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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al mese dicembre, 2015

lun, dic 21, 2015  Valentina
Polizia Penitenziaria. Un Regalo Inaspettato
4.3 (85%) 4 Vota Questo Articolo

Fonte: inviatospeciale.com

Fonte: inviatospeciale.com

250 mila euro destinati alle famiglie degli agenti di polizia penitenziaria. Una nuova manovra del governo? No. il testamento di un’anziana signora modenese. Sembra il finale di un bel film e invece per una volta davvero la fantasia ha superato la realtà.

 

Il testamento, sarebbe stato redatto all’interno di un ospedale cittadino alla presenza di un medico e del notaio, in qualità, quest’ultimo di pubblico ufficiale.

Le motivazioni di questo gesto rimangono del tutto ignote, ma certamente una somma così alta per una realtà di provincia può davvero cambiare di molto la resa professionale delle forze dell’ordine.

 

 

Polizia Penitenziaria. La Burocrazia Rimane Il Nemico Peggiore

 

 

L’atto è già stato notificato alla direzione del carcere Sant’Anna e ora iniziano le preoccupazioni.

Il timore maggiore infatti è che a differenza di quanto dichiarato dalla defunta, la somma venga dirottata verso il ministero.

Compito arduo dunque quello del notaio che dovrà confermare su quali conti correnti venga accreditata la somma, nella speranza che siano quelli dell’ente che si occupa dell’assistenza del Personale di Polizia Penitenziaria e delle famiglie

 

 

Polizia Penitenziaria. Ma i Regali Continuano

 

 

Già, perché oltre a questa inaspettata entrata, per la polizia penitenziaria si sono aperte le porte ai famigerati 80 euro del Governo Renzi.

 

Buona notizia? sembra proprio di no per la Consulta Sicurezza, che dalla voce dei segretari generali dei rispettivi sindacati di appartenenza, Gianni Tonelli, Donato Capece, Marco Moroni, Antonio Brizzi, Franco Maccari e Giorgio Innocenzi, hanno definito questo annuncio come “un modo per eludere l’obbligo specifico di rinnovare il contratto nazionale di lavoro che avrebbe dovuto avere valore dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della sentenza della Corte Costituzionale, ossia dal 28 luglio 2015, sentenza con la quale era stata dichiarata la illegittimità del blocco dei contratti di lavoro per il pubblico impiego”.

 

Le richieste della consulta sono ben chiare: “chiediamo un contratto che parta dal 28 luglio 2015, data di pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale, un aumento netto di 100 euro per Agente e a salire per le altre qualifiche e una ‘una tantum’ di 1.500 euro a parziale risarcimento per il denaro illegittimamente sottratto nei 6 anni di blocco contrattuale”.

Il Natale è vicino, vale la pena sperare in un miracolo.

 

 

 

 

Fonte: ilrestodelcarlino / vimeo / sappe

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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ven, dic 18, 2015  Patrizia Caroli
Concorso Scuola 2016: a fine di dicembre la pubblicazione dei bandi
4 (80%) 1 Vota Questo Articolo

Concorso Scuola 2016: la pubblicazione dei bandi non è ancora giunta. Sarebbe dovuta avvenire entro il 30 novembre, ma poi nulla di fatto. Ora, tuttavia, è il ministro dell’Istruzione stesso ad affermare che l’impegno personale (definitivo a questo punto) è quello di “chiudere entro il 31 dicembre”.

 

Concorso Scuola 2016

Concorso Scuola 2016: si allungano i tempi

 

I tempi per il bando di concorso (ma sarebbe meglio dire i bandi, al plurale, perché saranno 3) si allungheranno ulteriormente: tutto questo è causato dall’iter in corso per la revisione delle classi di concorso. Il Ministero dell’Istruzione non può “permettersi di scollegare i due percorsi” dal momento che, entrambi, sono direttamente collegati con la riforma della Buona Scuola.
Nel frattempo pertanto si attende la riforma delle classi di concorso che dovrà essere approvata dal Consiglio dei Ministri. Dalle parole del responsabile del dicastero dell’Istruzione sembra pertanto emergere che il regolamento riguardante le nuove classi di concorso dovrebbe incontrare la sua approvazione nei prossimi giorni e che la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dovrebbe avvenire tra Natale e Capodanno.

