Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 
dom, nov 3, 2013  Ranalli

tasferimenti-scuola-primariaQuella dei trasferimenti scuola primaria alias mobilità è una peculiarità che riguarda in forma esclusiva il mondo della scuola. Così come per tutti gli ordini di scuola i docenti della scuola primaria possono produrre domanda di trasferimento o altrimenti detto mobilità una volta all’anno . In generale questo avviene nel mese di gennaio, questo è il mese entro il quale viene pubblicata la relativa ordinanza.

Ogni anno la parte pubblica unitamente alle organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative sottoscrivono un contratto collettivo nazionale integrativo CCNI con il quale si stabiliscono i criteri per poter accedere e quindi ottenere la mobilità/trasferimenti scuola primaria che come gli addetti ai lavori sanno può essere di tipo professionale provinciale ed interprovinciale.

 

Trasferimenti Scuola Primaria: La domanda di trasferimento

 

Una volta prodotta la domanda di trasferimento che da qualche anno a questa parte avviene solo ed esclusivamente per via telematica, ragion per cui ogni docente con nomina a tempo indeterminato deve iscriversi su istante on line del ministero della pubblica istruzione, università e ricerca, previo riconoscimento di una qualsiasi istituzione scolastica ma in generale trattasi della scuola di servizio, i centri amministrativi operanti presso gli uffici scolastici regionali (CSA) stilano una graduatoria provvisoria e dopo aver acquisito eventuali ricorsi o errori materiali, quella definitiva.

Ricordo che la domanda di mobilità è prevista anche per i docenti di religione cattolica con nomina a tempo indeterminato , ma per costoro non è ancora previsto l’invio on line della domanda ma solo quello cartaceo.

 

Trasferimenti scuola primaria: Ricordo ancora che è facoltà dei CSA rettificare le graduatorie anche in presenza di graduatorie definitive di trasferimento ove mai riscontrassero delle inesattezze, delle incongruenze, il docente una volta ottenuto il trasferimento viene convocato dalla scuola di servizio che gli notifica il provvedimento di trasferimento con il relativo punteggio.

 

 l Trasferimenti Scuola Primaria in ambito provinciale

 

Il trasferimento provinciale è quello che riguarda la possibilità di trasferirsi nell’ambito della provincia ( quindi riguarda ogni comune della provincia) quello interprovinciale riguarda tutte le province d’Italia quindi lo spostamento da una regione ad un’ altra ed infine il trasferimento professionale che consente la possibilità di insegnare su altro ruolo o classe di concorso.

 

Giova ricordare che il trasferimento scuola primaria anche se non ottenuto non obbliga il docente a restare sulla stessa scuola di servizio.

 

Infatti una volta esaurita questa fase il docente a tempo indeterminato può chiedere l’utilizzazione o l’assegnazione provvisoria. La differenza tra i due istituti consiste nel fatto che il trasferimento è definitivo mentre l’utilizzazione provvisoria sono istituti contrattuali a tempo ovvero con valenza di un anno scaduto il quale si rientra nella scuola di servizio.

 

 I Trasferimenti Scuola Primaria: Le Graduatorie

 

 

La graduatoria che viene stilata dai centri servizi amministrativi operanti presso gli uffici scolastici regionali ovviamente tiene conto del possesso di tutta una serie di requisiti che poi vanno a determinare il punteggio finale.

 

Ovviamente contano i titoli di servizio ( servizio di ruolo e pre-ruolo , servizio svolto su piccole isole, in montagna ecc ecc) , i titoli familiari ( figli, ricongiungimento al coniuge ecc ecc) ed infine titoli generali ( titoli di studio, abilitazioni, corsi ed altro).

 

In genere quanti sono titolari di legge 104/92, ovvero affetti da gravi patologie, emodializzati ecc  hanno una tutela fondamentale per ottenere la mobilità.

