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Causa di servizio carabinieri: un istituto da rinnovare al più presto



Causa di servizio carabinieri: un istituto da rinnovare al più presto
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Pensioni e Carabinieri: il legame tra questi due concetti (la categoria ed il trattamento pensionistico) assume molteplici forme e differenti coloriture a seconda dell’angolo prospettico da cui lo si contempla: interessante in tal senso è l’aspetto inerente alla causa di servizio carabinieri. Infatti può accadere che in alcuni casi la pensione venga elargita per “causa di servizio”: ciò che avviene nel caso in cui il dipendente civile e militare impiegato presso la Pubblica Amministrazione abbia contratto una patologia proprio a causa del lavoro che svolge.

 

causa di servizio carabinieri

Fonte: www.videoandria.com

Causa di servizio carabinieri: Come nasce.

 

In primo luogo va spiegato l’origine dell’istituto della causa di servizio carabinieri: quest’ultimo infatti si configura originariamente come un atto di riconoscenza previsto dall’ordinamento, al fine di dimostrare una sorta di apprezzamento per l’opera compiuta dal soggetto, attribuendo allo stesso ricompense economiche. Nasce in questo modo un istituto apposito per consentire il sostegno economico per i dipendenti menomati, in tutto o in parte, ed impossibilitati a compiere la prestazione lavorativa originaria.
Da un punto di vista normativo la causa di servizio carabinieri è disciplinata dall’art. 64 del Decreto del Presidente della Repubblica  n. 1092 del 1973: “Il dipendente statale che, per infermità dipendenti da fatti di servizio, abbia subito menomazioni dell’integrità personale ascrivibili ad una delle categorie della tabella A (…) ha diritto alla pensione privilegiata qualora dette menomazioni lo abbiano reso inabile al servizio”, così recita il dettato normativo.

 

Un meccanismo spesso confuso

 

All’attuale stato delle cose permane una certa farraginosità dentro gli ingranaggi del procedimento amministrativo inerente alle richieste di causa di servizio carabinieri: solitamente infatti i verbali delle visite delle Commissioni Mediche risultano incompleti o di difficile leggibilità, i consulenti medici hanno una preparazione lontana dalla sufficienza ed al contempo gli esami del Comitato di Verifica delle cause possono risultare superficiali. A questo quadro descrittivo si aggiunge il fatto (molto italiano) che i tempi procedurali non vengono necessariamente rispettati. A  causa di queste disfunzioni procedurali il carabiniere è spesso costretto ad attendere addirittura anni per la definizione di un procedimento che invece dovrebbe essere informato, per sua stessa natura, dal principio di efficienza e rapidità. Il mancato rispetto della tempistica danneggia gravemente il  dipendente pubblico (in questo caso il carabiniere) dal momento che il riconoscimento della causa di servizio costituisce la premessa per la corresponsione dell’equo indennizzo e la pensione privilegiata ordinaria (oltre alla fruizione dei benefici sanitari).

 

Causa di servizio carabinieri: quali miglioramenti si possono apportare?

 

Nella direzione di un possibile miglioramento è intervenuto il testo di un altro DPR ( il 461/2001)  che ha introdotto elementi di smaltimento delle imperfezioni e delle criticità insite nella disciplina della causa di servizio carabinieri: ma permane la necessità di semplificare ulteriormente gli ingranaggi dell’istituto, tramite anche la fusione delle procedure per malattie e infortuni sul lavoro, oltre alla necessità di un rinnovamento che contempli anche un giudice collegiale d’appello a decidere sulla materia, sulla causa di servizio carabinieri, con le sezioni centrali della Corte dei Conti pronte a garantire l’esatta osservanza della legge in parallelo con la Corte di Cassazione.

 

Fonti: carabinieriditalia.it, unms.it

 

Patrizia Caroli

 

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