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Carabinieri: Alessandro Spadotto è stato liberato !!!!



Carabinieri: Alessandro Spadotto è stato liberato !!!!
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Il carabiniere Alessandro Spadotto è stato liberato e sta bene. L’ha detto lui in una telefonata ai suoi genitori. Alessandro ha tranquillizzato i genitori dopo questi giorni difficili e ha assicurato che rientrerà presto in Italia.

L’agenzia stampa ANSA riporta oggi le parole del ministro degli Esteri, Giulio Terzi:  “gli ho parlato. Sta bene, è in Ambasciata a Sanaa e si sta preparando a rientrare in Italia nelle prossime ore”. Spadotto, ha aggiunto, “è un italiano che indossa la stessa divisa con cui migliaia di carabinieri tengono alta la bandiera del nostro Paese non solo in patria, ma in tante aree di crisi nel mondo, dove sono rispettati e ammirati da Governi e popolazioni”.

 

Alessandro è stato rapito domenica scorsa in un negozio vicino all’Ambasciata italiana a Sanaa (capitale yemenita), dove lavora come addetto alla sicurezza. Da quel momento sono iniziate le negoziazioni tra i rapitori e rappresentanti del governo dello Yemen. La notizia del rilascio arriva in Italia dal presidente dell’associazione italo-yemenita, Arhab al Sarhi.

Emozione a San Vito al Tagliamento

Il padre di Alessandro, Augusto Spadotto, non riesce a credere che è finita: “E’ tutto vero, me lo ha confermato la Farnesina. Siamo felicissimi”. Poi, ha aggiunto un ringraziamento generale a istituzioni, paese, Arma, amici e parenti”.

 

 

Carabiniere Rapito 4 giorni

 

Da domenica ad stanotte è stato rapito Alessandro Spadotto. A 48 ore del suo rapimento però, era riuscito ad inviare un sms alla fidanzata per dirle che stava bene.

Il suo rapimento è stato dal tutto casuale. A rapirlo è stata il membro di una tribù di ribelli, gli Al-Jalal: Ali Nasser Hariqdane, questo il nome dell’uomo che, ricercato per atti di banditismo, aveva rivendicato la cattura per ottenere dal governo l’immunità e un risarcimento. L’uomo del clan tribale dei Jalal, aveva annunciato all’agenzia yemenita Maareb Press di non avere pretese nei confronti dell’Italia, ma che il rapimento dell’addetto alla sicurezza dell’Ambasciata italiana a Sanaa fosse “solo un modo per fare pressione sul governo yemenita”.

 

 

 

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