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Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al mese dicembre, 2016

mer, dic 7, 2016  Valentina
Carabinieri e Uranio Impoverito. Continua la guerra per le vittime dello Stato
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Fonte: ilmessaggero.it

Fonte: ilmessaggero.it

45 anni. Carabiniere. Inviato nel 2000 in Bosnia Herzegovina pe runa missione di pace. Pochi anni dopo ecco che bussa alla porta. Anche alla sua. Ennesimo anello di una catena non possibile da quantificare, ma tremendamente lunga. Quella delle vittime dell’esposizione alle polveri di uranio impoverito.

 

L’appuntato scelto dei carabinieri aveva avviato la causa di lavoro, ma il tumore non gli ha lasciato il tempo di portarla a termine. Lo faranno i suoi familiari per lui. La vedova e suo figlio infatti, assistiti dall’avvocato Luca Bertagnolio, hanno lavorato per la riammissione alla causa, la quale era stata interrotta per sopraggiunta morte del richiedente.

 

 

 

Carabinieri e uranio impoverito. Una sentenza sta spianando la strada

 

 

 

La prima udienza si sarebbe dovuta svolgere in data 30 novembre, ma in aula non si presentato il rappresentante legale del ministero dell’interno, pertanto il provvedimento è stato rinviato al 30 marzo prossimo.

 

In attesa delle discussioni in aula, una buona notizia però arriva. È di pochi giorni fa infatti una sentenza delle sezioni unite della cassazione che dà di fatto il là ai risarcimenti dei confronti dei militari che hanno prestato servizio nelle zone a rischio. A questo punto non sarà quindi necessario provare il nesso causale tra malattia ed esposizione all’uranio, basterà invece provare l’esposizione alle polveri tossiche, impresa ben più semplice.

 

Nella sentenza, legata alla storia di un carabiniere scelto, affetto da carcinoma papillifero del lobo tiroideo, in servizio alla Legione Lombardia in Kosovo tra il 2002 e il 2003, si parla di “piena responsabilità dell’amministrazione intimata per la gravissima patologia, derivante da causa di servizio […] danni causati per avere impiegato il militare in una missione nel Kosovo durata più di quattro mesi, senza l’adozione di alcuna protezione specifica”.

 

Su questo caso il Tar di Milano ha riconosciuto le ragioni del militare, richiedendo l’esecuzione della sentenza che abbiamo appena citato, la quale prevede per la vittima la liquidazione di un risarcimento di 350 mila euro ai danni del ministero della difesa.

 

 

 

 

Fonte: nonsolomarescialli / ilfattoquotidiano

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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mar, dic 6, 2016  Valentina
Bonus Docenti. Arrivato Il Decreto
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Fonte: giacinto. org

Fonte: giacinto. org

È stato finalmente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il DPCM che disciplina le modalità di assegnazione e utilizzo della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docenti di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2016 2017.

 

Il decreto ribadisce il valore nominale della carta, di importo pari a 500 euro, i cui beneficiari sono tutti i docenti di ruolo a tempo indeterminato sia a tempo pieno che a tempo parziale. Vediamo insieme quali sono i passi da fare per l’attivazione della carta.

 

 

 

Bonus Docenti. Come fare

 

 

 

Prima di tutto precisiamo che non sono previste scadenze, pertanto i docenti potranno registrarsi quando lo riterranno opportuno, l’importante è che la registrazione avvenga entro il mese di agosto 2017, chiaramente all’interno dell’anno scolastico in corso.

 

Per poter effettuare la registrazione sulla piattaforma, bisognerà essere in possesso delle credenziali SPID, rilasciate solo da enti autorizzati come Poste Italiane, InfoCert, Tim e Sielte. Per accedere alla piattaforma è necessario digitare questo indirizzo: http://cartadeldocente.istruzione.it/.

Una volta entrati, ci si troverà davanti al pulsante “Entra con SPID”, con il quale selezionare l’Identity Provider utilizzato per l’ottenimento del delle credenziali SPID.