 

Concorso Scuola 2016: riassunto delle puntate precedenti

 

Piccolo “recap” relativo alla struttura del Concorso insegnanti 2016: la prova preselettiva riguarderà le capacità logiche e comprensione del testo. Una parte del test sarà focalizzato anche sulle competenze digitali e di lingua inglese. Per la prova di accesso si prevedono 60 domande a risposta multipla. La prima prova (quella computer based) riguarderà 28 domande divise in domande con risposte multiple e altri quesiti a risposta aperta sintetica. Sia nella prima tipologia che nella seconda ci saranno domande in lingua straniera (5 con tutta probabilità). Quasi certo per i docenti ITP una terza prova pratica, laboratoriale. La prova orale durerà 45 minuti e riguarderà una prova simulata, sul modello del concorso 2012. Circa il 30% del tempo sarà dedicato alla motivazione delle scelte didattiche presenti nella lezione simulata.

 

Il punto di vista di Anief (con polemica)

 

Nel frattempo emerge una polemica non da poco con riferimento alle qualifiche per partecipare al concorso: secondo il sindacato Anief, è un grave errore non riservare il 40% dei posti banditi a chi ha 540 giorni di servizio e non garantire la partecipazione ai giovani laureati. E’ Marcello Pacifico a definire i termini della questione “Assurdo lasciare fuori i docenti già di ruolo che intendono cambiare materia o grado di scuola. Inoltre, durante questo ulteriore tempo di attesa di revisione del regolamento della selezione nazionale, si sarebbero potute approvare una serie di punti, come la riforma dell’infanzia (+25% di organico), ampliare l’organico di sostegno (+ 30% in organico di diritto), stabilizzare il precariato (oltre 80mila supplenti già selezionati e qualificati). Siamo pronti ad impugnare tutti i passaggi che escludono i docenti aventi pieno diritto a partecipare a questo concorso – conclude il rappresentante di Anief -. La verità è che questo governo non solo non ha abbattuto la supplentite, ma è riuscito nell’impresa di far lievitare addirittura il già alto numero di ricorsi nella scuola”. Parole che non lasciano spazio a fraintendimenti.

 

Fonte: orizzontescuola.it

 

Patrizia Caroli

 

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ven, dic 18, 2015  Valentina
Congedo Straordinario Polizia di Stato
1.5 (30%) 8 Vota Questo Articolo

 

In tema di congedi straordinari polizia di stato dallo scorso anno, una una modifica piuttosto incisiva sul tema, la tematica non ha conosciuto variazioni di sostanza. Quel decreto di fatto ha ridotto di molto il bacino di utenza e i tempi di congedo su base annua rispetto al passato. Una modifica che per ora e per molti anni ancora basterà a chi è in divisa…rivediamo insieme i punti salienti del decreto.

Fonte: bbc.com

Fonte: bbc.com

 

 

 

 

Congedo Straordinario Polizia di Stato e altri permessi

 

 

Con il decreto è stato limitato il bacino dei membri della polizia di stato che possono goderne ovvero il coniuge convivente della persona disabile; i genitori nel caso di patologie invalidanti o morte precoce del coniuge; i figli conviventi, qualora non siano presenti né coniugi né genitori. In ultima istanza anche i fratelli o le sorelle.

Per poter usufruire del congedo straordinario polizia di stato i membri di questa categoria devono dimostrare la condizione di non ricovero del disabile. La modifica più incisiva introdotta da questo decreto però riguarda la durata del congedo straordinario, il quale non potrà avere una durata superiore ai 24 mesi.

Per i membri della polizia di stato esiste anche la possibilità di usufruire di un ulteriore permesso non retribuito per un periodo continuativo che non ecceda i 6 mesi. Questa circostanza però prevede la fruizione di permessi in misura pari al numero di giorni di congedo ordinario che sarebbero stati maturati nello stesso arco di tempo lavorativo.

 

Vale la pena ricordare anche che fino all’approvazione della L. 53/2000, la concessione del congedo straordinario era comunque sottoposta a valutazione discrezionale dell’Amministrazione. Successivamente poi, è stato invece definito per legge che per eventi e cause particolari, anche i membri della polizia di stato avessero il diritto ai tre giorni annui di permesso retribuito in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge, nonché di un congedo non superiore a 2 anni, continuativi o frazionati, nell’arco della vita lavorativa, per gravi e documentati motivi, relativi al lavoratore e alla sua famiglia anagrafica.

 

 

Il congedo straordinario polizia può riguardare anche lo stato di salute del dipendente, non necessariamente di un familiare terzo. In questo caso, una volta certificata la presenza di una patologia che impedisce temporaneamente la prestazione del servizio, il congedo può essere concesso per una durata di 18 mesi totali nell’arco di 5 anni.

