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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al mese ottobre, 2015

ven, ott 23, 2015  Valentina
Comuni. Cosa li destabilizza di più? Il Patto di Stabilità
4.8 (95%) 4 Vota Questo Articolo

Fonte: ilmessaggero.it

Fonte: ilmessaggero.it

Può sembrare un insulso gioco di parole. Invece rispecchia quanto sta accadendo a d almeno 60 comuni italiani che, a causa del mancato rispetto di quanto previsto dal patto di stabilità , si vedranno applicare sanzioni pecuniarie, che andranno a raschiare il fondo di una situazione già drammatica. I poveri dipendenti comunali degli enti convolti quindi si troveranno a fronteggiare una riduzione delle entrate a fronte di un mancato saldo verso le case statali.

 

 

 

 

Comuni. Come Sopravvivere Tra Tagli E Sanzioni

 

 

 

 

Un groviglio di leggi e decreti emanati dal 2011 al 2015 stabilisce infatti che “in caso di mancato rispetto del patto di stabilità interno, l’ente locale inadempiente, nell’anno successivo a quello dell’inadempienza, è assoggettato ad una riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo perequativo in misura pari alla differenza tra il risultato registrato e l’obiettivo programmatico predeterminato”.

 

Nelle stesse norme viene però prevista anche la riduzione di tale sanzione “di un importo pari alla spesa per edilizia scolastica sostenuta nel corso dell’anno 2014, purché non già oggetto di esclusione dal saldo valido ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilità interno”. Sembra un paradosso se si pensa che è notizia di pochissimi giorni fa lo sblocco del fondo cuscinetto di 29 milioni di euro per gli oltre 2000 comuni sotto i 60mila abitanti colpiti in maniera forte dalle ultime manovre economiche del governo.

 

 

 

 

Comuni. Quale Futuro Li Aspetta

 

 

 

Una soluzione per risolvere questo annoso problema che i dipendenti comunali si troveranno ad affrontare insieme agli enti locali potrebbe essere il rinvio del pareggio di bilancio, attraverso una serie di provvedimenti attuativi. Tale rinvio dalle parole di Guido Castelli, delegato Anci per la finanza locale, “sarebbe un favore al Paese mentre la ripresa lanciai suoi primi, timidi segnali”.

 

Per capire quale sarà il futuro dei comuni, delle province e in generale degli enti locali, il 22 ottobre è stato organizzato un seminario presso la Sala del Consiglio dell’Università di Tor Vergata di Roma all’interno della Facoltà di Economia, dal titolo appunto “Quale futuro per gli enti locali?”.

Il seminario sarà gratuito e avrà inizio alle ore 10.

 

 

 

 

Fonte: ilquotidianodellapa / fondazioneifel

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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gio, ott 22, 2015  Valentina
Polizia. L’altezza non è più importante
4.5 (90%) 2 Vota Questo Articolo

Fonte: supu.it

Fonte: supu.it

Arriva il sì del senato al nuovo regolamento di attuazione della legge che abolisce i limiti di altezza per l’accesso alle forze armate e alle forze dell’ordine.

 

Ora manca unicamente l’esame conclusivo da parte del Consiglio dei Ministri e poi l’emanazione su Gazzetta Ufficiale. (…) lo schema di decreto potrebbe essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale intorno alla metà di novembre. In ragione di ciò, i bandi per le accademie ufficiali e marescialli -previsti per la fine dell’anno corrente e per l’inizio del 2016 rientreranno sicuramente nella nuova disciplina.

A dirlo è Domenico Rossi, Sottosegretario alla Difesa. Si tratta quindi di circa la metà mal contata degli stimati 9000 volontari che si accingeranno ad affrontare un concorso all’interno del comparto sicurezza.

 

 

Polizia. Ecco I Nuovi Criteri Di Selezione

 

 

Al posto del parametro di altezza, il nuovo regolamento indica composizione corporea, forza muscolare e  massa metabolicamente attiva, quali requisiti che i candidati dovranno avere per poter indossare una divisa.

 

Questi requisiti esattamente come è stato per quello dell’altezza si distinguono tra uomini e donne.

