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Archivi per la categoria 'Aeronautica Militare'

mer, set 25, 2013  Valentina
Forze Armate. A Che Punto Siamo?
5 (100%) 2 Vota Questo Articolo

 

Stabilità e forza sono due caratteristiche dalle quali non si può prescindere oggi, poiché il nostro è “un mondo in transizione“, come lo ha definito il Segretario Generale della NATO Anders Fogh Rasmussen durante un incontro a Bruxelles, finalizzato a capire e rivedere il futuro della NATO e il suo rapporto con l’Unione Europea, anche alla luce delle vicende internazionali che si stagliano all’orizzonte, non ultima quella della Siria.

 

forze armate

La precaria situazione di lavoro delle forze armate italiane rischia di esplodere se le istituzioni non porranno rimedio entro breve tempo.

Dopo l’11 settembre il ruolo delle forze armate è inevitabilmente cambiato, perché è cambiato il mondo e il nostro modo di viverlo. Per questo è fondamentale non trascurarle, garantendo loro, già dall’interno dei singoli paesi, stabilità e sicurezza del ruolo nel rispetto delle specificità professionali.

 

Questo tema In Italia è dibattuto e sentito da molti mesi, anni forse ma siamo ancora a un nulla di fatto. In realtà accusare le istituzioni di non occuparsi del comparto difesa sarebbe un errore. È di pochi giorni fa ad esempio la trasmissione alle camere del decreto interministeriale dello Sviluppo dell’Economia e Finanze e della Difesa per l’acquisto di 15 elicotteri Combat-SAR AW-101, destinati all’aeronautica militare per migliorare le operazioni di Ricerca e Soccorso e anche l’acquisto di un sistema informativo per il controllo del Territorio per l’Arma dei Carabinieri. Totale costo: 375 milioni, di cui 275 per gli elicotteri realizzati da Augusta WestLand spa e 100 milioni per il sistema di controllo del territorio realizzato da Selex Es Spa, entrambi del gruppo Finmeccanica .

 

Ora guardando i numeri e considerando i blocchi stipendiali e di avanzamento, i mezzi quotidiani in dotazione a buona parte delle forze dell’ordine e lo stato degli uffici, si rimane perplessi: se la priorità è valorizzare e far lavorare nel migliore dei modi le forze armate, affinché mantengano un equilibrio precario all’interno del nostro paese, evitando scontri di piazza e alte tensioni sociali, sarà proprio la scelta giusta dirottare oltre 300 milioni di euro in mezzi, seppure importanti? Non sarebbe il caso di investire sulle risorse umane e sul miglioramento della loro condizione lavorativa?   E’ una domanda lecita che non trova al momento risposta. Forse lo sciopero generale che avverrà tra qualche giorno potrebbe smuovere gli animi. Lo speriamo in molti.

 

I fatti però dicono, a dispetto di quello che vuole l’Europa e di quello che chiede la NATO, che l’Italia trascura i militari e investe in mezzi. Promette cambiamenti, ma di fatto rimane in questa eterna fase di stallo. Questa situazione non potrà però durare in eterno, perché il rischio che chi dovrebbe schierarsi per evitare violente tensioni sociali si trasformi in chi, queste tensioni, le crea e le cavalca inizia a farsi alto. Questo sarebbe davvero un bel guaio per tutti. E gli elicotteri e l’informatica non ci salverebbero di certo.

 

 

Fonte: ilnuovogiornaledeimilitari / grnet / tuscania.nissolinocorsi

 

 

Valentina Stipa

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mer, feb 13, 2013  Patrizia Caroli
Concorsi Accademia Navale: Come Preparare le Prove Scritte?
4.1 (81.94%) 31 Vota Questo Articolo

Concorsi Accademia Navale.

Vuoi fare parte della famiglia marinara? Ora puoi esercitarti a casa, tramite Internet, per presentarti ai concorsi accademia navale e superare le prove di cultura generale per accedere all’Accademia Navale di Livorno.

Le prove dei concorsi accademia navale sono previste dal 11 al 20 marzo 2013, presso il Centro di Selezione della Marina Militare, ad Ancona. Ed è possibile presentare le domande fino al 28 febbraio.

 

Concorsi Accademia Navale: Concorso in atto

 

E’ in atto il concorso, per esami, per l’ammissione di allievi ufficiali alla prima classe dei corsi normali dell’Accademia Militare, Navale e Aeronautica, per la formazione degli ufficiali, anno 2013 / 2014.