 

 

GIANCARLO RANALLI

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
gio, gen 31, 2013  Patrizia Caroli

Trasferimenti Scuola 2013: blocco quinquennale interprovinciale, ma non per tutti, inserito dall’articolo 9 comma 21 della legge n.106 / 2011.

 

Nuova Legge per i Trasferimenti Scuola 2013

 

L’articolo 9, comma 21, menzionato precedentemente prevede che “I docenti destinatari di nomina a tempo indeterminato decorrente dall’anno scolastico 2011/2012 possono chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria o l’utilizzazione in altra provincia dopo cinque anni di effettivo servizio nella provincia di titolarità”.

Questo significa che gli insegnanti che sono stati assunti a partire dal 2011/2012 oppure dal 2012/2013 non possono chiedere trasferimenti scuola 2013 ad un’altra provincia, ovvero sono bloccati nella provincia di titolarità, senza possibilità di avvicinarsi alla famiglia. I docenti che invece, hanno ottenuto l’immissione in ruolo, dall’1/9/2010 o anni precedenti, possono tranquillamente presentare domanda di mobilità o trasferimenti scuola 2013 interprovinciali compilando i relativi allegati da inserire dopo nella domanda.

La legge però, include alcune eccezioni nelle quali il blocco per i trasferimenti scuola 2013 non è applicabile.

 

Trasferimenti Scuola 2013: Eccezioni alla Legge

 

La legge e il blocco provinciale non sono applicabili ai docenti di ruolo, ovvero con un contratto a tempo indeterminato,  negli anni 2011/2012, 2012/2013, con diritto ad usufruire delle precedenze di cui all’art. 7, comma 1, punti I), III) e V) dell’ipotesi di contratto. Nello specifico:

-          docenti non vedenti,

-          emodializzati

-          insegnanti con necessità di cure mediche continuative

-          insegnanti con coniugi o figli disabili a carico

 

La legge non protegge invece ai docenti con genitori disabili in situazione di gravità, in questo caso gli insegnanti sono tenuti a rispettare la normativa e non possono accedere a trasferimenti scuola 2013 in province diverse a quella di titolarità. In ogni caso, avranno diritto a precedenza tra province diverse esclusivamente nelle operazioni di trasferimento annuale, ovvero nella fase di utilizzazione e/o assegnazione provvisoria.

 

Domanda di Trasferimenti Scuola 2013

 

Quest’anno le domande di trasferimenti scuola 2013 e mobilità docenti, vanno realizzate unicamente tramite Internet, con il servizio d’istanze online del Ministero dell’Istruzione. Per utilizzare il servizio è necessario registrarsi. Ecco qui la guida per la registrazione:

 

trasferimenti scuola 2013

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Tecnica della Scuola / Miur

 

 

 

 

Patrizia Caroli

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mar, giu 27, 2017  Valentina

Fonte: newspedia.it

Pochi giorni fa la polemica che il numero di bocciati al concorso indetto dal ministero per entrare di ruolo a insegnare nelle scuole materne ed elementari.  Oggi una nuova polemica nel mondo della scuola.

 

E c’è da dire grazie a quei severi commissari che hanno rimandati a casa centinaia di candidati. Perché di fatto a settembre prossimo solo 1 vincitore su 10 potrà davvero avere accesso al posto fisso promesso. E per tutti gli altri? Inizia una logorante attesa. Con la premessa che la validità delle graduatorie non potrà andare oltre i 26 mesi.

 

Ma come è possibile? E pensare che al momento della polemica sul numero tropo elevato di bocciati, qualcuno sorrise miseramente, pensando che in alcune regioni avevano superato la prova scritta un numero di candidati inferiore al numero dei posti messi in palio. E allora? Cosa è successo?

 

 

 

Assunzioni Scuola. Come siamo arrivati fino a qui

 

 

 

Facciamo un passo indietro per capire meglio la situazione attuale.

Il concorso ha messo in palio un numero complessivo di cattedre pari a 17.299 da suddividere nel triennio di validità delle graduatorie. Peccato però che lo scorso anno le cose non siano andate come dovevano.