Quindi ad esempio la percentuale di massa grassa nell’organismo dovrà essere non inferiore al 7% e non superiore al 22% per i candidati di sesso maschile e non inferiore al 12% e non superiore al 30% per quelli di sesso femminile.

La forza muscolare dovrà essere non inferiore a 40 kg per gli uomini e a 20 kg per le donne mentre per ciò che riguarda l’ultimo parametro, cioè la massa metabolicamente attiva, misurata in percentuale di massa magra, dovrà essere non inferiore al 40% per i maschi ed al 28% per le femmine.

Ad oggi però fino a quando il regolamento non entrerà in vigore, rimangono in essere i vincoli dell’altezza.

 

Questo cambiamento di fatto è epocale e garantirà nell’intento dei  legislatori i diritti costituzionali di quanti vogliono impegnarsi nel settore della difesa ed eliminare così una discriminazione tra i giovani che, in un momento di difficoltà per l’occupazione, possono trovare nell’arruolamento nelle Forze armate, di polizia e nei vigili del fuoco un’importante occasione di lavoro.

 

 

 

Fonte: / repubblica

 

 

 

Valentina stipa

 

 

 

 

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mer, ott 21, 2015  Roberta Buscherini
Legge di Stabilità 2016: gli effetti sui dipendenti del settore sanità
3 (60%) 1 Vota Questo Articolo

Tempi di tagli ufficiali alla sanità italiana: ma l’azione delle forbici del Governo per rientrare all’interno dei margini (risicati) della manovra 2016 (con la Legge di Stabilità varata da pochi giorni) andrà toccare anche i dipendenti impiegati nel settore? La domanda è d’obbligo. Per dare una risposta occorre capire gli effetti che la manovra provocherà sul comparto.

 

Legge di Stabilità 2016

Legge di Stabilità 2016: cosa accade con la sanità pubblica?

 

La cifra ufficiale era stata annunciata già da diverso tempo: il fondo sanitario per il 2016 sarà dunque di 111 miliardi. Dopo due anni senza incrementi, con lo stanziamento destinato a pagare l’assistenza ai cittadini da parte delle Regioni rimasto intorno a 110 miliardi sia nel 2014 che nel 2015, arriva una crescita inferiore a quanto pattuito in precedenza. Un vero e proprio taglio al fondo rispetto alle programmazioni degli scorsi anni. Per il premier Matteo Renzi è tuttavia una crescita: “Ci sono più soldi in sanità rispetto all’anno scorso”. Non dello stesso avviso i presidenti delle Regioni, che non cascano nel trabocchetto “relativista” di Renzi: questa settimana, ha annunciato il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino, i governatori si riuniranno, leggeranno il testo della manovra e diranno la loro. Difficile però che il premier Renzi cambi idea alla luce di tali pareri.

 

Fondo sanitario 2016: come incide sui dipendenti statali del settore?

 

Il rissultato di questa “spending review”? Le Regioni avranno poco denaro in più, con inoltre 800 milioni di fondo vincolati per coprire in nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza che devono essere assicurati su tutto il territorio nazionale). L’unico punto su cui le Regioni possono respirare è quello relativo al rinnovo dei contratti dei lavoratori della sanità, un rinnovo che non andrà a gravare sul fondo: una buona notizia, quindi, anche per i dipendenti impiegati nel settore sanità.

 

Tagli e recupero delle risorse: punti di vista e previsioni

 

