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Archivi al giorno ottobre 9th, 2015

ven, ott 9, 2015  Valentina
Polizia Penitenziaria. Rinnovo contratti ancora nessuna novità
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Fonte: sapaf.it

Fonte: sapaf.it

Che siano fermi da oltre 6 anni lo sappiamo già. Che tale condotta sia incostituzionale lo sappiamo già.  Che la questione sia sulle scrivanie istituzionali dal lontano 2009 sotto il capitolo “risanamento dei conti pubblici” è altrettanto noto.

 

E allora perché la situazione è in stallo?

Nessuno lo sa. Ma i sindacati non dimenticano l’incostituzionale blocco dei contratti di lavoro e ogni tanto buttano un po’ di benzina sul fuoco, affinché non passi in sordina un tema che riguarda non solo gli agenti penitenziari ma, più in generale tutti gli agenti di polizia.

 

Polizia penitenziaria. Il Rinnovo Contrattuale In Numeri

 

 

La sentenza della corte costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità del mancato rinnovo dei contratti pubblici della categoria ha di fatto obbligato il governo a prendere atto della questione che, ricordiamolo, coinvolge qualcosa come 3 milioni e 300 mila lavoratori.

 

Per questo pare, da voci di corridoio che al momento non hanno visto alcun riscontro concreto nella realtà, che il ministro dell’economia stia già lavorando alla ricerca dei fondi perduti.
Sbloccare i contratti di lavoro infatti costerà alle tasche statali qualcosa come 13 miliardi di euro. Un importo stimato sulla base dei rilevamenti istat relativi agli aumenti. L’unico passo certo del governo è quello di aver dichiarato di recuperare questa somma nel triennio 2016/2018, iniziando quindi con la prossima legge di stabilità.
Più nel dettaglio, la spesa prevista per il prossimo anno sarà di 1.7 miliardi, per il 2017 4.2 miliardi e i rimanenti 6.7 miliardi per il 2018. La traduzione di questi numeri per le tasche dei lavoratori fa molto meno eco: l’aumento di stipendio annuo previsto infatti da gennaio 2016 è di circa 486€, quindi 37 euro lordi mensili in più. Che diventano 92 nel 2017 e 147 nel 2018.

 

 

Ma questo adeguamento spalmato su tre anni non è sufficiente. Chi ripaga infatti i lavoratori per gli anni di congelamento stipendio che hanno ingiustamente subito? Secondo la corte costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità di questo congelamento infatti lo stato dovrà prevedere un indennizzo una tantum ancora da quantificare. Quanti anni ci sarà da aspettare per avere la certezza di questo rimborso? Forse servirà un’altra sentenza. O forse non basterà.
Fonte: sappe / supu/poliziapenitenziaria

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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