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Legge di Stabilità 2015: le novità in materia di scuola per i docenti



Legge di Stabilità 2015: le novità in materia di scuola per i docenti
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La Legge di Stabilità 2015 è stata approvata la scorsa settimana alla Camera e presto riceverà il via libero definitivo: quali novità sono presenti all’interno del testo per ciò che riguarda il tema della scuola? Ecco una breve e rapida rassegna.

 

scuola

Legge di Stabilità 2015, scuola: i principali emendamenti

 

Sono stati votati diversi provvedimenti sulla scuola. In primo luogo è necessario soffermarsi sul tema delle assunzioni: l’ormai celebre piano delle 150mila assunzioni è stato approvato. Tuttavia l’articolo 3 è stato oggetto di modifiche a seguito dell’approvazione dell’emendamento Coscia-Santerini: tale emendamento stabilisce l’utilizzo dei fondi per le assunzioni e l’ampliamento applicativo della scuola-lavoro anche per la formazione del personale docente di ruolo e neoassunto, oltre alla valutazione e valorizzazione dei docenti.
Un altro emendamento inserito alla legge di Stabilità nel suo passaggio alla Camera è quello inerente alle scuole non statali: si tratta di una parziale modifica all’impianto del testo normativo, mediante lo stanziamento di 200 milioni di euro a tali istituzioni scolastiche. Rilevanti cambiamenti andranno a riversarsi inoltre sull’assetto complessivo degli esami di maturità: si va verso un rinnovamento per ciò che riguarda la composizione delle commissioni, una decisione che dovrà essere implementata poi dal Ministero dell’Istruzione. Va detto a questo riguardo che nel testo dell’emendamento non si fa menzione alcuna dell’uso di commissari interni, anche se le interpretazioni prevalenti sembrerebbero orientarsi in tale direzione.

 

La questione dei tagli alla scuola

 

Ora la procedura di approvazione della Legge di Stabilità transiterà al Senato, con annesse le discrete incertezze relative ai dissidi in seno alla maggioranza Pd (maggioranza che a Palazzo Madama è molto risicata): sarà muro contro muro tra fedeli alla linea del premier e dissidenti dell’ala radicale? Chissà: nel frattempo questo non fa altro che aumentare le incertezze sulle modifiche in materia di scuola.
E i tagli? Per ora non cambia nulla all’interno del maxi-provvedimento di fine anno: rimangono gli sfoltimenti in stile “spending review”all’organico del Miur e alle indennità di servizio all’estero del personale docente. Tagli cospicui dovrebbero inoltre assestarsi sull’organico ATA e sulle supplenze della medesima categoria: non saranno esentati dalla “spending review” ovviamente anche gli insegnanti, dal taglio delle supplenze al blocco degli stipendi previsto per tutto il 2015.

 

Blocco stipendi 2015: a che punto siamo?

 

Proprio con peculiare riferimento al blocco stipendi non bisogna dimenticare l’introduzione, proclamata nelle scorse settimane, dei nuovi scatti stipendiali: non sarà infatti riconosciuta ai docenti neoimmessi l’anzianità pre-ruolo e ai docenti in ruolo quella maturata nella propria fascia. Con la conseguenza che saranno soltanto un’esigua minoranza gli insegnanti che a fine attività lavorativa potranno vedersi riconosciuti 36 anni di servizio corrispondenti a 12 scatti triennali.
E le proteste in queste settimane non hanno tardato a giungere: prima i sindacati dall’esterno, e successivamente le barricate dei deputati (o meglio “cittadini”) del Movimento Cinque Stelle che in sede parlamentare hanno presentato un ampio numero di emendamenti combattendo in maniera costruttiva la loro battaglia. Non resta che attendere di osservare quello che succederà nel passaggio al Senato per comprendere gli snodi decisivi del testo definitivo che varrà per tutto il 2015.
Fonte: orizzontescuola.it
Marco Brezza

 

 

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