo, saranno circa 2mila i dipendenti pubblici che cambieranno lavoro per non perdere il posto in base al piano di ricollocazione dei dipendenti in esubero di quelle che diventeranno le cosiddette aree vaste.

 

Fonte: Sole24Ore

 

Roberta Buscherini

 

 

 

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