A questo punto verrà richiesto un codice di sicurezza OIT, inviato in tempo reale secondo la modalità prevista dall’Identity Provider.

Verrà infine richiesto il consenso per poter inviare i propri dati personali al fornitore di servizi. Una volta dato il proprio consenso si apre la pagina per l’utilizzazione dei buoni necessari alla fruizione dei famigerati 500 euro.

 

Nella stessa pagina c’è anche una voce che recita “dove spendere i buoni”, nella quale viene riportato un elenco di tutte le strutture, gli esercizi e gli enti di formazione abilitati ad accettare la carta. Se si clicca sul pulsante “crea buono” si potrà scegliere se acquistare di persona oppure on line; da questo punto in avanti inizia la vera e propria scelta per lo sfruttamento del bonus. Nella pagina “Inizia a usare Carta del Docente e crea il tuo primo buono”, si può monitorare l’importo disponibile, i buoni creati e utilizzati e i buoni non ancora spesi.

Per Assistenza tecnica il numero da comporre è 800.863.119, da lunedì a sabato – dalle 08.00 alle 20.00.

 

 

 

Bonus Docenti. Cose da sapere

 

 

 

 

 

Alcune precisazioni, al di là delle modalità pratiche è necessario sottolinearle però. Prima di tutto precisiamo che i buoni generati ma che non vengono spesi non provocano variazioni dell’importo disponibile e che se non si spende l’intero bonus nell’arco dell’anno scolastico, la parte rimanente andrà sommata alle risorse disponibili nella successiva emissione del bonus. In sintesi non andranno perse.

 

Per tutti quei docenti che avevano iniziato a utilizzare il loro bonus prima della sua erogazione, ovvero nel periodo compreso tra il primo settembre e il 30 novembre, dovranno rendicontare le spese direttamente alle istituzioni scolastiche che provvederanno all’erogazione.

 

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola /tecnichedellascuola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Valentina stipa

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lun, dic 5, 2016  Valentina
Polizia Penitenziaria. Nessun emendamento per incentivare assunzioni
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Fonte: cerchioblu.org

Fonte: cerchioblu.org

“La parola sicurezza è solo una promessa elettorale agitata per ottenere voti, ma quando si può fare qualcosa nel concreto Renzi e compagni lasciano sguarnite le carceri italiane di agenti. Poi ci meravigliamo delle continue evasioni e provano a scaricare la colpa sugli operatori della sicurezza che ormai sono allo stremo delle forze e della pazienza. Si nega a giovani preparati e vincitori di concorso, attraverso lo scorrimento delle graduatorie, di riempirei i vuoti di organico della Polizia Penitenziaria”.

 

 

È questa la rabbiosa reazione del capogruppo della commissione Giustizia Vittorio Ferraresi, in seguito alla bocciatura da parte del governo degli emendamenti che avrebbero permesso l’assunzione di quasi 900 risorse per la polizia penitenziaria e oltre 100 per il DAP.

Impedire nuove assunzioni è una colpa grave, così si fa perdere sempre di più credibilità al sistema Giustizia in Italia”. Carica ferraresi.

 

 

Polizia Penitenziaria. E intanto i suicidi aumentano tra gli agenti

 

 

E intanto in carcere si muore. Ma non muoiono solo i detenuti. Nella più assoluta e silenziosa indifferenza a morire sono sempre più spesso gli agenti. E sono proprio loro che gridano aiuto, che urlano la loro disperazione. Ma nessuno accogli la loro disperazione.

 

 

Adesso basta. Non possiamo più leggere freddi comunicati nei quali si esprime cordoglio, cercando la causa del suicidio altrove, purché non emerga il nesso tra il lavoro e il rischio suicidario; facendo capire all’opinione pubblica che comunque l’ambiente carcerario non influisce minimamente sulla psiche, e che i problemi erano solo personali o familiari”. Si legge in un articolo scritto proprio da un agente.