I tagli operati tramite la Legge di Stabilità si vanno a sommare con le recenti sforbiciate derivanti dall’approvazione del decreto sugli Enti locali al Senato: 2,3 miliardi “sfoltiti” all’interno del settore sanità. Il ministro della Salute Lorenzin indora la pillola parlando di “risparmi” che verranno dallo stop a visite e analisi considerate inutili e dall’avvio della centrale unica di acquisti. Ma le polemiche non si attenuano: “Sono oltre 2 miliardi da recuperare in pochi mesi – affermano i parlamentari del Movimento 5 Stelle – con la necessità di rinegoziare i contratti in essere che darà vita a contenziosi. Ci aspettiamo quindi inevitabilmente dei tagli ai servizi”.
Come si è potuto chiaramente capire in questi giorni, la stretta riguarderà le prestazioni specialistiche considerate non necessarie. Ulteriori risorse dovranno essere recuperate mediante la rinegoziazione dei contratti di acquisto di beni e servizi e in particolare dei dispositivi medici.
Ma tali risorse recuperate dal comparto sanità saranno reinvestite sul servizio sanitario (come auspicano gli enti regionali) o verranno destinate anche al taglio delle tasse a livello generale e spalmate a beneficio di altri comparti? La risposta definitva per adesso non c’è. Non resta che attendere.

 

Fonte: Sole 24 Ore, Repubblica

 

Roberta Buscherini

 

 

 

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mar, ott 20, 2015  Valentina
Vigili Del Fuoco. Manifestazione Dal Retrogusto Amaro
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: lettera43.it

Fonte: lettera43.it

Che la manifestazione del 15 ottobre sarebbe stata un successo in termini di partecipazione c’era da aspettarselo. Che qualche membro rappresentante delle istituzioni sarebbe stato contestato anche era prevedibile.

 

È successo all’on. Laura Ravetto che non ha preso bene la contestazione, dichiarando che non difenderà mai più questa categoria. Parole al vetriolo che hanno scatenato la prevedibile reazione dei vertici del sindacato dei vigili del fuoco: “un politico, seppur provato dalle contestazioni, seppur incalzato da chi vive una situazione di disagio lavorativo, non puo’ comportarsi cosi verso un intero corpo per ripicca delle contestazioni ricevute dai singoli (…) Piuttosto chieda scusa ai valorosi vigili del fuoco (…)Noi come sindacato autonomo dei vigili del fuoco ci dissociamo dai fischi di natura politica perché siamo aperti al dialogo con tutti i partiti, ma comprendiamo i fischi dovuti alla esasperazione dei vigili del fuoco, trattati come corpo di serie B ma il cui valore per la sicurezza pubblica è ben racchiuso nelle parole della preghiera di Santa Barbara: ‘ove tutti fuggono io vado”.

 

 

Vigili Del Fuoco. Ecco I Prossimi Obiettivi

 

 

Il successo della manifestazione non ha certo fermato le attività dei sindacati.

Il Conapo in particolare non molla la presa e ha partecipato attivamente alla riunione sulle indennità erogate al personale specializza elicotterista, nautico e sommozzatore in relazione alle recenti disposizioni in materia di decurtazione salariale in caso di assenza dal servizio o impiego in corsi di formazioni.

 

I protocolli emanati dall’amministrazione 10131 e 10237 delle scorse settimane hanno specificato che l’erogazione delle indennità a personale appartenente alle categorie appena citate è vincolata all’effettiva presenza e all’effettivo svolgimento delle attività specialistiche su base mensile.

Coloro quindi che saranno assenti per malattia, anche per causa di servizio, o per corsi di formazione o aggiornamento non pertinenti alla specializzazione che si possiede, non potranno ricevere alcuna indennità.

 

L’opinione del sindacato Conapo in merito è molto chiara; il loro segretario Antonio Brizzi parla di “salvaguardia degli interessi dell’amministrazione a pregiudizio del personale”.

Inutile dire che sembra davvero poco coerente applicare una tale limitazione e che in ogni caso sembra corretto che, qualora si decida di procedere su questa direzione, si debba mettere mano ai termini contrattuali modificando le norme di disciplina delle singole specializzazioni, in modo da creare un sistema chiaro e non sottoposto a libera interpretazione.

 

 

Alla vicenda dell’erogazione delle indennità si lega inevitabilmente anche il loro valore monetario. Non va dimenticato infatti che per i vigili del fuoco gli importi sono fermi a molti anni fa e non hanno mai subìto delle rivalutazioni.

Sarà quindi indispensabile, con la prossima scadenza contrattuale aggiornare anche le cifre spettanti tramite indennità e non ultimo riconoscere alla categoria anche l’indennità di trascinamento, già in essere per tutti gli altri corpi, tranne che per quello dei vigili del fuoco.

