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Archivi al giorno marzo 8th, 2016

mar, mar 8, 2016  Valentina
Carabinieri. Tutti pronti per la Libia
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Carabinieri-libiaEra solo questione di tempo. Non poteva che essere in questo modo. Lo dice la storia, gli interessi economici. E così un reparto delle forze speciali dei paracadutisti del 9^ Reggimento Col Moschin insieme ai carabinieri del Battaglione Tuscania, partiranno insieme dalle coste di Livorno verso la Libia con lo scopo di combattere l’Isis.

 

Insieme ai Carabinieri lascerà l’Italia anche un reparto della marina Militare composto da 50 marò. A dirigere le operazioni sarà il nostro servizio segreto per la sicurezza esterna AISE che pianificherà e controllerà ogni missione delle nostre forze speciali in terra libica.

I nostri militari saranno accolti a Tripoli da tre distinti team composti da 12 militari ciascuno, tutti appartenenti ai servizi segreti italiani, che già da tempo operano su quel territorio.

 

 

Carabinieri. Non solo garantisti in terra Libica

 

 

Già, perché se all’opinione pubblica si vuole far credere che l’azione dei nostri carabinieri in Libia sia finalizzata al solo mantenimento della sicurezza di n momento politico molto delicato, la verità non è certo questa.

 

La finalità dei carabinieri del Gis infatti prevede anche azioni di disturbo dietro le linee nemiche. Una sorta quindi di guerra non ufficiale coordinata dai servizi segreti in collaborazione con le forze speciali statunitensi, francesi e britanniche.

Questa decisione del governo italiano ha allertato anche i servizi segreti interni: un ruolo attivo dei militari italiani in Libia si traduce intuitivamente in un aumento del rischio di attentati e ritorsioni.

 

Considerando che per il califfato in Siria non si sta mettendo bene e che l’obiettivo è che il Libia la sorte sia la medesima, non va sottovalutata la possibilità i possibili infiltrazioni in occidente, insieme all’onda di immigrati, di terroristi con lo scopo di replicare le stragi di Parigi.

 

 

Carabinieri. Un pensiero va a Tonelli

 

 

È inevitabile. Si parte per la guerra. Bisogna avere la certezza di partire con il massimo delle protezioni. Sarà così? Speriamo.

Di sicuro però l’episodio che vede protagonista in questi giorni il segretario del sindacato autonomo di polizia SAP Gianni Tonelli non può passare in sordina. 43 giorni di sciopero della fame. Oltre un mese. 18 chili persi. Per caso qualcuno conosce le motivazioni di questo gesto? Se sì, il merito non può certo essere dei mezzi di comunicazione che, come spesso accade, per alcune notizie di rami scomodi, hanno ben taciuto l’azione di protesta del segretario Tonelli.

 

Il dolore più grande è stata l’indifferenza delle autorità di Governo ed in particolare del presidente del Consiglio Matteo Renzi e del ministro dell’Interno Angelino Alfano oltre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella a cui è stato inviato, a più riprese, un accorato appello. Un silenzio sordo e preoccupante”.

Come dare torto a questa nota del sindacato di polizia a seguito del ricovero del segretario presso il pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito di Roma dove è tutt’ora ricoverato. A onore del vero va riconosciuto ad alcune testate giornalistiche di aver reso noto il caso Tonelli a seguito del suo ricovero.

Informazione dunque scarsa e senza alcun senso logico.

 

Uno sciopero quello di Tonelli iniziato il 21 gennaio scorso contro i provvedimenti disciplinari presi dalla polizia nei confronti di un agente del Sap che aveva mostrato in un servizio tv un equipaggiamento ritenuto non idoneo e anche contro la sanzione a lui stesso comminata per aver indossato in tv una maglia con la scritta “I love Polizia”.

 

È bene ricordare anche che proprio l’episodio dell’agente di polizia è attualmente oggetto di una denuncia alla Procura della Repubblica contro il Capo della Polizia Alessandro Pansa e il Questore di Roma Nicolò D’Angelo per averlo sospeso con false motivazioni.

 

Le stesse infatti, si legge, sono scaturite “alla luce del grave pregiudizio arrecato dal predetto all’immagine e al prestigio dell’Amministrazione in ragione dell’ampia risonanza mediatica dell’episodio”. Poi ci si affretta a precisare che “che è in atto un generale ricambio ed ammodernamento delle dotazioni complessive, in particolare, dei giubbetti antiproiettile”.

 

 

 

 

Fonte: ilmessaggero

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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