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Blocco contratti pubblici 2014: tre cose da sapere assolutamente



Blocco contratti pubblici 2014: tre cose da sapere assolutamente
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In origine fu la Legge di Stabilità 2014 approvata nello scorso mese di ottobre. In quel momento, lo strumento di tipo finanziario idoneo a regolare il bilancio dello Stato per il successivo triennio, scaricò alcuni effetti non esattamente positivi sul settore della pubblica amministrazione, con precipuo riferimento ai dipendenti pubblici in attesa di novità sulla incerta situazione dello stallo contrattuale. Il blocco contratti pubblici 2014 mette le sue radici in quel provvedimento: gli effetti di ciò si sarebbero ripercossi nell’immediato futuro. E dalla prospettiva attuale si può tranquillamente affermare che essi saranno percepiti almeno fino al 2016.

 

blocco contratti pubblici 2014

Blocco contratti pubblici 2014, congelamento delle retribuzioni

 

Non potevano giungere notizie peggiori per i dipendenti statali che attendevano lo sblocco delle norme che regolano il proprio rapporto di lavoro e la propria busta paga: in questa direzione il blocco contratti pubblici 2014 crea un congelamento delle retribuzioni che rende questo anno solare come uno dei più difficili degli ultimi (vessati) tempi. È certamente vero che il provvedimento in via di emanazione presso l’attuale Governo Renzi relativo all’aumento di circa 80 euro al mese per i lavoratori dipendenti con stipendio annuo non superiore ai 25mila euro potrebbe neutralizzare l’effetto negativo del blocco dei contratti. Ma la sensazione negativa rimane alta nel pubblico impiego.

 

L’impatto negativo sugli insegnanti della scuola

 

La Legge di Stabilità ha esplicitato il blocco contratti pubblici 2014, un blocco già in atto per il 2010-2012, prevedendo anche un taglio del 10 % sulla spesa degli straordinari: a questo “stop” non è sfuggito il settore della scuola, molto sensibile alla questione “scatto” dal momento che (causa impossibilità per la gran parte degli insegnanti di crescere in carriera) l’anzianità rimane l’unica possibilità praticabile per giungere ad un aumento di stipendio in questo settore.
Nella Legge di Stabilità viene anche impartito uno stop all’indennità di vacanza contrattuale per il biennio 2013-14: quest’ultima può essere definita come un elemento provvisorio della retribuzione previsto al fine di tutelare i lavoratori nel caso di ritardi nella stipula dei rinnovi contrattuali.

 

Blocco contratti pubblici 2014: per i sindacati la situazione è insostenibile

 

Secondo i sindacati il blocco contratti pubblici 2014 è insostenibile: la Cgil si è scagliata sul provvedimento, mentre il Siulp (sindacato unico di polizia) ha dichiarato tramite i propri rappresentanti che la situazione è ormai molto grave: “Anche noi abbiamo subito il blocco degli scatti, nel biennio 2011-2012 siamo riusciti a recuperarli in parte grazie ad uno stanziamento del governo e usando fondi destinati alla riforma delle carriere”.
Va certamente detto che il blocco contrattuale si inserisce all’interno di una complessiva manovra dello Stato volta a tirare fuori il paese dal “pantano limaccioso” della crisi economica, con contemporaneo riordino del bilancio statale: un compito da svolgere attraverso una sinergia di base fondamentale tra cittadini ed istituzioni. Qualora dai palazzi della politica giungano segnali positivi in ordine a tagli ed eliminazione di privilegi allora anche i cittadini ed i dipendenti pubblici potranno consapevolmente effettuare sacrifici per salvare la “baracca”. La strada è lunga, ma alcuni piccoli e significativi segnali  forse stanno giungendo in questo senso proprio dal nuovo Governo Renzi.

Patrizia Caroli

Fonti: repubblica.it, leggioggi.it

 

 

 

 

 

 

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2 Commenti a “Blocco contratti pubblici 2014: tre cose da sapere assolutamente”

  1. Lorena Says:

    Salve,
    mi chiamo Lorena e sono un collaboratore scolastico in ruolo dal 2010 con un contratto part-time che ho richiesto per motivi di famiglia. Sono contenta degli 80€ di questo mese, peccato però che oltre ad essere lordi, la busta paga era accompagnata da un specifica nota in cui si precisa che la somma sarà conguagliata in base alle giornate effettive di lavoro..ma non erano in base al reddito?. Tuttavia avrei preferito senz’altro lo sblocco degli adeguamenti degli stipendi o meglio ancora, il TFR in busta paga oppure, fantascienza..contributi previdenziali in busta, soprattutto perché non sono sicura di riprenderli quando poi andrò in pensione. Vorrei ancora spendere due parole sul discorso della mobilità. Personalmente sarei favorevole, mi piacerebbe cambiare e mi piacerebbe anche che la mobilità fosse volontaria magari non so, pubblicando mensilmente i vari settori o profili carenti disponibili nelle diverse regioni, province o comuni. A tal proposito approfitto dell’argomento per mettere in evidenza la condizione dei collaboratori scolastici, ultimo profilo nella pubblica amministrazione, l’ultima ruota del carrozzone e il peggior pagato. Ecco appunto, proprio per questa condizione noi collaboratori scolastici probabilmente saremmo tagliati fuori dalla mobilità, se non nell’abito dello stesso profilo. Questo perché nessun’altro profilo potrebbe e vorrebbe prendere il nostro posto, proprio a causa della qualifica. Chi sceglierebbe di venire a fare il servo degli insegnati, il sottoposto dei Dirigenti che decidono per te, oppure a fare le pulizie. Una categoria che non ha alcuna voce in capitolo perché per niente rappresentata. Tutte le decisioni passano sopra lo nostra testa, soldi compresi dei fondi d’Istituto che vengono spartite fra le categorie più forti lasciando a noi la mancetta. Eppure anche per il collaboratore scolastico oggi occorre il diploma di scuola superiore quindi, perché mai non potremmo essere inseriti anche in altri profili?. E già perché nella scuola stessa per passare da collaboratore ad assistente amministrativo occorre fare un concorso, nonostante che per entrambi i profili è necessario il diploma di scuola superiore. Allora mi chiedo non sarebbe forse il caso, visto che il requisito minimo è il diploma, equiparare i livelli senza così generare lavoratori di serie A, B e C?. Mi piacerebbe aprire questa discussione e che qualcuno voglia intraprendere una battaglia per questa causa.
    Grazie

  2. mario Says:

    hai perfettamente ragione sono con teeee

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