I 98 posti disponibili, nei concorsi accademia navale, sono suddivisi in:

-          57 posti per il corpo di stato maggiore

-          16 posti per il corpo del genio navale

-          9 posti per il corpo di commissariato militare marittimo

-          8 posti per il corpo di capitanerie di Porto

-          8 per il corpo sanitario militare marittimo

 

Come preparare i test dei concorsi accademia navale

Ora è possibile esercitarsi online, per le prove scritte dei concorsi accademia navale, tramite il sito ufficiale della Marina Militare. Infatti, è stata pubblicata una simulazione della prova di cultura generale del concorso. Nel sistema di simulazione ci sono fino a 3.700 domande che vengono proposte a rotazione per il miglioramento dell’addestramento. Nello specifico, si tratta di quesiti su lingua italiana, matematica, storia, educazione civica, fisica e lingua inglese.

 

Per accedere al Training online dei concorsi accademia navale, è necessario andare su Inizia Test, in alto a sinistra. Una volta attivata la prova, sarà possibile visualizzare un cronometro che segnala il tempo per la conclusione delle prove. Per la selezione delle risposte è necessario cliccare sulla risposta scelta e controllare che questa diventi blu.

 

concorsi accademia navale

Una volta finito il test, prima della scadenza del tempo disponibile, bisogna selezionare Chiudi il test e, dopo la conferma, non sarà più possibile realizzare modifiche. Il sistema di simulazione online per le prove dei concorsi accademia navale include una calcolatrice da utilizzare durante l’addestramento ma, l’uso della calcolatrice non interrompe il cronometro.

 

 

Per ulteriori informazioni:

 

Ufficio Concorsi Accademia Navale Livorno 0586/238626 lun-ven dalle ore 10:00 alle ore 12:00

Ufficio Relazioni con il pubblico Numero Verde 800862032

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mar, gen 29, 2013  Valentina
La Difesa Non Vende Più. Congelato Oltre Un Miliardo Di Euro
1 (20%) 1 Vota Questo Articolo

La cosiddetta soluzione SGR, società di gestione del risparmio, avrebbe dovuto rimpinguare le tasche dello stato per oltre 1 miliardo e trecento milioni di euro attraverso un concorso costato quasi 25 milioni di euro atto a individuare il soggetto più consono alla gestione di tutti i beni di proprietà del ministero della difesa.

 

Con gli incassi di questa operazione l’ammiraglio Di Paola aveva garantito la rimessa in sesto di caserme, alloggi e infrastrutture del comparto sicurezza.

 

 

 

Fallito anche l’ultimo spiraglio per le casse del comparto sicurezza

Un concorso “per la valorizzazione del patrimonio immobiliare in uso all’amministrazione della Difesa mediante la costituzione di fondi comuni di investimento immobiliare ai sensi dell’articolo 314 comma 4 del decreto legislativo 66 del 2010” ovvero il codice dell’ordinamento militare firmato dall’allora ministro La Russa.

 

Che questo progetto facesse acqua lo si era capito già dal primo slittamento che avrebbe dovuto scadere lo scorso 30 maggio, poi lo scorso 31 dicembre e ora, ufficialmente dichiarato, la scadenza del concorso è stata rinviata sine die.

 

È in atto infatti una rivisitazione di questa operazione per poter mettere in piedi un “processo unitario di valorizzazione e dismissione” anche alla luce del provvedimento ministeriale che lo scorso agosto aveva rivisto l’elenco degli immobili oggetto di questo progetto.

 

Molto seccate le società, tutte con un patrimonio complessivo di almeno un miliardo di euro come previsto dalle norme del concorso, che in questa possibilità avevano già investito risorse e progetti. Il primo step avrebbe dovuto riguardare la zona di Milano, poi Torino, l’Emilia, il Triveneto e la Sicilia.

La sintesi qual è? La sintesi è sempre la stessa, un film già visto e ripetuto in più contesti. Tagli sì, ma non alle istituzioni. Il ministero della difesa per il momento non vende nessuno dei suoi immobili da esso stesso definiti “non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione”. Quindi caserme e terreni inutilizzati continueranno a cadere a pezzi e infrastrutture e luoghi in essere per il comparto sicurezza continueranno ad attendere l’arrivo dei fondi. Un’attesa che si prospetta lunga.

 

Fonti: Italiaoggi / governo / ilnuovogiornaledeimilitari / adnkronos

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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gio, gen 24, 2013  Roberta Buscherini
Polemica sugli F-35: Opposizione e Difesa
1 (20%) 1 Vota Questo Articolo

f-35L’acquisto di 80 cacciabombardieri F-35, da parte del governo italiano è stato polemico fin dall’inizio. Il motivo principale è l’esagerato costo di questi velivoli in un periodo di crisi nazionale come questo che vive il nostro paese. Le Forze Armate sono sottoposte a forti tagli di personale e d’infrastrutture e, in un panorama del genere, non viene da tutti accettato l’investimento di miliardi di euro nell’acquisto di F-35.

 

Recentemente però, abbiamo saputo che gli F-35 non sono così sicuri come ci hanno fatto credere in quanto sono a rischio fulmine e non possono volare a meno di 25 miglia di un temporale. Cosa facciamo? Diciamo ai nostri soldati in missione di stare a casa in caso di pioggia?

