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Archivi al giorno maggio 13th, 2016

ven, mag 13, 2016  Roberta Buscherini
Staffetta generazionale nel Pubblico Impiego: come approfittarne?
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Risultano rilevanti le modifiche introdotte dalla Legge Madia di riforma della Pubblica Amministrazione sulla struttura del Pubblico Impiego nel nostro Paese: come affermato negli articoli precedenti, il disegno di riforma dell’intero corpo della PA ne attraversa praticamente ogni settore focalizzandosi anche su accorpamenti e ridefinizioni di istituti di disciplina giuslavorista. Tra le novità che si andranno ad elencare, particolare attenzione dovrà essere posta nei confronti del concetto di staffetta generazionale, un istituto che, seppure in maniera peculiare, si applica anche al Pubblico Impiego. Ma cerchiamo di capire come.

 

Staffetta generazionale

 

Riforma PA: cosa cambia nell’impiego pubblico

 

Tra le novità più importanti introdotte non si può non far menzione dell’accentramento dei concorsi pubblici e della possibilità per le singole amministrazioni di definire obiettivi di contenimento delle assunzioni differenziati in base agli effettivi e concreti fabbisogni. Inoltre le visite fiscali saranno investite da uno spostamento di competenza: dalle ASL transiteranno sotto il controllo dell’INPS.
Prevista inoltre non trascurabile revisione dell’orario di servizio: sarà data ai dipendenti pubblici la possibilità di fare ricorso a forme di lavoro flessibile. In questa direzione si darà inoltre vita ad una semplificazione delle norme in materia di valutazione dei dipendenti pubblici con il riconoscimento del merito e di premialità e da introduzione di nuove norme in materia di responsabilità disciplinare.

 

La staffetta generazionale nella PA

 

Il complessivo disegno di riforma della PA conferma anche l’introduzione della staffetta generazionale a costo zero per lo Stato. Di fatto il dipendente in prossimità della pensione potrà chiedere il part-time ma sarà tenuto a pagare autonomamente il differenziale di contribuzione per la pensione piena.
Ricordiamo che a livello generale (impiego privato) la staffetta generazionale è una possibilità riconosciuta dal Jobs Act (art. 41, d.lgs. 148/2015) alle imprese al fine di ridurre, mediante accordi aziendali collettivi, l’orario di lavoro dei lavoratori più anziani al fine di ampliare il numero delle assunzioni a tempo indeterminato di nuovi lavoratori.
Ora la staffetta generazionale può essere utilizzata anche nel Pubblico Impiego, ma con alcuni specifici limiti e peculiari caratteristiche (che la rendono un po’ più penalizzante rispetto a quella applicabile ai lavoratori dipendenti impiegati nel settore privato). Si tratta di una misura che entrerà a regime però solo una volta che l’esecutivo avrà esercitato e pertanto avanti la delega attribuita.

 

La staffetta generazionale nel Pubblico Impiego: di cosa si tratta

 

Il testo del disegno di riforma della Pubblica Amministrazione stabilisce in questa direzione la facoltà, per le amministrazioni pubbliche, di incentivare la fondamentale pratica del ricambio generazionale attraverso una calibrata riduzione su base volontaria e non revocabile dell’orario di lavoro e della retribuzione del personale in procinto di essere collocato a riposo. Rimane, attraverso tale procedura, la possibilità di conseguire l’invarianza della contribuzione previdenziale (effettuando la contribuzione volontaria) consentendo contemporaneamente (rimanendo entro i limiti delle risorse) l’assunzione anticipata di nuovo personale, nel rispetto della normativa vigente in materia di vincoli assunzionali. Un meccanismo virtuoso pertanto, che permette di inserire nuova forza lavoro (giovane) all’interno del settore pubblico, contemperando tale fondamentale esigenza con una “exit strategy” dignitosa e non troppo penalizzante per coloro che possono andare in pensione. Il dipendente pubblico (che lo vorrà) potrà quindi chiedere il part-time (con riduzione di base oraria e retribuzione), pagandosi il differenziale dei contributi al fine per garantirsi l’invarianza dell’importo della pensione.

 

Fonti: pensionioggi.it, Sole24Ore

 

Patrizia Caroli

 

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