La presentazione della domanda di congedo straordinario in questo caso deve essere presentata insieme a una certificazione medica e per scala gerarchica.

 

Per i primi 12 mesi il dipendente ha diritto a percepire lo stipendio per intero.. per il tempo rimanente invece la retribuzione viene dimezzata. Se la momentanea infermità viene invece riconosciuta come causa di servizio, in questo caso il dipendente percepirà per l’intero periodo lo stipendio completo.

 

Ai fini della durata massima di trenta mesi (18 per motivi di salute e 12 per motivi di famiglia) si considera il quinquennio che verrà a scadere nell’ultimo giorno del nuovo periodo di aspettativa richiesto dal dipendente.

 

 

In generale se il congedo straordinario viene richiesto per gravi motivi, lo stesso può essere frammentato senza mai eccedere i 45 giorni annui. Ricordiamo infine che a differenza di quello ordinario, il congedo straordinario polizia comprende le giornate festive e quelle di riposo, che quindi non vengono sottratte dal numero complessivo dei giorni di assenza.

Infine precisiamo anche che i periodi d’aspettativa per motivi di famiglia si sommano con quelli richiesti per infermità ai fini del raggiungimento del limite massimo di 30 mesi nell’arco di 5 anni.

 

 

 

 

 

 

Congedo Straordinario Polizia Di Stato per maternità e congedo parentale

 

Qualora dopo il 180 giorno dall’inizio della gravidanza di verificasse un’interruzione spontanea o terapeutica, il membro della polizia di stato può decidere di riprendere l’attività lavorativa in qualunque momento a patto che un medico specialista attesti la piena salute della paziente.

Oggi anche per i papà poliziotti è previsto il congedo genitoriale: l’art. 28 T.U. maternità (già art. 6 bis L. 903/77, modif. da art. 13 L. 53/00) prevede, infatti il diritto di astenersi dal lavoro nei 3 mesi successivi alla nascita del figlio, limitatamente ai casi di morte o grave infermità della madre, abbandono da parte della madre, affidamento esclusivo del bambino al padre. L’art. 32 e sgg. (già art. 7, L. 1204/71) amplia questa possibilità, riconoscendo a ciascun genitore un proprio diritto all’astensione facoltativa, senza valutare se l’altro coniuge sia lavoratore o meno. Un passo avanti notevole per il comparto sicurezza in tema di congedo straordinario polizia di stato.

 

 

-      Permessi Legge 104

 

Rispetto a quanto previsto da questa normativa sono state introdotte due importanti modifiche:

  1. I membri del corpo di polizia      di stato che possono usufruire del diritto all’assistenza di una o più      parenti affetti da grave handicap sono circoscritti entro il primo grado      di parentela che si estende fino al secondo nel caso in cui il genitore o      il coniuge abbiamo compiuto i 65 anni, siano deceduti o siano a loro volta      affetti da gravi patologie invalidanti.
  2. Nell’ottica di evitare soprusi      rispetto alla fruibilità del congedo straordinario è stato inserito      l’obbligo di assistenza del disabile che deve essere residente in un      comune situato a distanza stradale superiore a 150 km e di certificare ad      esempio con un titolo di viaggio il raggiungimento della località di      residenza dell’assistito.

 

-      Congedo per studio

 

All’interno del congedo straordinario polizia di stato per motivi di famiglia, per legge, vengono incluse anche le richieste per motivi di studio, come ad esempio la frequenza ai corsi universitari.
La legge dell’8 marzo 2000, n.53 infatti prevede all’articolo 5, la concessione di cosiddetti congedi per la formazione, da utilizzare secondo le modalità previste nei  singoli contratti collettivi. Nella spiegazione “motivi di famiglia” infatti rientrano tutte quelle casistiche e situazioni meritevoli di apprezzamento e di tutela secondo il comune consenso, cioè relative al benessere, allo sviluppo e al progresso del dipendente.