 

 

 

 

Fonte: conapo / italpress / labitalia

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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lun, ott 19, 2015  Roberta Buscherini
Rinnovo contratti dipendenti pubblici: solo 6 euro al mese in più?
4 (80%) 1 Vota Questo Articolo

6-euroNotizie agrodolci (con un particolare accento sull’amaro) in arrivo per i dipendenti pubblici a causa del varo della Legge di Stabilità 2016: il congelamento dei contratti del pubblico impiego finisce (e questo si sapeva) ma l’aumento degli stipendi sarà davvero esiguo (“ridicolo” per usare le parole colorite della prevalenza delle sigle sindacali). Secondo le proiezioni pubblicate negli scorsi giorni dal quotidiano Italia Oggi, lo stanziamento effettuato dal Governo nella Manovra 2016, varata la scorsa settimana, produrrà un aumento di stipendio di appena 8 euro lordi al mese, di fatto 6 euro netti scarsi per ogni mensilità.

 

Sblocco contratti dipendenti pubblici: 6 euro al mese di aumento!

 

Mediante lo stanziamento di 300 milioni si euro (ma su questo dato ci sono tuttora incertezze) l’Esecutivo mette le fondamenta concrete per consentire all’Aran di avviare le contrattazioni con i sindacati ed eseguire, in questo modo, quanto disposto dalla sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato negli scorsi mesi illegittimo il blocco degli stipendi del pubblico impiego. La sentenza 178/2015 emessa nello scorso giugno infatti, da una parte “salvava” i conti pubblici rendendo la pronuncia non retroattiva, dall’altra obbligava contestualmente il governo a riaprire la partita dei contratti. Partita che giunge ora ad un’ideale chiusura di primo tempo con risultato di netto svantaggio per la categoria dei dipendenti pubblici.

 

L’ira dei sindacati: si annunciano mobilitazioni

 

A parere dei sindacati rimane in questo modo assolutamente irrisolto il nodo del pubblico impiego: “I 300 milioni, che poi diventano 200 a fine serata, non sono un contratto ma una mancia” denunciano le quattro sigle confederali di categoria, Fp-Cgil, Cisl- Fp, Uil-Fpl e Uilpa, che annunciano una “mobilitazione durissima”. Ancora più categorici i sindacati autonomi: i Cobas definiscono l’offerta del governo “grottesca, dopo 6 anni di blocco contrattuale, a fronte di una perdita di almeno il 20% di salario”, mentre la Gilda degli insegnanti conferma al ribasso il calcolo dell’aumento che si assesterà sui “circa 7 euro lordi, cioè poco più di 4 euro netti a testa, quattro caffé in più al bar ogni mese”. Le sigle sindacali chiedono pertanto con forza “un rinnovo dignitoso” del contratto nazionale del pubblico impiego, senza “se” e senza “ma”.

 

Legge di Stabilità 2016: l’iter legislativo dello sblocco dei contratti

 

In merito al rinnovo del contratto dei dipendenti statali si concretizza anche un piccolo “giallo” dell’ultim’ora: le risorse stanziate arrivano a 200 milioni e non a 300 come riferito in conferenza stampa da Renzi. Una vera e propria beffa che le sigle sindacali non hanno mandato giù.
Nello specifico la somma stanziata nella Legge di Stabilità 2016 per il rinnovo dei contratti dovrà essere divisa, in maniera obliqua, per i 3 milioni e centomila dipendenti impiegati al momento presso la Pubblica Amministrazione. Con specifico riferimento all’iter legislativo, sarà tuttavia necessario attendere l’entrata in vigore dei decreti attuativi della legge delega numero 124 del 2015 relativi alla riforma della Pubblica amministrazione che contengono anche i criteri di valutazione risalenti alla riforma Brunetta. Un aumento davvero esiguo che per giunta, arriverà con tempi non esattamente brevi. Inizieranno ora le battaglie sindacali per modificare tale situazione?

 

Fonte: Repubblica

 

Roberta Buscherini

 

 

 

 

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