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Comuni Spese Sociale: Meno risorse per servizi assistenziali



Comuni Spese Sociale: Meno risorse per servizi assistenziali
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Le amministrazioni comunali alle prese con gli interventi ed i servizi di carattere sociale: imboccando questa direzione risulta interessante analizzare in quale modo si conforma la materia inerente alla questione Comuni spese sociale, al fine di comprendere in quale modo gli enti che sono posizionati più vicino alle esigenze dei cittadini esercitano la propria attività in un settore di eminente importanza.

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Fonte: rete.comuni-italiani.it

Fonte: rete.comuni-italiani.it

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Comuni spese sociale: l’indagine Istat

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Un’indagine pubblicata nel corso del 2013 analizza il comportamento dei Comuni italiani in merito alle attività relative agli interventi nel campo sociale per ciò che compete l’anno di gestione 2010: quello che emerge con maggiore evidenza è il fatto che i principali destinatari delle prestazioni di “welfare” locale sono le categorie rappresentate da: famiglia e minori, anziani e persone con disabilità. Proprio all’interno di queste categorie di utenza converge oltre l’82% del totale delle risorse impiegate in tale direzione, suddivise analiticamente in un 40,3% delle risorse prevalentemente dedicate a servizi socio-educativi per la prima infanzia seguiti da quelli per gli anziani (21,2%) e per le persone con disabilità (21,1%).

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Analizzando i dati che emergono dal rapporto (redatto dall’Istat) “Gli interventi e i servizi sociali dei Comuni singoli e associati” in relazione alla tematica Comuni spese sociale, affiorano altri interessanti dati di tipo quantitativo: ad esempio, la spesa erogata per l’assistenza sociale a livello locale nel corso del 2010 si è assestata sulla cifra di 7 miliardi e 127 milioni di euro, producendo un trascurabile aumento dello 0,7% rispetto all’anno precedente, segnando una evidente battuta d’arresto rispetto alle tendenze orientate alla crescita che erano state registrate nei sette anni precedenti (nel periodo compreso fra il 2003 e il 2009 l’incremento medio annuo era stato molto più elevato, circa il 6%). È interessante constare come la cifra sopra citata sia equivalente allo 0,46% del Pil nazionale.

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Le grandi differenze a livello territoriale

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La spesa media per abitante per quanto riguarda la tematica del “welfare” (fondamentale branca della categoria Comuni spese sociale) è passata da 90 euro nel 2003 a 118 euro nel 2010, ma l’incremento risulta di soli 10 euro pro capite se calcolato al netto dell’inflazione.
Inoltre esistono evidenti differenze tra territori. Si collocano al di sopra della media nazionale gran parte delle Regioni dell’Italia centrosettentrionale, mentre il Sud presenta i livelli tendenzialmente più bassi di spesa media pro-capite in riferimento alle spese di tipo sociale-assistenziale. Ed anche all’interno dell’ambito di intervento dei vari Comuni italiani esistono ampie differenze nella gestione di tali risorse: insomma, divaricazioni che si ampliano, discrasie applicative tra un’amministrazione e l’altra che si fanno frequenti. In questo senso i Comuni del nord-est spendono in media per l’assistenza sociale 161 euro per abitante, contro i 134 euro del nord-ovest, i 135 del Centro, i 110 delle Isole e i soli 53 del Sud.

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Comuni spese sociale: i perniciosi effetti della crisi

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Evidentemente la crisi economica ha prodotto i suoi effetti nefasti anche sull’importante settore inerente a Comuni spese sociale, influendo in maniera fortemente negativa sulla effettiva capacità di spesa in dotazione ai Comuni italiani.  A questa deriva non poco hanno contribuito le riduzioni dei trasferimenti direzionati verso i Comuni stessi per il finanziamento della spesa sociale (la scure dei tagli si è infatti abbattuta sul Fondo nazionale per le politiche sociali). Inoltre il Patto di Stabilità interno è stato strozzato a causa di vari vincoli: pertanto l’offerta di servizi sta conoscendo un periodo di inerzia negativa, caratterizzato da quella che si configura come una brusca frenata. Quale sarà il futuro degli interventi di tipo sociale per i Comuni in Italia?

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Fonti: istat.it, ilsole 24ore.com

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Marco Brezza

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