 

Nonostante il bando prevedesse una validità triennale delle graduatorie, nessuno dei candidati che ha superato con successo le prove, è stato assunto. La motivazione del flop è legata all’enorme numero di candidati da inserire nel corpo docenti che hanno fatto slittare tutte le procedure regionali oltre la scadenza del primo settembre scorso.

 

Quindi facendo un conto approssimativo, con lo slittamento dello scorso anno, il fabbisogno di cattedre dovrebbe aggirarsi intorno alle 8500. Il numero invece di quelle disponibili, tenendo presente pensionamenti e trasferimenti, non supera i 3600, delle quali, la metà vanno di diritti ai precari. Quindi la disposizione reale dei posti è di meno di 1800. Uno ogni dieci appunto.

 

 

 

Assunzioni scuola. Le reazioni della scuola

 

 

 

 

La reazione di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, a questa notizie è chiaramente forte: “che senso ha superare una selezione ferrea e poi ritrovarsi con un pugno di mosche in mano pur in presenza di posti liberi? La mancata assunzione degli idonei penalizzerebbe anche la continuità didattica: il nuovo concorso a cattedra, che dal 2018 tornerà a essere aperto a tutti i laureati, porterà in ruolo i docenti a titolo definitivo non prima del 2022”.

 

Nonostante il quadro che emerge dopo questi numeri sia drammatico, per dovere di cronaca va precisato che il triennio di validità delle graduatorie è diverso da regione a regione.

 

 

 

 

Fonte: repubblica

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
gio, giu 1, 2017  Valentina
Fonte: newspedia.it

Fonte: newspedia.it

È il risultato del braccio di ferro tra ministro dell’istruzione e quello dell’economia, i quali all’unisono hanno annunciato che entro settembre ci saranno 15mila cattedre definitive che fino ad oggi sono state coperte da supplenze; a queste si aggiungono anche le 21mila rimaste libere per pensionamenti e 16 già vacanti da prima.

 

 

La suddivisione, per la precisine verrà in questo modo: il 60% saranno nuove assunzioni, il 30 % trasferimenti e il 10 % passaggi di cattedra e di ruolo.

Questo massiccio progetto di assunzioni sarà finanziato da quasi 540 milioni di euro.

 

 

 

 

Scuola. Come avverranno le assunzioni

 

 

 

 

 

Le assunzioni di cui stiamo parlando saranno tutte a tempo indeterminato e verranno scaglionate come segue:

 

• Il 9 giugno 2017 partiranno le assunzioni per le scuole primarie;

 

 

• Il 19 luglio 2017 inizieranno le assunzioni per le scuole d’infanzia;

 

 

• Il 4 Luglio 2017 sarà la volta delle scuole secondarie di primo grado;

 

 

• Il 20 luglio 2017 termineranno le assunzioni per le scuole secondarie di secondo grado.

 

 

 

Alla fine di questo primo step, si parte con le vere e proprie immissioni in ruolo. I pensionamenti hanno certamente giocato un ruolo fondamentale in questa partita, garantendo quasi 21.000 posti.

 

 

 

 

Scuola. Soddisfazione piena di tutte le parti in causa

 

 

 

Come spiega bene Salvo Intravaia sul sito di repubblica, questo risultato è frutto di uno scontro tutt’altro che  facile. “Il Mef conteggiava in meno di 10mila le cattedre da stabilizzare, mentre il Miur ne chiedeva 25mila. Alla fine saranno poco più di 15mila che sommate agli oltre 20mila pensionamenti e ai 16mila posti liberi determinano un contingente di oltre 51mila posti. Ma il grosso sarà al Nord e per le migliaia di docenti meridionali “costretti” ad accettare una cattedra nelle regioni settentrionali attraverso il piano straordinario previsto dalla Buona scuola le speranze di un rapido ritorno a casa si affievoliscono”.

