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Archivi per la categoria 'Arma dei Carabinieri'

mer, giu 14, 2017  Valentina
Carabinieri. Ruolo in evoluzione fuori dai confini
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fonte: ecoblog.it

fonte: ecoblog.it

Che i carabinieri svolgano un ruolo importante è una banalità che nessuno può smentire. Di sicuro in questo periodo storico, alcun ruoli all’interno dell’arma hanno assunto un compito fondamentale e da semplici rappresentanze stanno diventando strategici.

 

 

Pensiamo ad esempio a quei carabinieri che garantiscono la protezione ai diplomatici italiani all’estero. Se in passato questo ruolo era relegato a quello di piantone, oggi è un compito delicato e ben più complesso. Al punto da diventare tema di una conferenza internazionale proprio alla Farnesina, il cui ospite d’onore è stato l’ambasciatore statunitense Brett McGurk, inviato speciale del presidente Usa per la lotta a Isis.

 

 

Carabinieri. Prezioso contributo alla formazione delle Polizia Locali

 

 

 

Proprio lo statunitense McGurrk non ha mancato di sottolineare l’importanza delle nostre forze armate in tema di addestramento delle polizie locali che “in Iraq hanno formato ad altissimi livelli una buona parte degli 85mila uomini che stanno combattendo coraggiosamente contro i terroristi”.

 

 

L’addestramento delle forze armate locali è proprio la punta di diamante della nostra Benemerita all’estero e dobbiamo andarne fieri, secondo il ministro degli steri Angelino Alfano: “i carabinieri sono un’eccellenza riconosciuta nel mondo e una componente fondamentale della nostra politica estera”; dal dicastero della difesa, il ministro Pinotti aggiunge ancora lodi: “la riconquista del territorio al Califfato è un’esperienza di successo, ma sappiamo che non basterà. È fondamentale che i territori liberati siano poi effettivamente stabilizzati prima che non insorgano nuove tensioni e nuovi terrorismi, magari con nomi diversi. E nella stabilizzazione abbiamo visto che è fondamentale una polizia locale. I carabinieri, grazie alla loro peculiarità di essere militari ma anche polizia, capaci di gestire un territorio, ma anche pronti a proiettarsi nel mondo, sono fondamentali”.

 

 

Anche il generale Del Sette all’interno della conferenza alla Farnesina non ha mancato di ricordare l’importanza dei carabinieri all’estero: “l’Arma rappresenta (…) un’organizzazione di polizia con rango di Forza Armata che, da sempre, opera nella scena internazionale con un impegno globale, interagenzia e multidisciplinare, per assicurare l’espletamento delle funzioni sovrane, la prevenzione avanzata delle minacce e concorrendo, al tempo stesso, alla promozione del Sistema Italia”.

 

 

 

 

Fonte: Supu / esteri

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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sab, giu 10, 2017  Valentina
Carabinieri Forestali. Procedimenti Disciplinari Sospetti
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Fonte: farodiroma.it

Fonte: farodiroma.it

Non si trova pace su questo fronte. Nessuno trova pace. Questo matrimonio forzato sta degenerando ogni giorno di più e il futuro non si annuncia roseo per nessuna delle due parti, né per i carabinieri né per i forestali.
Ultima notizie delle scorse ore riguarda presunti provvedimenti disciplinari e spostamenti discutibili ai danni di alcuni agenti ex forestali appartenenti ai sindacati di categoria. Sindacati defunti insieme al defunto corpo forestale.

 

 

 

Carabinieri Forestali. Deriva poco trasparente

 
L’allarme viene lanciato dalle pagine di un social da un pentastellato Massimiliano Bernini e subito raccolto con estrema preoccupazione da Luca Marco Comellini, segretario del partito dei militari.
A quanto si apprende, ma rimane tutto da confermare, alcuni neo militari sarebbero stati sottoposti ad zoni punitive per questioni riguardanti la libertà di espressione sui social. Un fatto che, se confermato, sarebbe piuttosto preoccupante, poiché si va a ledere un diritto costituzionalmente garantito, come quello della libertà di espressione.
Ritengo che il generale Del Sette, comandante dell’Arma dei carabinieri, abbia il dovere di intervenire, accertare i fatti e quindi fermare la pericolosa deriva anti democratica verso al quale inevitabilmente, s’incamminerebbero i vertici dei carabinieri forestali se proseguissero nell’azione disciplinare contro ex esponenti del mondo sindacale”. Tuona Comellini.

 

 

 

Carabinieri Forestali. Ci Si Rassegnerà Mai A Questa Unione?

Se da un lato i ricorsi contro la militarizzazione forzata e le sanzioni disciplinari mostrano i lati negativi di questa fusione, figlia della Riforma Madia e del Governo Renzi, bisogna però guardare anche il rovescio della medaglia.