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

Fonte: militariforum /uilpoliziadistato

 

 

 

 

 

 

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gio, dic 17, 2015  Valentina
Caso Cucchi. L’incubo Continua
4.5 (90%) 2 Vota Questo Articolo

Fonte: esserecomunisti.it

Fonte: esserecomunisti.it

È proprio il caso di dirlo. Questa vicenda non vuole vedere scritta la parola fine. Si continua a mischiare le stesse carte che ogni volta mostrano facce diverse ma danno sempre lo stesso risultato. Eppure si continua a mischiare…

 

Di fatto per i carabinieri Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro, Francesco Tedesco, Vincenzo Nicolardi e Roberto Mandolini la storia è ben lontana dal poter essere archiviata. “Nella notte tra il 15 ed il 16 ottobre 2009 Stefano Cucchi fu sottoposto a un violentissimo pestaggio da parte di carabinieri appartenenti al comando stazione di Roma Appia” a dirlo è la procura di Roma in una richiesta di incidente probatorio verso il gip affinché conceda una nuova perizia medico legale sulle lesioni patite da Stefano Cucchi.

 

Caso Cucchi. La versione della Procura

 

 

 

Quello che la procura di Roma contesta ai carabinieri è ben definito nel documento di 50 pagine presentato al giudice: ai primi tre si contesta, dopo l’arresto per detenzione di droga e dopo la perquisizione domiciliare, di averlo spinto e colpito “con schiaffi e calci, facendolo violentemente cadere in terra“  e di avergli cagionato “lesioni personali, con frattura della quarta vertebra sacrale e della terza vertebra lombare”.

 

Proprio questa frattura lombare è all’origine della nuova richiesta di incidente probatorio poiché a quanto pare “rende necessaria una rivalutazione dell’intero quadro di lesività anche ai fini della sussistenza o meno di un nesso di causalità tra le lesioni patite da Stefano Cucchi a seguito del pestaggio, e poi la morte”.

Si accusano in sintesi i militari di aver creato su misura “una strategia finalizzata a ostacolare l’esatta ricostruzione dei fatti e l’identificazione dei responsabili per allontanare i sospetti dei carabinieri appartenenti al comando stazione Appia”.

 

 

Caso Cucchi. La Versione dei Carabinieri

 

 

 

Come sempre, anche in vicende drammatiche come questa, la verità ha due facce. E dopo quella della procura, pubblicata e divulgata, vogliamo parlarvi anche di quella dei carabinieri. Degli orchi cattivi, già condannati dall’opinione pubblica, più e più volte, senza appello e senza una sentenza.

 

I carabinieri affermano di aver lasciato Stefano Cucchi alle 13.30 dopo il processo per direttissima, “buono stato di salute e idoneo alla detenzione”.

 

Alle 9.20 del giorno successivo, il detenuto si veste autonomamente e lascia la camera di sicurezza della caserma di Tor Sapienza sulle proprie gambe, insieme ad altri carabinieri, anch’essi oggi indagati, diversi da quelli che lo hanno arrestato la notte precedente. Durante il tragitto verso il tribunale, Cucchi rifiuta la proposta di un controllo in ospedale e alle 9.30 si arriva a destinazione. Qui c’è una seconda auto dei carabinieri con a bordo altri due detenuti e altri due militari che avevano arrestato Cucchi la sera precedente. Tutti e tre i detenuti vengono consegnati agli agenti di polizia penitenziaria.

 

I carabinieri rivedranno Cucchi solo intorno alle 11, quando andranno a prelevare gli altri due detenuti per accompagnarli in aula dove si svolgerà il processo a loro carico. Torneranno poi nella stessa stanza intorno alle 12.50 su richiesta degli agenti di polizia penitenziaria per condurre Cucchi in aula; i carabinieri confermano di trovarlo nervoso per l’inizio del processo ma di non notare alcuna alterazione fisica.

 

Intorno alle 13.15, a udienza finita, Cucchi percorre la strada a ritroso insieme ai 4 carabinieri, i quali si dividono a metà strada: due vanno a recuperare gli oggetti personali del detenuto; gli altri due sbrigano le questioni burocratiche.

Alle 13.30 Cucchi  “è in buono stato di salute e idoneo alla detenzione” dichiarano i militari.

Passano 20 minuti e alle 14 viene chiamato il medico.

 

Ora, le indagini faranno il loro corso sulla base di tutti gli elementi e le testimonianze raccolte, ma una domanda lecita permettetela: se effettivamente il pestaggio fosse avvenuto la notte precedente, come dichiara  un testimone, è possibile che tutte le persone che hanno visto quella mattina Stefano Cucchi, non si siano accorte di nulla? Né in tribunale né durante i vari spostamenti?