 

 

Perché in carcere ci sono anche loro. E chi legittimamente si prodiga per rendere gli istituti penitenziari dei luoghi più civili e più vivibili, nei quali i detenuti possano trascorrere le loro giornate in modo tranquillo e dignitoso dovrebbe non dimenticarsi che dentro quelle stesse mura ci sono anche loro.

Quei baschi blu, con la divisa scura, lo sguardo duro e gli attenti. Un esercito di quelle che qualcuno chiamò “guardie bigotte” senza un comandante, alla deriva più totale.

 

 

Polizia Penitenziaria. E’ uno stallo che non può durare

 

 

Ed ecco allora che quando iniziative politiche – rarissime – non trovano il plauso delle stesse istituzioni da cui nascono, l’amaro in bocca è davvero impossibile da mandare giù.

L’aumento dei suicidi tra gli agenti di polizia penitenziaria è un fatto. Reale. Drammatico. In crescita. Di cui nessuno sembra volersi fare carico.

 

Fino a quando mi chiedo? Fino a quando si potrà ignorare? Fino a quando ci si potrà permettere di investire energie in celle migliori e soffioni della doccia nuovi, invece che in risorse umane?  È una domanda che per ora una risposta non ce l’ha. Se la stanno ponendo davvero in pochi. Troppo pochi. E troppo poco potenti.

 

 

 

 

Fonte: poliziapenitenziaria

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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gio, dic 1, 2016  Valentina
Contratto Scuola. Sempre più vicino?
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Fonte: lapresse.it

Fonte: lapresse.it

Questo accordo non s’ha da fare. Una via dimezzo tra le richieste dei sindacati di categoria e le concessioni del ministro Madia proprio non si riesce a trovare. Il tema è chiaramente quello dei contratti di lavoro dei dipendenti pubblici e dei relativi aumenti di retribuzione, con particolare attenzione al settore scuola.
Le intenzioni del ministero sono chiare e vertono principalmente su 4 punti focali: “una riforma fatta insieme ai lavoratori del pubblico impiego, l’impegno sulle risorse, il superamento di una logica punitiva e ideologica e la messa a punto di obiettivi trasparenti e misurabili per aiutare a valorizzare il pubblico impiego”.

 

 

Gli incontri organizzati con le sigle sindacali sono finalizzati al raggiungimento di un accordo definitivo. O almeno ad avvicinarsi a questo obiettivo quanto più possibile.

Contratto Scuola. I nodi da scogliere

 

 

 

Se in tema di aumenti di retribuzione forse ci si sta avvicinando a una tregua, il vero pugno di ferro rimane quello della durata del contratto poiché è già chiaro che le risorse insufflate con la legge di stabilità del 2017 non garantiscono una copertura completa.
Altro nodo da sciogliere anche quello della Riforma Brunetta, ovvero l’elargizione di premi ai dipendenti più meritevoli.
Se tra i tavoli dirigenziali si discute di accordo, in piazza si protesta. Gli annunci erano stati fatti da molto tempo e alla fine il 25 novembre nero è arrivato. E non solo per il settore scuola.
Rimanendo nel comparto dei docenti però va sottolineato che ad aderire allo sciopero sarà il personale a tempo indeterminato e determinato, con contratti precari e atipici, per tutti i comparti, aree pubbliche e per le categorie del lavoro privato e cooperativo.

Contratto Scuola. L’obiettivo comunque si avvicina

 

 

 

Da discutere dunque c’è ancora molto, ma inizia a vedersi una flebile luce in fondo a questo tunnel di malcontento.
Non ci si può nascondere: la volontà di chiudere definitivamente questo capito non prescinde dal referendum del 4 dicembre, è palese.

 

 

Il governo ha bisogno di energie extra per affrontare quell’appuntamento con il popolo italiano. Per questo si piega, in parte e dove conviene, per chiudere se non capitoli, almeno paragrafi, ancora in sospeso con le parti sociali.

 
Fonte: blastingnews /ilsussidiario /forexinfo

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

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