 

 

Si iniziano ad inaugurare le prime caserme dei carabinieri forestali. Quella a Valle dell’Angelo, ad esempio nel Parco Nazionale del Cilento, dove, alla presenza di molte autorità, dal sindaco al Sottosegretario alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Giuseppe Castiglione, dal Vicepresidente della Commissione Ambiente, Tino Iannuzzi al Generale Antonio Ricciardi, Comandante dell’Unità per la Tutela Forestale, Ambientale ed Agroalimentare, si è aperta ufficialmente l’attività dei carabinieri forestali, i quali si occuperanno di un’area di circa 16mila ettari.
Neanche a dirlo tutti soddisfatti e propositivi all’indomani dell’inaugurazione. Poi però la medaglia torna sull’altro lato e tutto di nuovo s’incupisce…

 

 

 

 

Fonte: ondanews
 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

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gio, giu 8, 2017  Valentina
Carabinieri e Ducati. Le due ruote Italiane
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Foto: AutoMotoTube.net

Ducati è particolarmente orgogliosa di mettere a disposizione la tecnologia, lo stile e la qualità delle proprie moto all’Arma dei Carabinieri. L’Arma potrà contare sul meglio della tecnologia avanzata Made in Italy a due ruote per il segmento dual touring”.  Queste le parole Claudio Domenicali A.D. di Ducati Motor Holding, nel giorno della cerimonia di consegna di quattro Ducati Multistrada, due S e due Enduro, attraverso le quali il marchio emiliano entra ufficialmente a far parte dell’Arma dei Carabinieri.

 

 

Un evento considerato epocale a tal punto che oltre ad aver scomodato l’amministratore delegato dell’azienda di Borgo Panigale, ha visto presenziare alla cerimonia anche il Comandante Generale Tullio Del Sette, insieme ai vertici al gran completo dello Stato Maggiore dei Carabinieri.

 

 

 

Carabinieri e Ducati. Un connubio importante

 

 

La soddisfazione per questa nuova collaborazione è alta da entrambe le parti. Da parte dell’azienda per ovvi motivi di commercio e prestigio. “A nome dell’azienda che rappresento, e di tutti i lavoratori, ringrazio l’Arma dei Carabinieri per la fiducia e l’opportunità di offrire il nostro contributo al loro prezioso lavoro, combinando due eccellenze Italiane” conferma Domenicali.

 

 

Ma anche l’Arma non nasconde la propria gioia e affida tutta la soddisfazione alle parole del comandante: “legare il nome dell’Arma dei Carabinieri al prestigioso marchio Ducati, con il suo glorioso passato di tradizione e successi, costituisce un evento di grande importanza storica che, ne sono certo, darà importanti risultati già a partire dal G7 di Taormina”. E infatti il fascino del marchio Ducati ha mietuto vittime perfino trai nostri cugini d’oltreoceano proprio al G7, come aveva previsto Del Sette.

 

 

 

Carabinieri e Ducati. Ce le invidia anche L’America

 

 

 

 

La scorta del presidente americano Trump non ha potuto non ammirare i gioielli del marchio emiliano, chiamati a sostenere la sicurezza della zona. Le moto in questione chiaramente sono state dotate di apparecchiature specifiche e hanno una potenza maggiore, supportata da 160 cavalli. Hanno un’elettronica di serie senza pari: gestione della frenata, trazione e sospensioni; prevedono appositi dispositivi sonori e luminosi, radio veicolare e un’area di bordo per l’armamento di reparto.

 

 

 

 

 

Fonte: moto / adnkronos

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mer, mag 31, 2017  Valentina
Carabinieri Forestali. Come procede la convivenza
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verde

È giunto il momento di fare i primi bilanci in termini di convivenza tra l’ormai defunto corpo forestale dello stato e l’arma dei carabinieri. Una fusione imperfetta che ha creato malumori non solo nei diretti interessati ma anche in altre forze a cui sarebbero spettati di diritto alcuni vantaggi in termini di risorse, che invece sono finite nelle mani dei carabinieri, una su tutte i Vigili del fuoco.

Comunque, voluta o no, questa unione c’è stata ed è tempo di trarre le prime conclusioni su questo discusso esperimento.

 

 

 

 

Carabinieri Forestali. La resa è lontana

 

 

 

 

Iniziamo con il precisare che chi era contro questa unione, prevista, ricordiamolo dalla riforma Madia, non si è arreso al passaggio  forzato e ha avanzato ricorso al tar il tribunale amministrativo per far valere i primi diritti.

