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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi per la categoria 'Guardia di Finanza'

gio, mar 7, 2013  Roberta Buscherini
Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza a Scuola
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La Scuola di Polizia, in collaborazione con la Scuola Ufficiali dei Carabinieri e l’Accademia della Guardia di Finanza ha organizzato un corso di formazione per il miglioramento della coordinazione tra i diversi corpi del comparto sicurezza. Nello specifico, si tratta di tre giorni di lezione alla settimana per conferire ai futuri ufficiali strumenti necessari per combattere l’insicurezza.

 

Partecipanti ai Corsi

 

Un totale di 211 agenti, (Centouno commissari della Polizia di Stato , del 102° corso di formazione; 50 ufficiali dei Carabinieri, del 19° Corso di Perfezionamento e 60 della Guardia di Finanza, del 108° Corso ) parteciperanno a questo corso che consta di lezioni e conferenze sui principali argomenti di loro competenza come la pedopornografia on line, le tecniche psicologiche di “ascolto” del minore per la Polizia di Stato, Operazioni di peacekeeping per l’Arma dei carabinieri e Lotta al riciclaggio e forme di investigazione per la Guardia di finanza.

 

L’iniziativa, oltre ad aumentare la preparazione degli agenti, ha l’obiettivo di scambiare esperienze e conoscenze tra i diversi quadri direttivi delle forze dell’ordine.

 

Guardia di Finanza e Corte dei Conti: Accordo per la Lotta agli Sprechi

Foto: Italiaoggi

 

D’altra parte, la Guardia di Finanza ha firmato un nuovo accordo di cooperazione con la Corte dei Conti per aumentare le funzioni di controllo e migliorare l’interazione tra i due enti.

La Guardia di Finanza ha comunicato che questo protocollo ”rafforza e rende più efficaci le relazioni operative già instaurate, prevede procedure di raccordo tra le Sezioni regionali di controllo ed i locali Comandi Gdf, nonché, a livello nazionale, tra le Sezioni centrali ed il Comando Tutela finanza pubblica”.

 

 

Fonti: Grnet / Italiaoggi.it

 

Roberta Buscherini

 

 

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mar, feb 12, 2013  Valentina
Sequestro Veicoli Militari. Sarà Colpa Della Crisi?!
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La crisi fa anche questo: ”fittizie riparazioni sugli automezzi utilizzando pezzi di ricambio usati ovvero rettificando e riverniciando quelli già esistenti (…) La condotta fraudolenta, oltre a determinare un consistente danno economico, ha anche messo a serio repentaglio il funzionamento dei mezzi militari e, conseguentemente, l’incolumità del personale militare”.

 

 

Questo è quanto denunciato dagli agenti della guardia di finanza a seguito del sequestro di 26 veicoli militari Iveco VM 90 (fuoristrada da pattugliamento) e ACM 90 (camion per trasporto materiali), in dotazione all’Esercito Italiano anche durante le missioni internazionali.

 

 

Il sequestro è stato disposto da un decreto della Procura di Sassari firmato dal dott. Roberto Saieva e dalla dott.ssa Roberta Pischedda,  dopo l’accertata manomissione degli stessi, scoperto a seguito di un accertamento fiscale nell’autofficina di Castelsardo (SS): l’analisi delle fatture emesse a carico dell’Esercito Italiano per i lavori eseguiti, delle giacenze di magazzino e dell’elenco fornitori hanno consentito di acquisire elementi di riscontro a quanto da subito ipotizzato  e di  quantificare una truffa ai danni dello Stato di circa 100.000 euro.

 

 

Indagine e detenuti

Oltre al sequestro, si contano 5 indagati: un ufficiale, il titolare dell’autofficina e tre suoi familiari. I reati contestati sono corruzione e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Le fiamme gialle hanno subito confermato la piena collaborazione dell’esercito per lo svolgimento dell’indagine che ha portato al sequestro. La brigata Sassari si è poi legittimamente dichiarata “parte lesa” in questa vicenda, poiché i suoi membri in prima persona hanno corso dei rischi utilizzando i mezzi attualmente sequestrati, seppur, confermano, mai impiegati in missioni operative.

 

 

Seppure non si può che essere soddisfatti per l’operazione che ha comunque sgominato una banda truffaldina, basta parlare con qualche militare e indagare oltre le apparenze per scoprire che si tratta di un’operazione che non coglie nessuno impreparato: queste prassi infatti sono diffuse su tutto il territorio nazionale da anni, con il contributo di qualche mela marcia e con il beneplacido di chi sa e non parla.