 

 

L’entusiasmo del ministro fedeli alla notizia di questo accordo è stato massimo: “Trasformare ciò che oggi è organico di fatto in organico di diritto significa scegliere di continuare a investire sulla qualità della formazione delle e dei docenti, mettendo al centro gli interessi di studentesse e studenti, famiglie, insegnanti. L’obiettivo adesso è quello di garantire a studentesse e studenti di trovare tutte le docenti e tutti i docenti in cattedra a settembre fin dal primo giorno di scuola”.

 

 

 

 

 

 

Fonte: repubblica / lavoroediritti

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
lun, ott 3, 2016  Valentina
Fonte: gildavenezia.it

Fonte: gildavenezia.it

Sulla mobilità dei docenti si doveva essere un po’ più bravi e che si è sbagliato un po’ troppo. Non tutte le ciambelle riescono col buco”. E’ quanto dichiarato dal premier Renzi ai microfono di Radio 105. Per molti – quasi tutti i soggetti coinvolti a dire il vero – queste parole sono un eufemismo rispetto al vero disastro che la Buona Scuola rappresenta e ha rappresentato fino ad oggi.
Alla luce di questo mea culpa i sindacati insorgono. “Vediamo se ci sarà la volontà politica di mettere a posto le cose e di ripristinare i diritti delle persone” tuona Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola.

 

 

 

 

Mobilità Scuola.  Le Uniche Certezze

 

 

 

Che sia stato fatto un mezzo disastro con questa riforma ormai è lampante. Altrettanto lampante è che uno degli ambiti più critici è quello della mobilità.

A questo punto non rimane che cercare di capire cosa accadrà e quali regole si dovranno se4guire per le domande di mobilità nel biennio 2017-2018.
Il punto di partenza rimane senza dubbio l’articolo 3 comma 1: a partire dal presente anno scolastico 2016/7 il personale che presenta domanda di mobilità viene assegnato agli ambiti territoriali.
Per l’anno in corso in realtà però tutti gli insegnanti immessi in ruolo entro l’anno scolastico 2014/2015, che hanno chiesto il trasferimento su altra sede hanno potuto usufruire ancora delle norme di salvaguardia previste dal contratto, evitando l’assegnazione su ambito territoriale e mantenendo quella su scuola, come previsto dal comma 73 dell’articolo 1 della legge 107.
Le prossime operazioni di mobilità invece dovranno svolgersi su base territoriale e per chiamata diretta. Pertanto i docenti potranno chiedere il trasferimento, presentando domanda volontaria all’interno di ambiti appartenenti alla stessa provincia, poiché l’assegnazione d’ufficio o la chiamata diretta di fatto impediscono la domanda di trasferimento interprovinciale.

 

 

 

Mobilità Scuola 2016 – 2017. I Moniti Del Presidente Mattarella

 

 

 

 

 

E pensare che il monito ad agire per il bene comune arriva direttamente anche dal presidente della repubblica che proprio durante l’inaugurazione ufficiale dell’anno scolastico fa un invito preciso: “alle forze politiche che quotidianamente si fronteggiano, in Parlamento o nella società vorrei chiedere non certo di rinunciare ai propri punti di vista sulla scuola, ma di impegnare positivamente l’attenzione più alta ai suoi problemi e alla sua specificità (…) non avremo forte crescita dell’occupazione, senza un sistema formativo sempre più efficiente e non avremo una società migliore senza una scuola che migliori costantemente”.

 

 

Il presidente non lesina critiche forti al governo e riconosce come sia “giusto, anzi è doveroso, denunciare carenze, limiti, problemi, che riguardano così da vicino la condizione e il futuro dei nostri ragazzi (…) e sollecitare attenzione e rivendicare diritti” ma “dobbiamo auspicare che l’analisi realistica delle difficoltà che incontra il sistema scolastico non si trasformi né in rassegnazione né in pregiudiziale pessimismo”.

 

 

 

 

 

 

Fonte: blastingnews / orizzontescuola / ilsole24ore / tecnicadellascuola

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest