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Pensione Polizia Penitenziaria 2013: Armonizzazione e regolamento



Pensione Polizia Penitenziaria 2013: Armonizzazione e regolamento
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Pensione Polizia Penitenziaria: Da quest’anno sono stati modificati i requisiti per andare in pensione. In questo modo, anche gli appartenenti alla categoria di polizia penitenziaria devono rispettare requisiti diversi, forse più esigenti, per poter andare in pensione. In quest’articolo cercheremo di ricordare cosa prevede la nuova normativa e fornire informazioni utili su come andare in pensione polizia penitenziaria.

 

Pensione polizia penitenziaria: Normativa

 

pensione polizia penitenziariaI requisiti per accedere alla pensione polizia penitenziaria sono cambiati, in parte grazie alla spending review ma anche all’adeguamento della speranza di vita dei requisiti per l’accesso al pensionamento nel caso di dipendenti del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico.

Il comma 18 dell’articolo 24 del Decreto Legge 201/2011, prevede un Regolamento di armonizzazione con l’obbiettivo di assicurare un processo di incremento dei requisiti minimi di accesso al pensionamento, tenendo conto delle obiettive peculiarità ed esigenze della polizia penitenziaria.

 

Pensione Polizia Penitenziaria: Vecchiaia

 

Nel caso della pensione polizia penitenziaria – vecchiaia, il diritto al pensionamento avviene in corrispondenza dell’età massima di permanenza in servizio, e non adeguata agli incrementi della speranza di vita, se al compimento di questo limite di età, sono stati soddisfatti i requisiti minimi.

Se il dipendente della polizia penitenziaria dovesse raggiungere il limite di età previsto senza aver maturato i requisiti per la pensione di anzianità invece, il requisito per andare in pensione prevede un incremento di tre mesi di lavoro.

 

Chiarimenti riguardo le pensioni polizia penitenziaria – vecchiaia

 

L’incremento di tre mesi non è applicabile ai dipendenti della polizia penitenziaria che al 31 dicembre 2010 avevano già maturato i requisiti prescritti. Per i dipendenti che invece abbiano maturato i requisiti successivamente, bisognerà controllare se l’applicazione della “finestra mobile” ha già esaurito i propri effetti. In questo modo, gli appartenenti alla polizia penitenziaria che non abbiano raggiunto i requisiti previsti per la pensione di anzianità dovranno prolungare una di queste opzioni:

-          Limiti ordinamenti + 3 mesi più finestra mobile

-          Pensione di anzianità + finestra mobile.

 

Pensioni Polizia Penitenziaria: Anzianità

 

Diritto al pensionamento

 

-          57 anni e 3 mesi di età + 35 anni di contributi

-          40 anni e 3 mesi di età + massima anzianità contributiva (prevista dall’ordinamento di appartenenza)

 

Decorrenza Diritto alla Pensione

 

-          Nel caso dei dipendenti della polizia penitenziaria che, a decorrere dal 1 gennaio 2013, raggiungono i requisiti di 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi; e 53 anni e 3 mesi di età + la massima età di contributi, il diritto al pensionamento avviene dopo dodici mesi dalla data di maturazione.

-          Nel caso di dipendenti della Polizia Penitenziaria che, a decorrere dal 1 gennaio 2013, raggiungono i requisiti dei 40 anni e 3 mesi di contributi utili, il diritto al pensionamento avviene dopo: 14 mesi per il 2013 e 15 mesi per il 2014.

 

Le pensioni, con la nuova legge, vengono calcolate con il sistema contributivo che prevede, un aumento della quota all’aumentare dell’età. Questo calcolo è basato sul montante derivante dai contributi accantonati e rivalutati durante gli anni lavorativi del dipendente.

 

 

Riassunto: Principali modifiche Pensione Polizia Penitenziaria

 

-          Da quest’anno il sistema di calcolo per conoscere l’ammontare delle pensioni polizia penitenziaria è contributivo, in questo modo più anni si lavora maggiore è la pensione.

-          L’accesso alla pensione anticipata (ex anzianità) è possibile quando la somma tra l’età e gli anni contributivi è pari al coefficiente 96.

-          Un aspetto importante della riforma è che viene annullato il limite dell’80% della retribuzione quale limite massimo raggiungibile. In questo modo, chi ha maturato i requisiti per andare in pensione con la normativa precedente e intente continuare il servizio oltre l’età massima contributiva (sempre che non abbia superato i 63 anni di età) ha il vantaggio di continuare ad accumulare contributi che conteggeranno nel momento di determinare la pensione.

 

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