La truffa ai danni dello stato quindi non è di 100 mila euro…che sia anche per la morsa della crisi che si raschia il fondo del barile compiendo azioni di recupero fondi fino ad ora bypassate? È un interrogativo al quale non si avrà risposta…non prima della fine di questa crisi almeno…

 

Fonte: grnet /  adnkronos / sardegnareporter / cronacaonline

 

Valentina Stipa

 

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lun, gen 28, 2013  Roberta Buscherini
Concorsi Guardia di Finanza: 7 Posti Ruolo Aeronavale
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Concorsi Guardia di Finanza – La Gazzetta Ufficiale del 18 gennaio ha pubblicato un concorso pubblico, per esami per l’ammissione di 7 allievi ufficiali del ruolo aeronavale al primo anno del 12° corso aeronavale dell’ Accademia della Guardia di Finanza, per il prossimo anno accademico 2013/2014.

 

Scadenza: 18 Febbraio

 

Requisiti Concorsi Guardia di Finanza

 

concorsi guardia di finanza-          Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di finanza di un massimo di 28 anni di età che non siano mai stati dichiarati non idonei all’avanzamento guardia di finanza.

-          Cittadini italiani tra 17 e 22 anni di età

-          Diploma d’istruzione secondaria di secondo grado

 

Domande Concorsi Guardia di Finanza

 

Per partecipare ai concorsi Guardia di Finanza è necessario presentare domanda online tramite la procedura informatica nell’area “concorsi online” del sito www.gdf.gov.it

 

A cosa consistono i concorsi Guardia di Finanza

 

-          Test culturale e logico-matematico

-          Verifica scritta di cultura generale

-          Prove di accertamento fisico e psichico

-          Prove di efficienza fisica

-          Accertamento d’idoneità attitudinale

-          Controlli orali

-          Prova di accertamento su lingua straniera

-          Test d’informatica (facoltativo)

-          Visita medica

 

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mar, gen 15, 2013  Roberta Buscherini
Guardia di Finanza e CONSOB firmano un accordo di cooperazione
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La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob) ha firmato un accordo di collaborazione con la Guardia di Finanza per potenziare il lavoro congiunto delle due istituzioni.

Fonte: Brindisireport.it

Il precedente accordo, tra le due entità, è datato a maggio del 2006, per tanto, l’arrivo di una nuova intesa è una buona notizia. Questo progetto, “consente alla Consob di esercitare al meglio le funzioni di tutela del risparmio, rafforzando le attività di vigilanza grazie ad una maggiore flessibilità dell’azione ispettiva e degli altri poteri di controllo e con la possibilità di avvalersi delle incisive proiezioni investigative offerte  dalla collaborazione della Guardia di Finanza”, secondo hanno affermato in un comunicato.

 

Obiettivi della Collaborazione

 

Uno dei principali obiettivi di questo nuovo progetto è aumentare l’efficacia nella lotta contro l’abusivismo sui mercati finanziari e gli abusi di mercato. In questo senso, grazie al nuovo accordo, la guardia di finanza ha la possibilità di fornire, su richiesta della Consob, le loro indagini riguardo operazioni sospette.

Inoltre, Consob e Guardia di Finanza collaboreranno, d’ora in poi, nell’acquisto e scambio di dati, notizie e altre informazioni. Coopereranno in indagini, ispezioni e perquisizioni, a richiesta dell’autorità di vigilanza.

Inoltre, sono previste ulteriori collaborazioni in materia di antiriciclaggio, formazione e migliora degli strumenti e attrezzi di uso lavorativo.

 

Roberta Buscherini

 

Per scaricare online il tuo cedolino, segue questo link: Stipendipa

 

 

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mer, dic 19, 2012  Valentina
Forze dell’Ordine in Prima Linea per Garantire la Sicurezza, Ma chi li Tutela?
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Dieci finanzieri sono rimasti feriti, uno di loro ha riportato un trauma cranico e viene sottoposto ad accertamenti. Questo il bollettino di guerra pagato dal comparto sicurezza per la tutela di un diritto, quello d’asilo che con le nostre forze dell’ordine non c’entra nulla, ma che inevitabilmente le coinvolge facendo loro pagare il prezzo più alto.  La rivolta degli immigrati eritrei al centro di accoglienza di Mineo.

