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Cocer Carabinieri. La Pazienza è Davvero Finita



Cocer Carabinieri. La Pazienza è Davvero Finita
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E chi non lo sapeva che finiva così? La cancellazione dell’Imu doveva forse essere accolta come un miracolo per le tasche di noi italiani? Non ci credeva nessuno… Ci sarà pure stato un motivo se il governo tecnico di Monti tra una sforbiciata e l’altra aveva introdotto questa tassa, no? E infatti l’euforia solo istituzionale di questa cancellazione è durata il tempo di un giorno. Il tempo di far realizzare ai cittadini quanto costerà questo fumo negli occhi.

Carabinieri

 

Perché i 975 milioni di euro che lo stato avrebbe dovuto riscuotere con l’Imu entreranno comunque nelle sue tasche a discapito di altri settori, tra i quali non può certo mancare il comparto sicurezza, Arma dei Carabinieri in prima fila.

 

 

Come annunciato dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta “il Governo deve trovare due miliardi per la seconda rata dell’Imu, un miliardo per l’Iva e un altro miliardo circa per la Cig e per il rifinanziamento delle missioni all’estero, sperando che non si aggiungano altre emergenze”. Proprio dalle forze armate infatti il governo Letta spremerà la bellezza di 50 milioni di euro attraverso un taglio alle risorse economiche stabilite e approvate dall’ultima Legge Finanziaria e che sarebbero dovute servire per le nuove assunzioni.

 

 

Dopo l’ultimo inconcludente incontro di qualche giorno fa tra il Cocer e il ministro della Funzione Pubblica, Gianpiero D’Alia, le rappresentanze sindacali dei carabinieri dicono basta e lo dicono con veemenza, chiedendo al governo di scovare un modo per provvedere “urgentemente a reperire i necessari fondi, facendo, magari, economia sui ben noti scandalosi sprechi della pubblica amministrazione e sulle vergognose prebende delle varie caste”.

 

 

Le parole del Cocer arrivano dritte e senza mezze misure, insieme all’accusa, altrettanto poco velata, di essere costretti ad alzare i toni della discussione per poter essere realmente ascoltati, rinunciando alla compostezza che distingue gli uomini dell’Arma da sempre. Questo sfogo finale ha radici lontane. Risale al quel decreto del 5 novembre 2010 chiamato Salva Italia che bloccava gli aumenti stipendiali fino al 2014 e che ad oggi è al vaglio della corte costituzionale.

 

 

E dire che nel suo discorso di insediamento, il premier Enrico Letta, aveva regalato una speranza, ammettendo la solitudine istituzionale del comparto sicurezza e il mancato riconoscimento della specificità di questa professione. Parole che oggi suonano amare e ironiche, quasi illusorie. Per non dire false.

 

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