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A scuola, ci stà uno schiaffo?



A scuola, ci stà uno schiaffo?
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Ieri leggevo sui giornali che una maestra di Bari è indagata per presunti maltrattamenti su un suo alunno di nove anni. Sembra che sia stato il bambino a raccontare i fatti alla mamma e questa ha denunciato l’insegnante. Il bambino, di nazionalità cinese, dopo l’episodio accaduto lo scorso mese di ottobre, è stato ricoverato in ospedale nel quale un medico ha confermato i presunti maltrattamenti.
Questa notizia mi ha fatto pensare. La prima cosa da fare è condannare assolutamente la violenza nelle aule, questi episodi devono essere denunziati, indagati e condannati dalla giustizia. Detto ciò però, c’è una riflessione da fare. I docenti ad oggi non sono come una volta, in merito alla propria figura del docente. Anni fa gli insegnanti erano considerati figure molto importanti nell’educazione dei bambini, non solo per quello che riguarda la parte accademica ma anche nel senso di rispetto, disciplina e civiltà. I genitori delegavano parte del loro potere ai maestri e docenti, nel mestiere di crescere i bambini, in quanto gli insegnanti passano più tempo con i loro figli che i genitori stessi.
Quando io ero piccola, uno schiaffo non era niente di sbagliato né era un problema. In alcune occasioni riconosco di averlo meritato, e in quel momento lì, mi ha fatto riflettere su quello che avevo fatto e ho imparato.
Oggi non è così. Gli insegnanti non hanno, da parte della società in generale, il rispetto che meritano. Vengono screditati e contrariati dai genitori davanti ai bambini e, per tanto, la loro parola perde forza.
Se un insegnante sgrida un alunno il giorno dopo il padre và a scuola per chiedere delle spiegazioni.
Non cerco di dire che bisogna picchiare i bambini, questo assolutamente no, ma penso che per avere la disciplina giusta e crescere con un adeguato carattere bisogna ricevere qualche sgridata (non è una aggressione). Alcune volte è necessario che i genitori stiano da parte e pensino anche che forse, il racconto del bambino, non è dal tutto obbiettivo. Non lo so, voi cosa ne dite?

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5 Commenti a “A scuola, ci stà uno schiaffo?”

  1. Michaela Milano Says:

    È un argomento delicato e sono d’accordo con te. No a la violenza nelle aule, se un insegnante non è capace di guadagnarsi il rispetto dei suoi alunni deve fare un altro mestiere. Ma è vero che i genitori devono imparare a fidarsi anche dei docenti. È importante per migliorare l’educazione dei bambini.

  2. Sergio Palermo Says:

    Non si può colpire ai bambini mai!!!!

  3. Ale Says:

    io faccio l’insegnante da 17 anni, non voglio giustificare nessuno….. ma a sentir parlare voi sembra che i ragazzi di oggi sono tutti santi. Ma per favore!!!!!! i genitori di oggi non sanno educare i propri figli e speso pretendono dagli insegnanti cose che dovrebbero fare loro a casa. Siamo alle solite

  4. Denise Says:

    Uno schiaffo ci sta perché alcune volte è l’unico modo di capire la differenza fra quello che sta bene e quello che non sta bene, è necessario per imparare. A noi hanno sempre dato delle grandi sberle e siamo venuti su bene. Certo che non si può esagerare, una volta erano esagerati i maestri. Mia mamma diceva al mio maestro di darmi uno schiaffo se lo meritavo, era proprio lei a chiederlo, guardate quanto sono cambiate le cose.

  5. Carlos Says:

    I genitori non hanno più tempo né voglia di educare i bambini, così non andiamo mica bene. Sono davvero da domesticare e non hanno più rispetto di nessuno. Questo è un lavoro che devono fare i genitori e no gli insegnanti.

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