Solo nella regione Abruzzo i ricorsi presentati sono stati 200 sui 3000 che si stimano su tutto il territorio nazionale. “I ricorsi al Tar sono contro la perdita dello status di civili, la perdita dei diritti civili e sindacali e l’obbligo di dover sottostare, in caso di giudizio, al Tribunale militare”. Spiega Ferdinando Lattanzi, sindacalista della funzione pubblica abruzzese.

 

Già, perché un aspetto che ha fatto poco scalpore ma che è piuttosto grave riguarda proprio i forestali che svolgevano attività di sindacato. Per loro infatti la fusione ha rappresentato la restituzione della tessera, in quanto, essendo l’arma un corpo militare, non può sottostare ad alcuna rappresentanza sindacale.

 

 

 

 

Carabinieri Forestali. E il risparmio dov’è?

 

 

 

 

Un altro aspetto che rafforza il pensiero di Lattanzi riguarda il totale fallimento dell’obiettivo primario di questa riforma, cioè il risparmio. “Questo assorbimento del Cfs nei carabinieri aumenterà le spese; basti pensare alle scritte e nuove targhe degli automezzi, alle nuove divise, ai corsi e relative missioni, all’adattamento dei Comandi stazione, al cambio del sistema informatico, al cambio tesserini, per non parlare della nomina di tre nuovi generali di vertice”.

 

Insomma un po’ di tempo è trascorso, ma di persone soddisfatte da questa unione forzata non se ne sentono molte…magari è ancora presto. Magari ci vuole più tempo. O magari è stato un errore. L’ennesimo di un governo che ha pensato molto a come risparmiare, ma non ha saputo mettere in pratica in modo incisivo questi pensieri. Un errore però da cui difficilmente si torna indietro. E, ammesso che si possa fare, non sarà certo indolore e a costo zero.

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: gelocal / corriere

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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gio, mag 25, 2017  Valentina
Carabinieri. Arrivano i Cacciatori di Sicilia
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Fonte: palermo.repubblica.it

Fonte: palermo.repubblica.it

Il ministero della difesa ha fortemente voluto questo squadrone per rafforzare il controllo del territorio siciliano in cerca di latitanti e per la prevenzione dei reati rurali. E finalmente è arrivato.

 

Così alla presenza del Ministro della Difesa Roberta Pinotti, del Ministro dell’Interno Marco Minniti, del Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Claudio Graziano e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette è stato istituito il reparto “Cacciatori di Sicilia”, il quale avrà la sua sede a Sigonella, nella Base Aerea Militare “Aeroporto Cosimo di Palma”. Questa location non è chiaramente a caso, in quanto questi agenti opereranno insieme all’appoggio di un elicottero.

 

 

Carabinieri. Forse la caccia va fatta in casa…

 

 

 

Certamente i latitanti mafiosi non avranno vita facile; lo scopo di questo reparto è infatti quello di andarli a stanare anche nelle zone più impervie. Attenzione però. Perché di fatto il pericolo vero per i carabinieri e per le forze dell’ordine in generale, a volte non arriva dai malviventi, ma direttamente dallo stato.
Potremmo fare diversi esempi in questo senso, dal vaccini all’uranio impoverito. Ma oggi vogliamo soffermarci su un fatto meno pesante, ma altrettanto grave.
Il protagonista è l’ex ministro del governo Berlusconi, Carlo Giovanardi, da sempre fervente soldato in nome della legalità e dell’onore. Ma quello che si mostra e quello che si è spesso hanno passi di marcia differenti. E così l’onorevole si ritrova accusato di aver minacciato proprio due ufficiali dell’arma di carabinieri.
Il nome di Giovanardi è emerso durante le indagini relativo per alcuni appoggi interni alla prefettura di Modena in favore di un’azienda sotto processo per ’ndrangheta. Ad oggi si tratta di indagini, ma le accuse dei pm sono chiare: rivelazione di segreto e minaccia a corpo amministrativo dello Stato con aggravante di aver agevolato l’organizzazione mafiosa, legata all’azienda modenese.

 

 

Carabinieri. Commissione antimafia con un uomo in meno

Il senatore Giovanardi si difende da queste pesanti accuse: “è prerogativa di un senatore della Repubblica svolgere attività di sindacato ispettivo sulle altre istituzioni, in questo caso la prefettura”. Ma al momento nessuna delle sue dichiarazioni è stata abbastanza convincente né rilevante ai fini dell’indagine.
La prima conseguenza di questa notizia è l’uscita di Giovanardi dalla commissione antimafia. Non tanto per le accuse, ancora da provare, ma per le frasi raccolte con le intercettazioni, sulle quali, ahimè non ci sono discussioni.

 

 

 

Fonte: siracusanews / espresso.repubblica
 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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