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La Buona Scuola. Per chi?



La Buona Scuola. Per chi?
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la buona scuola

La buona scuola. 136 pagine di idee e progetti condivisi e spalmati su due mesi di confronti tra le parti e un anno per l’attuazione definitiva.

 

Alla base della buona scuola ci sono chiaramente maggiori finanziamenti: “con la legge di Stabilità mettiamo più soldi sulla scuola, perché mettere i soldi sulla scuola non è un costo, ma un investimento per i nostri figli, per il futuro, per l’Italia perché chi vuole bene all’Italia vuole bene alla scuola“.

 

Sulla carta il progetto del premier Renzi avrebbe tutti i presupposti per funzionare. Sulla carta appunto. Perché poi nella realtà gli ostacoli e le perplessità di coloro che la scuola la vivono tutti i giorni sono molte e molto forti.

 

 

 

Scuola. Punti Forti e Criticità

 

 

Uno dei punti di forza del progetto di Renzi riguarda il superamento del precariato con l’attuazione di un piano straordinario che preveda l’assunzione di 150 mila docenti per settembre 2015 con la chiusura delle graduatorie ad esaurimento.

Che ne sarà invece dei circa 100.000 insegnanti che sono inseriti nelle graduatorie di istituto di seconda fascia e che non solo hanno gli stessi requisiti di coloro che si trovano nelle GaE, ma possiedono spesso anche maggiori anni di servizio?

Di questo la buona scuola non fa menzione.

 

Nel progetto di Renzi dal 2016 l’entrata di ruolo si svolgerà solo per concorso pubblico, permettendo l’entrata di 40 mila giovani qualificati fino al 2019.

Che ne sarà di coloro che per ottenere l’abilitazione o maggiori punteggi in graduatoria hanno sostenuto corsi – peraltro organizzati dallo stesso ministero dell’istruzione – oltretutto a loro spese?

Di questo la buona scuola non fa menzione.

 

 

 

Scuola. La Campagna Di Ascolto

 

 

Nella sua guida Renzi prevede due mesi di ascolto, dal 15 settembre al 15 novembre, per dare modo a tutte le parti di dire la propria, creando un confronto costruttivo che porti a soluzioni efficienti con buona pace di tutti.

 

È un po’ come sperare nella pace nel mondo: non si fa certo male, ma da qui a vederla realizzata è tutta un’altra storia.

 

 

 

Fonte: repubblica / orizzontescuola / tempi

 

 

Valentina Stipa

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