 

E se fosse avvenuti in quei 20 minuti prima delle 14, dove sarebbe avvenuto? E anche in quel caso, nessuno ha sentito nulla? E all’intervento del medico del tribunale, lo stesso non denuncia un pestaggio appena avvenuto, se fossero andate così le cose? Insomma i dubbi da chiarire sono certamente molti. La legge farà il suo corso, ma sarà il caso di non dimenticare che ad oggi non è stata emessa alcuna condanna dal tribunale. Dunque neanche l’opinione pubblica dovrebbe sentenziare.

 

 

 

 

 

Fonte: repubblica / ilmessaggero

 

 

 

 

Valentina Stipa

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lun, dic 14, 2015  Valentina
Marò Prigionieri In India? Indiani Disoccupati In Italia
5 (100%) 2 Vota Questo Articolo

Fonte: huffingtonpost.it

Fonte: huffingtonpost.it

Qualche superficialone ha subito commentato la notizia tacciando l’imprenditore di razzismo. In verità dietro a questa provocazione c’è ben altro. C’è la voglia di smuovere animi e coscienze di coloro che sembrano essersi dimenticati dei nostri fucilieri.

 

L’iniziativa tanto discussa è stata presa da un’agenzia di collocamento di una città del nord Italia, Lecco, ed è stata trascritta in un cartello che campeggia all’ingresso e lascia poco spazio a dubbi: “questa azienda non assumerà personale di nazionalità indiana finché i nostri soldati non verranno liberati”. Lecco non è nuova a iniziative forti per riportare l’attenzione su Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Già un anno fa infatti l’allora governatore della provincia Daniele Nava si era opposto alla la richiesta di una casa di produzione cinematografica indiana di Bollywood di ambientare a Villa Monastero di Varenna alcune scene di un nuovo film, giustificando tale presa di posizione con la convinzione che “un uomo delle istituzioni non potesse avallare una richiesta del genere”.

Di fatto l’imprenditore dovrà rispondere all’Ispettorato del lavoro per questo cartello, definito discriminatorio anche dal sindaco della città coinvolta. Il messaggio comunque è arrivato forte e chiaro.

 

 

 

Marò. Iniziano a Uscire I Primi Scheletri Politici

 

 

 

Se noi non dimostriamo una chiarezza di convincimento sulla loro assoluta innocenza ed estraneità ai fatti, se non manifestiamo in modo sufficientemente vigoroso la posizione dell’ Italia, e diamo la sensazione che qualsiasi cosa ci va bene, se continuiamo a mantenere un profilo bassissimo su questa vicenda di cui più nessuno sta parlando, ho grossi timori su quello che i giudici arbitrali potranno decidere”. Una dichiarazione forte dell’ex ministro degli esteri Giulio Terzi. Ma nulla a confronto del resto confidato ai microfoni di Radio radicale.

 

Fu il Governo Monti a fare pressione per far ripartire i nostri marò verso l’India, dopo la licenza natalizia gentilmente concessa dalle autorità indiane a quanto confessa l’ex ministro. Sulle motivazioni, ad oggi solo illazioni in attesa di conferma. Ma che non possono far pensare. “Io non vedo nessun motivo se non quello di coprire alcuni scheletri nell’armadio di personalità politiche e di governo che hanno voluto rimandare i nostri fucilieri di marina in India per considerazioni che sono intuibili, legate agli affari e agli interessi economici ma che non appartengono a una buona conduzione della politica estera e di sicurezza del nostro Paese”. Un’accusa pesante che non potrà non avere conseguenze. O forse sì, se risultasse vera.

 

 

 

Marò. Tra Politica e Gossip, C’è Chi Li Prende Ad Esempio

 

 

 

Un esempio di “disciplina, serenità e dignità di noi militari” li ha definiti il capo di stato maggiore della Difesa Claudio Graziano durante la cerimonia di giuramento  dei 104 allievi ufficiali dell’Accademia Navale di Livorno.

Un pensiero a quei due fucilieri che, nello svolgere un compito di stato, si son trovati invischiati in una vicenda che ha sempre più un sapore politico e sempre meno di cronaca. “Voi avrete il privilegio di rappresentare la nostra Marina e la Nazione – ha aggiunto il capo di stato maggiore della Marina, Giuseppe De Giorgi   – siatene sempre degni. Ricordatevi che in Marina non si abbandona mai la nave e non si lascia nessuno in mare”.

 

Già, non si lascia nessuno in mare, caro stato. Nessuno.

 

 

 

 

 

Fonte: ilgiorno /imolaoggi /lanazione

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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