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Archivi al giorno maggio 9th, 2016

lun, mag 9, 2016  Valentina
Carabinieri Anticipazione TFS? Si Può
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tfs-carabinieriIl trattamento di fine servizio (TFS), così come previsto dalla riforma Fornero, anche per l’Arma dei Carabinieri viene corrisposto non prima che siano trascorsi 12 mesi dalla cessazione effettiva del servizio, sia che esso avvenga per sopraggiunti limiti di età sia che avvenga per anzianità maturata.

 

La Unipol Banca e la Banca Nazionale del Lavoro per la Difesa hanno studiato un’offerta per tutto il personale in procinto della pensione appartenente all’arma dei carabinieri, che prevede la possibilità di farsi anticipare il proprio TFS in tempi più brevi di quelli previsti per legge e in un’unica soluzione.

 

Ma andiamo per gradi.

 

 

 

Carabinieri. Cosa prevede oggi la legge per il TFS

 

 

 

 

Riepiloghiamo tutte le possibili soluzioni per potersi aggiudicare quanto spetta di diritto:

 

- Se l’importo è uguale o inferiore ai 50 mila euro verrà erogato in un’unica soluzione;

 

 

- Se l’importo rientra tra i 50 e i 100 mila euro verrà erogato in due rate annuali, di cui la prima di 50 mila euro e l’ultima dell’importo rimanente;

 

 

- Se l’importo supera i 100 mila euro le rate di erogazione saranno tre, delle quali, le prime due di 50 mila euro ciascuna e la terza dell’ammontare residuo.

 

 

Quello che propone la banca per riuscire a bypassare queste tre opzioni e ottenere quanto spettante di diritto in un’unica soluzione e prima dei 12 mesi è molto semplice. Vediamolo passo per passo.

 

 

Carabinieri. Tutti i passaggi per l’Anticipo del TFS

 

 

 

Prima di tutto è necessario che l’interessato apra un proprio conto corrente con accreditamento della pensione presso una filiale della banca.

 

Il passo successivo è quello di formalizzare la richiesta di anticipazione del TFS, sempre attraverso la filiale, allegando il prospetto di liquidazione rilasciato dall’ente preposto INPS.

Una volta ottenuto l’ok dalla banca, andrà aperto un secondo conto corrente, sul quale viene prevista una linea di credito di importo paro al tfs.

A questo punto basterà comunicare all’inps il codice iban del secondo conto corrente, sul quale verrà versato l’importo previsto nei tempi di legge.

 

Si tratta in sostanza di un finanziamento di importo pari al proprio tfs che la banca rilascia, prendendosi a garanzia il fts stesso. L’ultimo passaggio sarà l’atto pubblico o una scrittura privata autenticata da notificare all’INPS che formalizzi questo passaggio.

 

In termini concreti questa offerta della banca, che certamente tenderà a estendersi anche ad altri istituti nel breve periodo, è un modo per ottenere subito quanto la legge vorrebbe liquidare dopo un anno. Per i neopensionati è certamente un piano B da valutare in attesa che la politica faccia il suo dovere in loro tutela.

 

 

 

 

 

 

Valentina stipa

 

 

 

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