 

Sembra assurdo ed è proprio per quello che è stato riaperto il dibattito sull’opportunità di acquistare questi aerei oppure non farlo. Bisogna ricordare che i primi caccia arriveranno in Italia nella primavera del 2015.

 

F-35: La Difesa dell’Aeronautica Militare

 

I vertici dell’aeronautica militare difendono l’acquisto degli F-35 e considerano che sono assolutamente indispensabili per la Difesa Italiana. ”Non esistono alternative adeguate” ed esso rappresenterà ”la spina dorsale della forza aerea nazionale dei prossimi 40 anni”.

Riguardo la questione dei fulmini, i rappresentanti dell’aeronautica militare considerano che si tratta di un problema che sarà risolto a breve.

 

F-35: Opposizioni

 

Altri rappresentanti delle forze armate, insieme a la grande maggioranza dei militari, considerano che l’acquisto di 80 F-35 è inutile. Il generale Fabio Mini, ha segnalato sulla Repubblica che, questa spesa servirebbe soltanto “a far intascare soldi a pochi avventurieri e far fare carriera a qualche politico e alla sua cordata di militari”.

“Non capisco tutta la buriana sugli F- 35 – scrive Mini -, anche se sono sicuro che questo è il momento migliore per buttare tutto in politica. Ma quest’ultima polemica sulla questione dei fulmini è chiaramente strumentale. Non si può pretendere che un aereo invisibile sia anche invulnerabile o che una macchina volante che trasporta tonnellate di esplosivo non corra il rischio di esplodere in un temporale estivo. Ormai tutti sanno che l’F-35 è inferiore ai suoi concorrenti russi (e forse perfino ai cinesi) nel duello aereo, che non assicura la superiorità nemmeno per i prossimi cinque anni, non fa niente di più di un vecchio aereo nelle operazioni militari in corso, sarà già vecchio per quelle del prevedibile futuro e costa una barca di quattrini”.

Il generale Mini considera che gli F-35 non sono utili per risolvere le esigenze operative delle Forze Armate italiane. In questo senso, ha spiegato che “dotarsi dell’F- 35B, la versione a decollo corto, ha giustificato l’allestimento della portaerei Cavour e viceversa. Se ora la versione B non viene costruita, saremo gli unici al mondo ad avere due portaerei senza aerei. Comprare gli F-35 ha permesso alla Nato e ai nostri strateghi di creare “falsi futuri” e inventarsi le minacce. Inoltre, spendere tanto denaro in tempo di crisi per gli aerei ha fornito la certezza che la crisi non esiste, oppure che i nostri governanti se ne fregano. In ogni caso sono certezze che di questi tempi valgono un patrimonio. E cosa si vuole di più da un onesto aereo? Di questo passo qualcuno pretenderà che voli”.

 

 

Fonte: Grnet

 

Roberta Buscherini

 

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mer, gen 23, 2013  Roberta Buscherini
F-35: A Rischio Fulmine. L’Italia ne ha ordinati 90.
3 (60%) 2 Vota Questo Articolo

Fonte: Blog global

Uno dei principali punti di polemica riguardo la riforma e i tagli nello strumento militare italiano è stato il futuro acquisto di 90 aerei di combattimento F-35 previsto dal Ministero di Difesa. Un investimento giustificato in diverse occasioni dal ministro Di Paola ma non condiviso per gli altri partiti né per la maggior parte dei militari che hanno visto ridotti fortemente i propri diritti e non capiscono a cosa servono i caccia quando il personale è sempre di meno.

 

In ogni caso, la questione è di nuovo notizia in quanto è stato scoperto, grazie ad un rapporto del Pentagono, che il F-35 è vulnerabile ai fulmini e, per tanto, non può volare a meno di 25 miglia da un temporale. In questo modo, quello che sembrava di essere l’areo di guerra più moderno al mondo, in realtà ha un grosso limite e quindi, bisognerebbe riaprire il dibattito sull’opportunità di acquistare 90 di questi caccia in un momento di crisi e tagli come questo.

 

Bisogna sottolineare che per il momento, sono stati predisposti 15 miliardi di euro che, sicuramente, non basteranno per l’acquisto previsto da Roma.

 

F-35: Sicuri o non sicuri

 

L’azienda che produce i velivoli, la Lockheed Martin, afferma che il test sulla protezione antifulmine è prevista nella fase conclusiva del programma di prove di volo e aggiunge che, ”il limite per le operazioni fissato a 25 miglia da un temporale è una distanza ritenuta sicura e ragionevole per svolgere le attività di test previste in questa fase”.

 

Gli F-35 hanno un costo esagerato e inoltre, sono pericolosi, come abbiamo appena saputo. Forse è arrivato il momento di richiamare il buonsenso e ripensare un attimo a questo investimento.

 

Tu cosa ne pensi?

 

Fonte: Tg 24

 

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