 

Fonte: blogsicilia

“Mentre i responsabili governativi tagliano, mentre i fini giuristi si impegnano nella ricerca forsennata di un dolo nell’applicazione delle norme, fosse anche eventuale purché si dimostri che lo “sbirro” è aguzzino e non la norma che è fallace, intanto le costole e le teste degli appartenenti alle forze di polizia fanno da scudo a questo desolante scenario di rappresentanti dei poteri dello Stato”. È così che Felice Romano segretario generale del SIULP, dimostra solidarietà agli uomini in divisa rimasti feriti e grida la sua rabbia per un ennesimo problema legato alla politica il cui conto però lo pagano i suoi devoti. “Chiediamo l’intervento del Governo per avere risorse, umane, economiche e strumentali, per affrontare l’emergenza immigrazione ma anche regole di ingaggio chiare e univoche rispetto alle modalità, alle procedure e alle norme che occorrono per gestire questa emergenza epocale nel rispetto dei diritti dei singoli, ma anche delle norme emanate a tutela degli interessi generali del Paese”.

 

È proprio questo l’aspetto più grave di questa vicenda ovvero il rischio effettivo e concreto che i poliziotti corrono in queste circostanze, una denuncia per lesioni gravi, come denuncia Massimiliano Trombetta, rappresentante del sindacato di polizia SIULP “lo sapete come passo buona parte del mio tempo? A organizzare collette per pagare le parcelle degli avvocati che ci difendono dalle accuse di lesioni. Non ne possiamo più” (…) e questo nonostante l’articolo 32 della Legge Reale preveda che l’amministrazione rimborsi le spese legali per i tre gradi di giudizio, quando un poliziotto finisce sotto processo per uso delle armi o della coazione fisica in servizio”.

 

L’inadeguatezza dell’apparato di vigilanza predisposto nel Villaggio dell’accoglienza di Mineo, dove i poliziotti sono costretti anche a turni di servizio massacranti per sopperire alle carenze di organico ha raggiunto proporzioni paradossali:  al momento si registra la presenza di circa 2800 extracomunitari “ vigilati” da non più di 30 operatori di Polizia.

 

Chiudiamo questo articolo che vuole essere puramente riflessivo su quanto sia davvero rischioso il lavoro del poliziotto, rischioso e avvilente, spersonalizzante rispetto agli uomini che lo svolgono; noi civili perdiamo troppo spesso di vista la responsabilità e la delicatezza di quel ruolo; troppo poco ci mettiamo a riflettere sulla condizione in cui svolgono la loro professione e sui rischi che corrono per mantenere integre le nostre città, i nostri negozi e noi stessi, mentre i nostri figli, i figli di questa società malata si scagliano contro, molotov e manganelli alla mano. Chiudiamo quindi questo articolo con le parle di un poliziotto, uno di quelli che lavora sulla strada e che amaramente confessa di non sentire più il proprio lavoro come una missione, ma di viverlo con paura e avvilimento, come un guardarsi continuo le spalle d coloro che dovrebbero invece essergli grati.

 

“Penso alla gente, ai cittadini, a chi vorrebbe fossi un incrocio fra Batman e l’Uomo Ragno, senza mai possibilità di commettere alcun errore; a chi mi giudica senza chiedersi mai nulla, senza mai avere un dubbio; a coloro che esprimono la loro pelosa solidarietà davanti alla mia bara coperta dal tricolore, che io purtroppo non posso sentire e di cui, a ben vedere, non me ne importa nulla, l’avrei preferita in vita. Penso a quello che mi dicevano a proposito della funzione sociale del mio lavoro e penso a quanto lo ritenevo giusto ed a quanto mi entusiasmava l’idea di essere utile alla gente. Ecco, la gente. Non riconosco più la gente come mio referente, non ci riesco proprio. La gente è stata una vera delusione. Ciò che faccio, lo faccio per un mio diletto personale; per la considerazione che ho per la mia divisa e, anche se a volte non lo meriterebbe, per l’Amministrazione; per l’amore che provo per i colori della mia Volante e per la Pantera che è raffigurata sopra e perché, strano ma vero, ancora mi diverto a fare il poliziotto. Non lo faccio più per la gente, non lo merita secondo me. Se quel che faccio porta loro vantaggi, per me è puramente secondario”.

 

Fonti: Grnet.it / Il Giornale / ConsapNazionale / Asaps.it

 

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